10 PUNTI DI SUTTORA: IL MARCHESE SACCHETTI E' CETO MEDIO - PERCHÉ "L'ITALIA DI MERDA" DOVREBBE VEDERE IL FESTIVAL? - CHE TENEREZZA PRODI "NONNO" - ITALIANI, ROMENI E INCIDENTI STRADALI.
Riceviamo e pubblichiamo
Lettera 1
Caro Dago, la famiglia Sacchetti che ci ha aperto la sua casa a Roma per l'intervista al ministro Bersani non abita nel palazzo di famiglia in via Giulia, ma in un normale appartamento di un anonimo palazzo umbertino di via Nazionale, e conduce una normale vita da ceto medio, come altre decine di migliaia di famiglie a Roma. Ne' mi sembra si sia trattato di un "promo" o "spromo" per Bersani, visto che nel testo la signora Sacchetti esordisce dichiarando la propria delusione per il governo Prodi ("Non penso proprio che vi rivoterò"), e che nei titoli nell'ultima pagina specifichiamo: "Alla fine un brindisi augurale - Ma il signor Sacchetti non è del tutto convinto".
Cordialmente, Mauro Suttora (autore del servizio su "Oggi")
Lettera 2
"Oggi" potrebbe fare anche un servizio su Bersani che, dopo il pranzo con una "famiglia tipo" a Palazzo Sacchetti, si fa un pic nic alla Pineta Sacchetti con qualche "compagno" di merende.
Roberto
Lettera 3
Caro Dago, ma cosa vuole Pippo Baudo??? leggo ora la sua dichiarazione: . «La qualità è difficile da far passare. L'evento non esiste più se non c'è l'aspetto scandalistico», «Allora scazzottiamoci, prendiamoci a pesci in faccia ma così fottiamo il pubblico e avremo un'Italia di merda».
Ma cosa vuole "dall'Italia"? Presenta uno spettacolo anacronistico, che non più alcun senso nel 2008, stiracchiato per troppo tento, di qualità (canora) discutibile. Datemi un motivo per cui "l'Italia" dovrebbe appassionarsi a una cosa del genere. Ma passa mai per la testa a questa gente che devono essere loro a cambiare prodotto e non gli Italiani a seguire pedissequamente le istruzioni di mamma RAI? Gli spettatori mancanti rispetto all'anno scorso non hanno cambiato canale, probabilmente sono morti di vecchiaia.
Luca
Lettera 4
Caro Dago l'aver sentito D'Alema dare dell'"anziano" al Cavaliere un po' ha suscitato meraviglia. I due, com'è noto, hanno simpatia reciproca. Ma l'ex Ds, ospite ieri sera a Ballarò, ha fatto quell'apprezzamento sull'età più che per offendere per stuzzicare il Cavaliere. D'Alema non è uno sprovveduto, è una volpe della politica e non si sarebbe certo messo a gridare 'insulti'. La naturalezza della disquisizione aveva un significato più profondo. Anziano starà forse per saggio? Conoscitore? Vecchia volpe?
Beh, considerando che Berlusconi ogni volta ne inventa una per fare notizia, non siamo lontani dalla verità. E poi, a parte le smentite di Berlusconi, D'Alema lo sa bene che se il Pdl dovesse vincere le elezioni e Berlusconi rafforzare la sua leadership, fra qualche anno andrebbe dritto al Colle. Da anziano ed esperto per la presidenza della nazione.
A. R.
Lettera 5
Caro Dago, sto vedendo il Tg5 e c'è Romano Prodi nella rubrica sui libri che presenta la sua ultima fatica letteraria. Pur da deluso del suo governo, mi fa un pò tenerezza vederlo così dopo poco più di un mese dalla caduta dell'esecutivo. Il giornalista lo punzecchia anche sul suo ritorno dopo una lunga assenza dalle reti Mediaset. Peccato, era comunque uno degli uomini più potenti e autorevoli d'Italia, mentre adesso sembra essere effettivamente finito a badare ai nipotini o ai giardinetti....
