NON DITE A GERONZI CHE IL TUTOR DEL BERLUSCHINO LUIGI SI CHIAMA ARPE
LA FIAMMA DI LUIGI E' LA FIGLIA DI GIULIA LIGRESTI - ALICAOS: VOLA RUGGIERO?
I GHOST-WRITER DI EMMA: CIPOLLETTA, MICOSSI, BONOMI (LUCA ADDIO)- ZAPPA-TO

1 - NON DITE A GERONZI CHE IL BERLUSCHINO LUIGI, FIDANZATO CON LA FIGLIA DI GIULIA LIGRESTI, HA UN TUTOR CHE SI CHIAMA ARPE
Piccoli Berlusconi crescono. Adesso è la volta di Luigi, il più giovane dei cinque figli di Veronica e del Cavaliere impunito, che non ha alcuna voglia di ripercorrere l'irresistibile carriera del padre.

Chi lo conosce lo descrive come un ragazzo affettuoso, dalla vita semplice e pieno di buoni sentimenti. Come volontario nell'Ordine di Malta gli è successo di accompagnare i malati a Lourdes, e non sembra colpito dalla "sindrome dei comunisti" perché annovera molti amici a sinistra. Insieme alle sorelle Barbara e Eleonora, figlie di Veronica, nel febbraio dell'anno scorso è entrato nel Consiglio di amministrazione della "Holding Italiana Quattordicesima", che detiene una quota del 21,43% di Fininvest, dove Berluschino era già entrato come consigliere di amministrazione nell'agosto del 2005.

Il ragazzo ha appena 19 anni e sa benissimo di essere figlio di un uomo che possiede (secondo la classifica di "Forbes") una quota dei 12 miliardi di dollari che compongono il patrimonio del padre. Ed è proprio alla finanza che Luigi ha dedicato le sue attenzioni in un'intervista di novembre al mensile "Style" dove ha dichiarato che la televisione non gli interessa e che dopo gli studi alla Bocconi ha intenzione di "fare il banchiere".

Per irrobustirsi in questo campo sembra che adesso abbia cercato un tutor capace di arricchire la sua cultura finanziaria e che lo abbia trovato in Matteuccio Arpe, che dopo la rottura con Cesarone Geronzi ha aperto un'attività propria con la merchant bank "Sator". Sotto le ali di Matteuccio l'ultimo figlio di Veronica farà uno stage di un mese.

Da parte sua Arpe sta valutando in queste ore l'opportunità di querelare Paolo Panerai, il direttore di "MilanoFinanza", che in un articolo apparso sabato scorso sugli stipendi dei top manager gli ha dato del "malandrino", un'accusa pesante che nasce da vecchi rancori.

Resta comunque in piedi la decisione di prendersi cura del giovane Berlusconi che è fidanzato con l'incantevole figlia di Giulia Ligresti, Ginevra, nipote del costruttore Totuccio, grande amico di papà Silvio e imperatore del mattone a Milano. Il futuro vedrà una dinastia Berlusconi-Ligresti?

2 - I GHOST-WRITER DI EMMA: CIPOLLETTA, MICOSSI, BONOMI (LUCA ADDIO)
È molto probabile che la moretta di Mantova, Emma Marcegaglia, abbia trascorso la domenica davanti allo specchio.
Da alcuni giorni la neopresidentessa di Confindustria rilegge ad alta voce il discorso che dovrà pronunciare giovedì all'Assemblea di incoronazione. La 43enne signora dalla pelle olivastra e le gambe scattanti ha un problema: parla troppo in fretta. È un difetto che si porta dietro dagli anni del liceo "Belfiore" e che il marito Roberto Vancini e la figlia Gaia le rinfacciano anche quando nella sua villa richiama i cani che non riescono assolutamente a capirla.

Giovedì prossimo dovrà avere la pazienza di scandire le parole con solennità, anche perché si tratta di parole importanti che sono state messe insieme da un team di qualificati ghost-writer esterni all'apparato di Confindustria. Nella sua infinita miseria Dagospia è riuscita a individuare almeno tre "mani" che hanno contribuito al discorso della corona. Si tratta di Innocenzo Cipolletta, il brillante economista che con Luchino ha avuto attacchi di gastrite, Stefano Micossi, lo scapigliato direttore di Assonime, e il sociologo Aldo Bonomi che conosce sulla punta delle dita i problemi del Nord-Est.

Al contributo di questo team di esperti si è aggiunta una valanga di appunti raccolti dal capoufficio studi uscente di Confindustria, Luca Paolazzi, che ha tentato di fare una sintesi tra le decine di promemoria trasmessi dalle diverse Federazioni. Nessun contributo è arrivato invece dal parroco di campagna Maurizio Beretta con il quale pare che la moretta di Mantova non abbia un feeling particolarmente forte. Nei corridoi di viale dell'Astronomia si dice che il prossimo direttore generale al posto di Beretta sarà scelto dalla Marcegaglia dopo l'estate. Per l'ufficio stampa sta crescendo invece la candidatura di Sergio Luciano, l'attuale direttore di "Panorama Economy".

3 - ZAPPA SUI PIEDI
C'è un uomo a Roma dalla barba incolta e piuttosto triste.
È Giorgio Zappa, il direttore generale di Finmeccanica, che dal 2004 si può considerare il braccio destro del comandante supremo, Pierfrancesco Guarguaglini. Negli ultimi mesi il manager 63enne si è dato molto da fare in vista del rinnovo delle cariche che avverrà tra poche settimane. Il suo curriculum inizia dopo la laurea in giurisprudenza presso Finmeccanica e Finsider, e schizza verso l'alto nel '93 quando ha assunto la carica di direttore generale di Alenia.



