GENOVA PER LORO - UN "COMITATO D'AFFARI" TIENE IN PUGNO LA CITTÀ - TRA GLI ARRESTATI, UN PIO MPRENDITORE CHE SABATO SCORSO ERA DA RATZINGA - E NELLE INTERCETTAZIONI SI FA IL NOME DEL CARD. BERTONE...
1 - IL PARTITO DEGLI AFFARI SFIORA LA CURIA.
Fabio Pozzo per "La Stampa"
Musi lunghi all'Europa, il ristorante dei notabili genovesi. Quello delle partite a scopone dell'establishment (sospese, momentaneamente) ma anche delle «cimici» piazzate sotto i tavoli dai magistrati per più d'un anno. Musi lunghi e coprifuoco, dopo gli arresti per l'inchiesta su appalti&tangenti. «Non si vede nessuno, troppa confusione», dicono i titolari. La città è sotto il tiro della procura. I pm stanno aprendo fascicoli su fascicoli, spaziando dal porto alle mense ospedaliere. Uno stillicidio di scosse sismiche, che sta sconquassando quel che resta della Superba.
Quel che ancora non si intuisce è se gli scossoni porteranno al Big One che farà crollare il «sistema Genova» che nell'ultimo mezzo secolo ha coniugato il capitalismo al socialismo reale concependo un partito trasversale degli affari, oppure se si riveleranno soltanto tremori di assestamento nella gestione del potere. Anzi, poteri forti, dei quali Giacomo Conti, segretario regionale di Rifondazione, dice che è già in atto da tempo, attraverso conflitti interni, una «scomposizione e ricomposizione». Quel che è certo è che se ci sarà una resa dei conti, in pochi si salveranno. Anche nel centrodestra, che oggi chiede le dimissioni del sindaco, ma che ha frequentato la stanza dei bottoni.
L'attenzione della magistratura non si ferma soltanto sull'intreccio imprenditori-sinistra, storico e consolidato, ma va a parare verso il mondo cattolico. Nei guai è finito Giuseppe Profiti, ex dirigente della Regione Liguria, ex vicepresidente dell'ospedale Galliera (presieduto dall'arcivescovo Angelo Bagnasco), presidente dimissionario dell'ospedale Bambin Gesù di Roma e vicino al cardinale Tarcisio Bertone. Da ieri è agli arresti domiciliari, con l'accusa di turbativa d'asta in concorso con l'imprenditore vercellese Roberto Alessio (il padre Cesare, fondatore dell'Alessio Carni, fu coinvolto 10 anni fa in un'analoga storia) per l'aggiudicazione dell'appalto dei servizi di ristorazione dell'Asl 2 di Savona.
Quel Profiti che proprio alcuni giorni fa aveva incontrato il Papa durante la visita pastorale, nella curia di Savona. Benedetto XVI l'aveva abbracciato. «Non si deve legare quest'episodio all'inchiesta», fanno notare in ambienti vaticani, dove si sottolinea che le indagini genovesi non coinvolgono «il mondo ecclesiastico ma solo quello civile» e che i reati contestati a Profiti risalgono «ai suoi incarichi precedenti».
Un'altra lettura riguarda il partito degli affari. Il politologo di Forza Italia don Baget Bozzo parla di «un sistema trasversale strutturato», che domina e blocca la città, che ha investito solo sul mattone, negandola al resto, opere pubbliche comprese (da qui l'isolamento e il declino). Un sistema che ora «è saltato, perchè alle transazioni ufficiali sono subentrate quelle ufficiose, condotte individialmente da chi nel sistema ha voluto fare il suo gioco». Una Mani pulite genovese.
Un sistema che chiama in causa una certa sinistra. Vecchia, ma anche nuova. Tra gli indagati ci sono infatti Casagrande e Fedrazzoni, due ex consiglieri della giunta Pericu, sindaco che fu in sintonia con l'attuale presidente regionale ed ex ministro ds Claudio Burlando («Siamo tranquilli»), ma anche due assessori della Vincenzi e soprattutto il suo portavoce, Stefano Francesca, ora in carcere. La sindaco, che ha rivendicato la «discontinuità» col pregresso, è ora in grande imbarazzo e tenta di risorgere dalle ceneri. Quelle della politica, non della città, avvitata in una crisi che appare irreversibile. L'unica speranza è che «quando si tocca il fondo del barile», è la sentenza amara del petroliere e presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, non si può che risalire.
2 - "LA DITTA E' VICINA A BERTONE.
Da "La Stampa"
GENTE SERIA
Il 21 maggio 2007 Massimo Casagrande (C) parla con Massimiliano Morettini (M).
C: «È andata bene l'altro giorno la........pranzo?».