Esterel
Lettera 6
Quarto Potere: Tabacci, Baccini e Pezzotta hanno assoluto bisogno che Casini accetti di unirsi a loro. Gli manca il quarto per la briscola.
Natalino Russo Seminara
Lettera 7
Caro Dago, trovo giustissimo che Socci chieda a Ferrara di non presentare la sua lista pro life. L'arguto ragionamento di Socci è il seguente: se fai una lista antiabortista, e prendi l'uno per cento, i soliti mistificatori potrebbero dire che il 99% dei votanti è favorevole all'aborto.
Faccio sommessamente presente a Socci che, in occasione del refereundum su fecondazione eterologa e cellule staminali, tanto lui, quanto lo stesso Ferrara, non hanno esitato nemmeno un secondo a schierare il 75% degli astenuti tra le loro fila, esaltandosi per una vittoria che, alla luce di quanto Socci scrive ieri, sembra proprio frutto di una spudorata e massiccia strumentalizzazione dei numeri.
Mic
Lettera 8
Vorrei che mi si spiegasse: il fatto che un cittadino sia stato eletto a rappresentare il popolo, anche come capo dello Stato, gli proibisce di rispondere a tono ad un villano che lo insolentisce? L'eletto perderebbe il diritto a ricambiare insolenza con insolenza? Cioè, l'elletto, diverrebbe un "Minus habens", uno che gode di minori diritti rispetto alla maggioranza dei cittadini? Va redarguito se chiama koglione chi lo insolentisce vis-à-vis? Fermamente credo di no!
Celestino Ferraro
Lettera 9
Caro D'Agostino, Il suo "cappello" acido acido alla notizia degli evasori italiani spiaggiati nel Liechtenstein magari serve a portare acqua al mulino (tutto berlusconiano, naturalmente) degli oppositori a Visco. Nel merito è tuttavia privo di senso, mi consenta. Mi sembra in effetti evidente che la lista deve essere resa pubblica il più tardi possibile, in modo tale da indurre qualche evasore (che crede, a torto, di essere in lista) di manifestarsi nei riguardi dell'autorità fiscale.
La ritardata pubblicazione della lista serve quindi, giustamente, a indurre ravvedimenti operosi. Per quelli che sono nella lista il destino è invece segnato: a meno di qualche indulto berlusco-temontino, naturalmente.
Marco
Lettera 10
Gentile redazione, leggo con piacere la notizia, data con grossa enfasi, della acquisizione di una lista di persone che hanno (avrebbero?) un conto bancario presso qualche banca del Liechtenstein. Dico con piacere perchè, quando scoprono qualcuno che evade, noi "fessi" che paghiamo siamo più contenti, ci sentiamo meno fessi del solito, ma di solito la soddisfazione dura poco! Secondo le prime notizie, come riportato da Dagospia e La Repubblica, sono imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, affaristi di vario genere (modo generico per etichettare persone che esportano capitali, quando non se ne sa di più su qualcuno, costui diventa un affarista).
Da quel che si capisce - continua La Repubblica - ci sono anche nomi noti. Ma secondo le prime indiscrezioni, ancora tutte da verificare, nella black list potrebbe esserci anche qualche politico. Ora, aspettando di conoscere i nomi di costoro, vorrei fare una previsione, precisando però di non essere un mago. Poichè il viceministro uscente Visco dice "nei prossimi giorni l'elenco sarà pubblico. Vuoi vedere, e qui sta la mia preveggenza, che nessuno degli imprenditori, nè tantomeno dei politici presenti nell'elenco, sono vicini o collegabili alla sinistra italiana?