Non è un mistero che i referenti politici di Zappa siano sempre stati a sinistra dove i rapporti con D'Alema e Bersani hanno rappresentato per molti anni la sua chance migliore. Con l'aiuto di qualche consulente fin troppo zelante il manager di Finmeccanica ha però tenuto aperto un canale con Berlusconi e Dell'Utri. Non a caso quando il Milan si recò a Istanbul per la finale di Champion's League Zappa noleggiò un aereo e partecipò con entusiasmo al trionfo della squadra italiana.

Negli ultimi giorni si è fatta strada l'ipotesi sempre più concreta che il livornese Guarguaglini voglia conservare nelle sue mani le deleghe di presidente e amministratore delegato, mentre Zappa sarà costretto a portare avanti la macchina aziendale. In quest'ottica vanno inquadrati i proclami trionfalistici del 71enne Guarguaglini che anche oggi dalle colonne di "Repubblica-Affari&Finanza", spiega la sua strategia di espansione negli Stati Uniti iniziata con la vittoria nella gara per l'elicottero dell'amico di Berlusconi, George Bush. La fede "americana" di Guarguaglini appoggia su un robusto rapporto con Palazzo Chigi che adesso attraverso Tremonti dovrà dare indicazioni precise sul nuovo consiglio di amministrazione della società. E Zappa assisterà in silenzio.

4 - ALICAOS: VOLA RUGGIERO?
Come era prevedibile Bruno Ermolli, il superconsulente di Berlusconi, non si fa bruciare le ali nel salvataggio di Alitalia.
Il manager milanese (soprannominato Air-Molli da Tremonti) ha finalmente capito che deve fare un passo indietro e lasciare che i nodi vengano sciolti dal superfiscalista di Sondrio, Giulietto Tremonti. Da parte sua ha fatto il possibile ed è riuscito a raccogliere un "pacchetto" di buone intenzioni da parte di una pattuglia di imprenditori italiani. Qualunque sia la soluzione finale, la missione del superconsulente volge al termine. Sul tavolo del ministro del Tesoro che sembra intenzionato a riaprire le trattative con AirFrance, ci sono i nomi di Ligresti, Fossati, Punzo, Squinzi, Bracco e Tronchetti Provera che rappresentano il "nocciolino duro" della cordata.

Accanto ad ogni nome non c'è alcuna cifra, cioè nessun impegno finanziario preciso perché ciascuno di questi capitani coraggiosi, prima di aprire il portafoglio, vorrebbe sapere quali sono le contropartite del salvataggio. Sarà compito di Tremonti sbrogliare la matassa e affrontare anche il nodo che riguarda la partecipazione di AirOne di cui si vorrebbe conoscere una volta per tutte il vero stato di salute.

Il passo indietro di Ermolli si accompagna alla decisione di non correre nemmeno per la presidenza dell'Eni (come ha scritto sabato il "Sole 24 Ore"). È evidente che il titolare della società Sin&rgetica preferisce dedicarsi alla sua "creatura" per conservare integro il profilo di superconsulente, stimato e utilizzato dal Cavaliere. Intanto per Alitalia cadono come birilli le candidature del nuovo capoazienda. Dopo i nomi di Mario Resca e Rocco Sabelli ha preso a circolare anche quello di Riccardo Ruggiero, il manager di Telecom pluridecorato di stock options che in famiglia chiamano "frettella".

5 - TPS PRONTO PER LA BEI
Tommaso Padoa-Scoppia ha raccolto le sue carte e si è rinchiuso in un ufficio a Palazzo Venezia che gli è stato messo a disposizione da Assonime (l'Associazione fra le società italiane per azioni).
L'economista bellunese, famoso per la sua polemica con i "bamboccioni" può tirare finalmente il fiato e assistere con divertimento ai proclami del napoleonico Brunetta contro i "fannulloni".

Dopo due anni di inferno e di estenuanti mediazioni, l'ex-ministro considera definitivamente chiusa la sua esperienza di governo, ma non sembra avere alcuna intenzione di andare ai giardinetti. Adora i libri e, secondo quanto ha rivelato l'ex-moglie Fiorella Kostoris, è un grande collezionista di dvd. Al suo orizzonte c'è però un obiettivo preciso che è rappresentato dalla presidenza della BEI, la Banca Europea per gli Investimenti creata nel 1958 da 27 stati.

In quell'organismo siede già dall'agosto 2007 come vicepresidente l'italiano Dario Scannapieco, l'ex-direttore generale per le privatizzazioni del ministero dell'Economia. Al vertice si trova invece dal gennaio 2000 Philippe Maystadt, il 60enne belga che nel suo paese è stato ministro delle finanze e dell'economia.
Per Padoa-Scoppia la poltrona è molto ambita e rappresenterebbe la via di fuga dalle miserie del BelPaese.

6 - LA REPUBBLICA DEL CANNIBALISMO
Il cannibalismo tra Travaglio e D'Avanzo ha rinfocolato le solite voci di un abbandono del direttore di "Repubblica". Al posto di Ezio Mauro, gira la fola di De Bortoli, sovente compagno di pranzo di De Benedetti a Milano. Certo, l'inedita marmellata politica tra Berlusconi e WalterEgo sembra aver colpito (negli affetti e negli interessi) l'editore-imprenditore Carlo De Benedetti. Che avrebbe già cambiato cavalli: da Rutelli-Veltroni sarebbe passato a Letta-Bersani.


Dagospia 19 Maggio 2008