UN BEL MUSEO NON SI NEGA A NESSUNO - MILANO: IL COMUNE PRESENTA IL PROGETTO DI UN MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA - PECCATO CHE LA PROVINCIA NE PREVEDA UN ALTRO, A SESTO S. GIOVANNI - E ANCHE LA REGIONE.
Luigina Venturelli per "l'Unità"
Il Museo di arte contemporanea di Milano nascerà sotto il segno di un nuovo umanesimo, ma anche di nuove polemiche politiche. L'ambizioso progetto sorgerà, infatti, dalla sintesi tra l'uomo di Vitruvio di Leonardo Da Vinci e il talento visionario di Daniel Libeskind, l'archistar che ha firmato il Museo ebraico di Berlino e che, nonostante faticose traversie e compromessi, ha dato l'impronta alla ricostruzione di Ground Zero a New York.
Ma, allo stesso tempo, dovrà prevalere sui conflitti tra le varie istituzioni territoriali: se il comune di Milano vuole la creatura pensata dall'architetto polacco-americano, la Provincia continua a sostenere il progetto di Renzo Piano di un museo d'arte contemporanea a Sesto San Giovanni, nelle ex acciaierie Falck, mentre la Regione Lombardia chiede un rapporto di maggiore collaborazione con la Triennale, partner di Palazzo Marino. La strada della sua realizzazione, dunque, si fa complicata fin dall'esordio.
Il progetto in questione - presentato ieri alla Triennale dall'architetto polacco americano con il sindaco Letizia Moratti e l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, in assenza però di rappresentanti della Provincia e della Regione - si ispira in modo esplicito allo studio sulla sezione aurea del genio rinascimentale che «ha posto l'uomo al centro del mondo».
La struttura unirà le forme del quadrato e del cerchio in un unico volume, sviluppato in torsione verso l'alto, e sorgerà nell'area della Fiera campionaria, il futuro quartiere City Life, al cui progetto Libeskind ha partecipato con Zaha Hadid e Arata Isozaki nell'ideazione delle tre torri ormai simbolo della metropoli che verrà.
Il museo di 18mila metri quadrati (che dovrebbe essere realizzato entro giugno 2011 con 40 milioni di euro di spesa complessiva) è stato pensato come uno spazio dialogante con la città, in grado di racchiudere esperienze artistiche, momenti di svago e di benessere.
All'interno, oltre ai consueti spazi espositivi, sono previsti atelier dove verranno ospitati gli artisti e dove il pubblico «potrà seguire le tracce del lavoro creativo», una caffetteria, una libreria, ristoranti, un auditorium di cinquecento metri quadrati ed un giardino pensile con orto e frutteto, a richiamare simbolicamente la natura e l'alternarsi delle stagioni. Inoltre, assoluta novità per il mondo dell'arte, ci saranno le terme nel piano interrato: l'acqua come elemento che origina la vita, ma anche come richiamo ad una città nata sull'acqua, ai suoi Navigli ed ancora agli studi leonardeschi sull'idraulica.
«Questo museo è stato pensato unicamente per questa città» ha sottolineato l'architetto, ricordando che l'edificio sarà rivestito con marmo di Candoglia, lo stesso con cui è stato costruito il Duomo. I modelli dichiarati sono il Guggenheim di New York, quello di Bilbao, e il Beaubourg di Parigi, poi dovrebbe toccare a Milano, che dopo Londra è il più grande mercato europeo d'arte moderna, rappresentare un nuovo «polo artistico sulla scena internazionale».
O forse due? Proprio ieri la Provincia di Milano ha rilanciato l'idea di realizzare una struttura analoga nello stabilimento ex Falck di Sesto San Giovanni, firmata da Renzo Piano. «Non vorrei che dopo vent'anni si mettessero in contrapposizione due localizzazioni per non averne neanche una» ha commentato il presidente Filippo Penati.
Dagospia 18 Marzo 2008
Il Museo di arte contemporanea di Milano nascerà sotto il segno di un nuovo umanesimo, ma anche di nuove polemiche politiche. L'ambizioso progetto sorgerà, infatti, dalla sintesi tra l'uomo di Vitruvio di Leonardo Da Vinci e il talento visionario di Daniel Libeskind, l'archistar che ha firmato il Museo ebraico di Berlino e che, nonostante faticose traversie e compromessi, ha dato l'impronta alla ricostruzione di Ground Zero a New York.
Ma, allo stesso tempo, dovrà prevalere sui conflitti tra le varie istituzioni territoriali: se il comune di Milano vuole la creatura pensata dall'architetto polacco-americano, la Provincia continua a sostenere il progetto di Renzo Piano di un museo d'arte contemporanea a Sesto San Giovanni, nelle ex acciaierie Falck, mentre la Regione Lombardia chiede un rapporto di maggiore collaborazione con la Triennale, partner di Palazzo Marino. La strada della sua realizzazione, dunque, si fa complicata fin dall'esordio.
Il progetto in questione - presentato ieri alla Triennale dall'architetto polacco americano con il sindaco Letizia Moratti e l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, in assenza però di rappresentanti della Provincia e della Regione - si ispira in modo esplicito allo studio sulla sezione aurea del genio rinascimentale che «ha posto l'uomo al centro del mondo».
La struttura unirà le forme del quadrato e del cerchio in un unico volume, sviluppato in torsione verso l'alto, e sorgerà nell'area della Fiera campionaria, il futuro quartiere City Life, al cui progetto Libeskind ha partecipato con Zaha Hadid e Arata Isozaki nell'ideazione delle tre torri ormai simbolo della metropoli che verrà.
Il museo di 18mila metri quadrati (che dovrebbe essere realizzato entro giugno 2011 con 40 milioni di euro di spesa complessiva) è stato pensato come uno spazio dialogante con la città, in grado di racchiudere esperienze artistiche, momenti di svago e di benessere.
All'interno, oltre ai consueti spazi espositivi, sono previsti atelier dove verranno ospitati gli artisti e dove il pubblico «potrà seguire le tracce del lavoro creativo», una caffetteria, una libreria, ristoranti, un auditorium di cinquecento metri quadrati ed un giardino pensile con orto e frutteto, a richiamare simbolicamente la natura e l'alternarsi delle stagioni. Inoltre, assoluta novità per il mondo dell'arte, ci saranno le terme nel piano interrato: l'acqua come elemento che origina la vita, ma anche come richiamo ad una città nata sull'acqua, ai suoi Navigli ed ancora agli studi leonardeschi sull'idraulica.
«Questo museo è stato pensato unicamente per questa città» ha sottolineato l'architetto, ricordando che l'edificio sarà rivestito con marmo di Candoglia, lo stesso con cui è stato costruito il Duomo. I modelli dichiarati sono il Guggenheim di New York, quello di Bilbao, e il Beaubourg di Parigi, poi dovrebbe toccare a Milano, che dopo Londra è il più grande mercato europeo d'arte moderna, rappresentare un nuovo «polo artistico sulla scena internazionale».
O forse due? Proprio ieri la Provincia di Milano ha rilanciato l'idea di realizzare una struttura analoga nello stabilimento ex Falck di Sesto San Giovanni, firmata da Renzo Piano. «Non vorrei che dopo vent'anni si mettessero in contrapposizione due localizzazioni per non averne neanche una» ha commentato il presidente Filippo Penati.
Dagospia 18 Marzo 2008