Che nessuno dei politici sarà stato mai eletto nel centrosinistra? Perchè si sa, da che mondo è mondo, gli imprenditori che evadono le tasse, o i politici che costituiscono capitali ingenti all'estero (e sarebbe bello capire da dove provengono queste cifre) sono quelli brutti-sporchi-cattivi di destra. Scommettiamo un caffè?
ry
Lettera 11
Caro D'Agostino, desidero complimentarmi per gli articoli su Marchionne e la Fiat. Sono sempre molto precisi e calibrati. Quanto ai tuoi "zelanti" lettori, ho il sospetto che lavorino in un ufficio stampa di qualche azienda del gruppo. La certezza l'ho ricavata dalla veemenza e totale assenza di argomenti con cui mi attaccarono per un commento sul convertendo. La persistente ostinazione con cui Gabetti difende il 30% delle azioni portera' il gruppo alla rovina. Questo "vetusto" signore d'altronde,si muove sulla linea di Gianni Agnelli, che dalla vicenda Ford in poi, tanti danni ha causato al gruppo.
Vittorio Pietrosanti
Lettera 12
Il caso di Ciccio e Tore è il tipico esempio di tragica incompetenza delle istituzioni e di arroganza mediatica dei responsabili delle indagini. Che la coscienza cristiana imponga a chi ha sbagliato di ammettere le proprie colpe .....e che il residuo rispetto per la vita umana li renda definitivamente innocui. Ma nè l'una nè l'altro prevarranno! Triste destino del nostro territorio.
Alberto Melica - Bari
Lettera 13
Non ho sentito nessuno indignarsi perchè il pozzo, pericolosissimo, di quella casa abbandonata a Gravina, non era stato messo in sicurezza. Non ci sono degli obblighi di legge? La casa non era comunale, ma credo che anche un privato debba sottostare a certe norme di sicurezza.
Elisa Tosetti
Lettera 14
Caro Dago, credevo di scrivere in un italiano passabile, ma evidentemente non è così, o forse alcuni lettori sono annebbiati dall'ira e non fanno caso alla punteggiatura. Se uno scrive "ancora una volta saranno i voti della Sicilia mafiosa e berluscona a decidere ecc." non intende dire che la Sicilia tutta è mafiosa e berluscona, altrimenti avrebbe messo una bella virgola dopo la parola Sicilia. E non c'era proprio.
Che poi in Sicilia gli interessi delle cosche coincidano con quelli delle forze del centro-destra, sta sotto gli occhi di tutti. A sinistra, a parte Sebastiano Messina (colpa del cognome?) su Repubblica, del ponte sullo stretto non importa niente a nessuno, ringraziando il cielo. E quello è l'affare del secolo che si prepara da quelle parti. Dal quale, presumo, la mafia si terrà ben lontana, consapevole di irritare qualche tuo lettore un tantino nervoso.
Ma una domanda mi preme dentro: che gli ha promesso il Cav. alla Lega Nord per fargli ingoiare un rospo di questa portata? Allearsi con la Lega del Sud! Roba da stropicciarsi le orecchie. Pensierino cattivo: il ponte lo faranno i Padani con i soldi dei contribuenti italiani tutti, di centrodestra e di centrosinistra. Così l'Italia sarà finalmente unificata nel nuovo regno delle due Sicilie. Quella che va da Messina in giù e quella che va da Reggio Calabria in su su, fino alla Madunina da bere. Insomma, dal lombardo-veneto al lombardo-siculo. Immagino la battutina del Berlusca al Bossi, dandogli di gomito "Tranquillo Umberto, in fondo si chiama Lombardo..." e giù risate registrate. Buona camomilla a tutti!
A.P.