M: «Sì, bene bene mi pare».
C: «Bene anche perché ho avuto un bel riscontro».
M: «Cioè?».
C: «Ho trovato, diciamo, altro fieno da mettere in cascina... e con un altra persona... addirittura più valida lui e... che adesso la prossima settimana devo vedere e... dopo le elezioni che m'ha detto vabbè anche se affossa a me va bene lo stesso e... e tutti legati al mio amico Bertone quindi diciamo un po' gli ambienti che frequento ecclesiastici».
M: (ride)
C: (ride) «Questi sono diciamo esecutori diciamo di Bertone».
M: «Certo».
C: «È gente seria è...».
M. «Sì sì sì».
C: «Eh! E tieni presente questo...».
M: «Ok... va bene».
C: «E... Comunione e Liberazione...».
M. «Sì sì, quei giri seri lì...».
MECCANISMO IN ORBITA
Il 20 dicembre 2007 in un bar di Genova Roberto Alessio (R) parla con Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni.
R: «...Passaggi ne abbiamo fatti, fino a un certo punto abbiamo fatto tutti i passaggi del caso, cioè lui sa che io... sa come si chiama la ditta, sa che è una ditta vicina a Bertone, sa che Bertone è uomo di Bagnasco, sa che... sa tutte le cose che deve sapere... non abbiamo ancora chiamato in causa Bagnasco direttamente ma lui penso che presupponga che... insomma, che volendo se... questo è un passaggio che possiamo fare, adesso bisogna vedere... capire se a lui basta così per entrare in campo lui oppure se lui voglia... aspetti che ci sia l'input da... dal suo capo, allora lì se... a lui manca quello glielo facciam dare..».
LAVORO SPORCO
La conversazione prosegue. Parla ancora Roberto Alessio.
R: «Ecco, perché quando lui ha visto Paolo ha capito che c'era Ber... c'è Paolo e Bertone, perciò lui lo sa perfettamente perché è l'unico che ha un appuntamento... cioè lui sa, lui sa l'ha conosciuto per quello, quando c'era Bertone qua come uomo di Bertone, perciò sai ha capito chi si è mosso e tutto quel meccanismo che c'è che c'è in orbita... e poi nel frattempo Paolo ha detto se mi faccio seguire le cose da Petralia che è un altro uomo molto vicino a Bagnasco, che è nel consiglio del Galliera, che è un uomo molto amico di Veardo perché sono... hanno la stessa Dna, no... e questo sta seguendo... e perciò diciamo il lavoro sporco lo facciamo fare a 'sto Petralia...».
PAURA IN COMUNE
Il 09 gennaio 2008 conversazione tra Claudio Fedrazzoni (C), Massimo Casagrande (M) e Roberto Alessio (R).
R: «Gli ho mandato un pacco di Natale... io io l'ho mandato in Comune con busta chiusa eh, non ho scritto niente, perché a casa viene un casino e tutto quanto e lui... ufficialmente il Comune... (parla sottovoce)».
M: «Che c'è grande... grande... c'è grande paura».
R: (parla sottovoce) «La paura vuol dire che non c'è nessuno che si muove di... ti dico, magari (parla sottovoce). perché io violentarlo ho un po' paura perché io. cioè la cosa più semplice del mondo è che io faccio Bertone Bagnasco, Bagnasco Veardo, però ho paura che lui avendo già un po' di sollecitazioni da noi e non stando rispondendo lui non... lui può anche dire così "Oh m'avete rotto i coglioni, ho detto di star tranquilli che poi"... insomma, sai... lo fai pressare cinquanta parti...».
M: «Eh non lo so, non lo so... non lo so... non lo so, perché lì o questi qui, diciamo... Bertone lo incontra per la strada tra virgolette e glielo dice ee... confidenzialmente...».
C: «Il Papa viene a Genova troppo tardi».
Dagospia 22 Maggio 2008
Fabio Pozzo per "La Stampa"
Musi lunghi all'Europa, il ristorante dei notabili genovesi. Quello delle partite a scopone dell'establishment (sospese, momentaneamente) ma anche delle «cimici» piazzate sotto i tavoli dai magistrati per più d'un anno. Musi lunghi e coprifuoco, dopo gli arresti per l'inchiesta su appalti&tangenti. «Non si vede nessuno, troppa confusione», dicono i titolari. La città è sotto il tiro della procura. I pm stanno aprendo fascicoli su fascicoli, spaziando dal porto alle mense ospedaliere. Uno stillicidio di scosse sismiche, che sta sconquassando quel che resta della Superba.