Lettera 15
Caro Dago, vorrei rispondere a Cui Prodest che ha scritto la solita lettera polemica prendendo spunto da un terribile fatto di cronaca. Caro Cui Prodest, rispondo a te cogliendo l'occasione per trasmettere il concetto a chiunque lo voglia analizzare: l'incidente stradale che ha fatto vittime è stato causato da un italiano che ha la cittadinanza, è nato qui, ha tutto il diritto di starci. Poi il destino ha voluto che la sua auto carambolasse nel posto sbagliato uccidendo degli innocenti. Un qualunque parente di questi potrà vagliare se ci sia stata imperizia nella guida, trasgressione del codice della strada ma tutto ciò fa parte delle infinite possibilità che qualcosa di brutto accada proprio a noi in un modo quasi incredibile.
Se invece alla guida ci fosse stato un Rumeno senza permesso di soggiorno, a prescindere da qualunque considerazione su eventuali violazioni di sorta, un parente potrebbe ben dire che, a rigore, questa persona sarebbe dovuta essere a centinaia di km da quel luogo, a casa sua! E già che ci sono estendo il concetto alla delinquenza: si sente dire che anche gli italiani sono spesso delinquenti e quindi.
E quindi niente! Certo, molti italiani delinquono e non hanno nulla da imparare in materia. Bene, da capo: sono italiani, hanno diritto di stare qui, se delinquono vanno incarcerati. Ciò non significa che si debba andare a cercargli i rinforzi all'estero. In tutte le società si trova di tutto. Ci basta quello che abbiamo, senza importarne ancora.
nanopadano
Lettera 16
Caro Roberto, rassicura gli amici romanisti. Non ho niente contro Totti, solo che quando un giocatore non è in forma, dovrebbe avere l'umiltà di tirarsi fuori. Fatto è che attualmente Totti fa pena e non vale un decimo dei soldi che prende Vignaroli. Evito, per senso di umanità, il confronto con lo splendido Cassano, atleta di classe purissima voluto dal grande Sensi, vero genio del calcio che la Roma della figlia Rosella non ha saputo tenersi.
Comunque, forza Roma! Con tanto di sberleffo a Montezemolo, che adesso osa criticare gli arbitri, mentre nei secoli passati, prima e dopo Moggi, non ebbe il coraggio di profferir motto sugli scandalosi aiuti arbitrali alla Juve, soprattutto a danno della A.S. Roma, derubata almeno di uno scudetto.
Giancarlo Lehner
Dagospia 27 Febbraio 2008
Lettera 1
Caro Dago, la famiglia Sacchetti che ci ha aperto la sua casa a Roma per l'intervista al ministro Bersani non abita nel palazzo di famiglia in via Giulia, ma in un normale appartamento di un anonimo palazzo umbertino di via Nazionale, e conduce una normale vita da ceto medio, come altre decine di migliaia di famiglie a Roma. Ne' mi sembra si sia trattato di un "promo" o "spromo" per Bersani, visto che nel testo la signora Sacchetti esordisce dichiarando la propria delusione per il governo Prodi ("Non penso proprio che vi rivoterò"), e che nei titoli nell'ultima pagina specifichiamo: "Alla fine un brindisi augurale - Ma il signor Sacchetti non è del tutto convinto".
Cordialmente, Mauro Suttora (autore del servizio su "Oggi")
Lettera 2
"Oggi" potrebbe fare anche un servizio su Bersani che, dopo il pranzo con una "famiglia tipo" a Palazzo Sacchetti, si fa un pic nic alla Pineta Sacchetti con qualche "compagno" di merende.
Roberto
Lettera 3
Caro Dago, ma cosa vuole Pippo Baudo??? leggo ora la sua dichiarazione: . «La qualità è difficile da far passare. L'evento non esiste più se non c'è l'aspetto scandalistico», «Allora scazzottiamoci, prendiamoci a pesci in faccia ma così fottiamo il pubblico e avremo un'Italia di merda».
Ma cosa vuole "dall'Italia"? Presenta uno spettacolo anacronistico, che non più alcun senso nel 2008, stiracchiato per troppo tento, di qualità (canora) discutibile. Datemi un motivo per cui "l'Italia" dovrebbe appassionarsi a una cosa del genere. Ma passa mai per la testa a questa gente che devono essere loro a cambiare prodotto e non gli Italiani a seguire pedissequamente le istruzioni di mamma RAI? Gli spettatori mancanti rispetto all'anno scorso non hanno cambiato canale, probabilmente sono morti di vecchiaia.
Luca
Lettera 4
Caro Dago l'aver sentito D'Alema dare dell'"anziano" al Cavaliere un po' ha suscitato meraviglia. I due, com'è noto, hanno simpatia reciproca. Ma l'ex Ds, ospite ieri sera a Ballarò, ha fatto quell'apprezzamento sull'età più che per offendere per stuzzicare il Cavaliere. D'Alema non è uno sprovveduto, è una volpe della politica e non si sarebbe certo messo a gridare 'insulti'. La naturalezza della disquisizione aveva un significato più profondo. Anziano starà forse per saggio? Conoscitore? Vecchia volpe?
Beh, considerando che Berlusconi ogni volta ne inventa una per fare notizia, non siamo lontani dalla verità. E poi, a parte le smentite di Berlusconi, D'Alema lo sa bene che se il Pdl dovesse vincere le elezioni e Berlusconi rafforzare la sua leadership, fra qualche anno andrebbe dritto al Colle. Da anziano ed esperto per la presidenza della nazione.
A. R.
Lettera 5
Caro Dago, sto vedendo il Tg5 e c'è Romano Prodi nella rubrica sui libri che presenta la sua ultima fatica letteraria. Pur da deluso del suo governo, mi fa un pò tenerezza vederlo così dopo poco più di un mese dalla caduta dell'esecutivo. Il giornalista lo punzecchia anche sul suo ritorno dopo una lunga assenza dalle reti Mediaset. Peccato, era comunque uno degli uomini più potenti e autorevoli d'Italia, mentre adesso sembra essere effettivamente finito a badare ai nipotini o ai giardinetti....
Esterel
Lettera 6
Quarto Potere: Tabacci, Baccini e Pezzotta hanno assoluto bisogno che Casini accetti di unirsi a loro. Gli manca il quarto per la briscola.
Natalino Russo Seminara
Lettera 7
Caro Dago, trovo giustissimo che Socci chieda a Ferrara di non presentare la sua lista pro life. L'arguto ragionamento di Socci è il seguente: se fai una lista antiabortista, e prendi l'uno per cento, i soliti mistificatori potrebbero dire che il 99% dei votanti è favorevole all'aborto.
Faccio sommessamente presente a Socci che, in occasione del refereundum su fecondazione eterologa e cellule staminali, tanto lui, quanto lo stesso Ferrara, non hanno esitato nemmeno un secondo a schierare il 75% degli astenuti tra le loro fila, esaltandosi per una vittoria che, alla luce di quanto Socci scrive ieri, sembra proprio frutto di una spudorata e massiccia strumentalizzazione dei numeri.
Mic
Lettera 8
Vorrei che mi si spiegasse: il fatto che un cittadino sia stato eletto a rappresentare il popolo, anche come capo dello Stato, gli proibisce di rispondere a tono ad un villano che lo insolentisce? L'eletto perderebbe il diritto a ricambiare insolenza con insolenza? Cioè, l'elletto, diverrebbe un "Minus habens", uno che gode di minori diritti rispetto alla maggioranza dei cittadini? Va redarguito se chiama koglione chi lo insolentisce vis-à-vis? Fermamente credo di no!
Celestino Ferraro
Lettera 9
Caro D'Agostino, Il suo "cappello" acido acido alla notizia degli evasori italiani spiaggiati nel Liechtenstein magari serve a portare acqua al mulino (tutto berlusconiano, naturalmente) degli oppositori a Visco. Nel merito è tuttavia privo di senso, mi consenta. Mi sembra in effetti evidente che la lista deve essere resa pubblica il più tardi possibile, in modo tale da indurre qualche evasore (che crede, a torto, di essere in lista) di manifestarsi nei riguardi dell'autorità fiscale.
La ritardata pubblicazione della lista serve quindi, giustamente, a indurre ravvedimenti operosi. Per quelli che sono nella lista il destino è invece segnato: a meno di qualche indulto berlusco-temontino, naturalmente.
Marco
Lettera 10
Gentile redazione, leggo con piacere la notizia, data con grossa enfasi, della acquisizione di una lista di persone che hanno (avrebbero?) un conto bancario presso qualche banca del Liechtenstein. Dico con piacere perchè, quando scoprono qualcuno che evade, noi "fessi" che paghiamo siamo più contenti, ci sentiamo meno fessi del solito, ma di solito la soddisfazione dura poco! Secondo le prime notizie, come riportato da Dagospia e La Repubblica, sono imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, affaristi di vario genere (modo generico per etichettare persone che esportano capitali, quando non se ne sa di più su qualcuno, costui diventa un affarista).
Da quel che si capisce - continua La Repubblica - ci sono anche nomi noti. Ma secondo le prime indiscrezioni, ancora tutte da verificare, nella black list potrebbe esserci anche qualche politico. Ora, aspettando di conoscere i nomi di costoro, vorrei fare una previsione, precisando però di non essere un mago. Poichè il viceministro uscente Visco dice "nei prossimi giorni l'elenco sarà pubblico. Vuoi vedere, e qui sta la mia preveggenza, che nessuno degli imprenditori, nè tantomeno dei politici presenti nell'elenco, sono vicini o collegabili alla sinistra italiana?
Che nessuno dei politici sarà stato mai eletto nel centrosinistra? Perchè si sa, da che mondo è mondo, gli imprenditori che evadono le tasse, o i politici che costituiscono capitali ingenti all'estero (e sarebbe bello capire da dove provengono queste cifre) sono quelli brutti-sporchi-cattivi di destra. Scommettiamo un caffè?
ry
Lettera 11
Caro D'Agostino, desidero complimentarmi per gli articoli su Marchionne e la Fiat. Sono sempre molto precisi e calibrati. Quanto ai tuoi "zelanti" lettori, ho il sospetto che lavorino in un ufficio stampa di qualche azienda del gruppo. La certezza l'ho ricavata dalla veemenza e totale assenza di argomenti con cui mi attaccarono per un commento sul convertendo. La persistente ostinazione con cui Gabetti difende il 30% delle azioni portera' il gruppo alla rovina. Questo "vetusto" signore d'altronde,si muove sulla linea di Gianni Agnelli, che dalla vicenda Ford in poi, tanti danni ha causato al gruppo.
Vittorio Pietrosanti
Lettera 12
Il caso di Ciccio e Tore è il tipico esempio di tragica incompetenza delle istituzioni e di arroganza mediatica dei responsabili delle indagini. Che la coscienza cristiana imponga a chi ha sbagliato di ammettere le proprie colpe .....e che il residuo rispetto per la vita umana li renda definitivamente innocui. Ma nè l'una nè l'altro prevarranno! Triste destino del nostro territorio.
Alberto Melica - Bari
Lettera 13
Non ho sentito nessuno indignarsi perchè il pozzo, pericolosissimo, di quella casa abbandonata a Gravina, non era stato messo in sicurezza. Non ci sono degli obblighi di legge? La casa non era comunale, ma credo che anche un privato debba sottostare a certe norme di sicurezza.
Elisa Tosetti
Lettera 14
Caro Dago, credevo di scrivere in un italiano passabile, ma evidentemente non è così, o forse alcuni lettori sono annebbiati dall'ira e non fanno caso alla punteggiatura. Se uno scrive "ancora una volta saranno i voti della Sicilia mafiosa e berluscona a decidere ecc." non intende dire che la Sicilia tutta è mafiosa e berluscona, altrimenti avrebbe messo una bella virgola dopo la parola Sicilia. E non c'era proprio.
Che poi in Sicilia gli interessi delle cosche coincidano con quelli delle forze del centro-destra, sta sotto gli occhi di tutti. A sinistra, a parte Sebastiano Messina (colpa del cognome?) su Repubblica, del ponte sullo stretto non importa niente a nessuno, ringraziando il cielo. E quello è l'affare del secolo che si prepara da quelle parti. Dal quale, presumo, la mafia si terrà ben lontana, consapevole di irritare qualche tuo lettore un tantino nervoso.
Ma una domanda mi preme dentro: che gli ha promesso il Cav. alla Lega Nord per fargli ingoiare un rospo di questa portata? Allearsi con la Lega del Sud! Roba da stropicciarsi le orecchie. Pensierino cattivo: il ponte lo faranno i Padani con i soldi dei contribuenti italiani tutti, di centrodestra e di centrosinistra. Così l'Italia sarà finalmente unificata nel nuovo regno delle due Sicilie. Quella che va da Messina in giù e quella che va da Reggio Calabria in su su, fino alla Madunina da bere. Insomma, dal lombardo-veneto al lombardo-siculo. Immagino la battutina del Berlusca al Bossi, dandogli di gomito "Tranquillo Umberto, in fondo si chiama Lombardo..." e giù risate registrate. Buona camomilla a tutti!
A.P.
Lettera 15
Caro Dago, vorrei rispondere a Cui Prodest che ha scritto la solita lettera polemica prendendo spunto da un terribile fatto di cronaca. Caro Cui Prodest, rispondo a te cogliendo l'occasione per trasmettere il concetto a chiunque lo voglia analizzare: l'incidente stradale che ha fatto vittime è stato causato da un italiano che ha la cittadinanza, è nato qui, ha tutto il diritto di starci. Poi il destino ha voluto che la sua auto carambolasse nel posto sbagliato uccidendo degli innocenti. Un qualunque parente di questi potrà vagliare se ci sia stata imperizia nella guida, trasgressione del codice della strada ma tutto ciò fa parte delle infinite possibilità che qualcosa di brutto accada proprio a noi in un modo quasi incredibile.
Se invece alla guida ci fosse stato un Rumeno senza permesso di soggiorno, a prescindere da qualunque considerazione su eventuali violazioni di sorta, un parente potrebbe ben dire che, a rigore, questa persona sarebbe dovuta essere a centinaia di km da quel luogo, a casa sua! E già che ci sono estendo il concetto alla delinquenza: si sente dire che anche gli italiani sono spesso delinquenti e quindi.
E quindi niente! Certo, molti italiani delinquono e non hanno nulla da imparare in materia. Bene, da capo: sono italiani, hanno diritto di stare qui, se delinquono vanno incarcerati. Ciò non significa che si debba andare a cercargli i rinforzi all'estero. In tutte le società si trova di tutto. Ci basta quello che abbiamo, senza importarne ancora.
nanopadano
Lettera 16
Caro Roberto, rassicura gli amici romanisti. Non ho niente contro Totti, solo che quando un giocatore non è in forma, dovrebbe avere l'umiltà di tirarsi fuori. Fatto è che attualmente Totti fa pena e non vale un decimo dei soldi che prende Vignaroli. Evito, per senso di umanità, il confronto con lo splendido Cassano, atleta di classe purissima voluto dal grande Sensi, vero genio del calcio che la Roma della figlia Rosella non ha saputo tenersi.
Comunque, forza Roma! Con tanto di sberleffo a Montezemolo, che adesso osa criticare gli arbitri, mentre nei secoli passati, prima e dopo Moggi, non ebbe il coraggio di profferir motto sugli scandalosi aiuti arbitrali alla Juve, soprattutto a danno della A.S. Roma, derubata almeno di uno scudetto.
Giancarlo Lehner
Dagospia 27 Febbraio 2008