Quel che ancora non si intuisce è se gli scossoni porteranno al Big One che farà crollare il «sistema Genova» che nell'ultimo mezzo secolo ha coniugato il capitalismo al socialismo reale concependo un partito trasversale degli affari, oppure se si riveleranno soltanto tremori di assestamento nella gestione del potere. Anzi, poteri forti, dei quali Giacomo Conti, segretario regionale di Rifondazione, dice che è già in atto da tempo, attraverso conflitti interni, una «scomposizione e ricomposizione». Quel che è certo è che se ci sarà una resa dei conti, in pochi si salveranno. Anche nel centrodestra, che oggi chiede le dimissioni del sindaco, ma che ha frequentato la stanza dei bottoni.
L'attenzione della magistratura non si ferma soltanto sull'intreccio imprenditori-sinistra, storico e consolidato, ma va a parare verso il mondo cattolico. Nei guai è finito Giuseppe Profiti, ex dirigente della Regione Liguria, ex vicepresidente dell'ospedale Galliera (presieduto dall'arcivescovo Angelo Bagnasco), presidente dimissionario dell'ospedale Bambin Gesù di Roma e vicino al cardinale Tarcisio Bertone. Da ieri è agli arresti domiciliari, con l'accusa di turbativa d'asta in concorso con l'imprenditore vercellese Roberto Alessio (il padre Cesare, fondatore dell'Alessio Carni, fu coinvolto 10 anni fa in un'analoga storia) per l'aggiudicazione dell'appalto dei servizi di ristorazione dell'Asl 2 di Savona.
Quel Profiti che proprio alcuni giorni fa aveva incontrato il Papa durante la visita pastorale, nella curia di Savona. Benedetto XVI l'aveva abbracciato. «Non si deve legare quest'episodio all'inchiesta», fanno notare in ambienti vaticani, dove si sottolinea che le indagini genovesi non coinvolgono «il mondo ecclesiastico ma solo quello civile» e che i reati contestati a Profiti risalgono «ai suoi incarichi precedenti».
Un'altra lettura riguarda il partito degli affari. Il politologo di Forza Italia don Baget Bozzo parla di «un sistema trasversale strutturato», che domina e blocca la città, che ha investito solo sul mattone, negandola al resto, opere pubbliche comprese (da qui l'isolamento e il declino). Un sistema che ora «è saltato, perchè alle transazioni ufficiali sono subentrate quelle ufficiose, condotte individialmente da chi nel sistema ha voluto fare il suo gioco». Una Mani pulite genovese.
Un sistema che chiama in causa una certa sinistra. Vecchia, ma anche nuova. Tra gli indagati ci sono infatti Casagrande e Fedrazzoni, due ex consiglieri della giunta Pericu, sindaco che fu in sintonia con l'attuale presidente regionale ed ex ministro ds Claudio Burlando («Siamo tranquilli»), ma anche due assessori della Vincenzi e soprattutto il suo portavoce, Stefano Francesca, ora in carcere. La sindaco, che ha rivendicato la «discontinuità» col pregresso, è ora in grande imbarazzo e tenta di risorgere dalle ceneri. Quelle della politica, non della città, avvitata in una crisi che appare irreversibile. L'unica speranza è che «quando si tocca il fondo del barile», è la sentenza amara del petroliere e presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, non si può che risalire.
2 - "LA DITTA E' VICINA A BERTONE.
Da "La Stampa"
GENTE SERIA
Il 21 maggio 2007 Massimo Casagrande (C) parla con Massimiliano Morettini (M).
C: «È andata bene l'altro giorno la........pranzo?».
M: «Sì, bene bene mi pare».
C: «Bene anche perché ho avuto un bel riscontro».
M: «Cioè?».
C: «Ho trovato, diciamo, altro fieno da mettere in cascina... e con un altra persona... addirittura più valida lui e... che adesso la prossima settimana devo vedere e... dopo le elezioni che m'ha detto vabbè anche se affossa a me va bene lo stesso e... e tutti legati al mio amico Bertone quindi diciamo un po' gli ambienti che frequento ecclesiastici».
M: (ride)
C: (ride) «Questi sono diciamo esecutori diciamo di Bertone».
M: «Certo».
C: «È gente seria è...».
M. «Sì sì sì».
C: «Eh! E tieni presente questo...».
M: «Ok... va bene».
C: «E... Comunione e Liberazione...».
M. «Sì sì, quei giri seri lì...».
MECCANISMO IN ORBITA
Il 20 dicembre 2007 in un bar di Genova Roberto Alessio (R) parla con Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni.
R: «...Passaggi ne abbiamo fatti, fino a un certo punto abbiamo fatto tutti i passaggi del caso, cioè lui sa che io... sa come si chiama la ditta, sa che è una ditta vicina a Bertone, sa che Bertone è uomo di Bagnasco, sa che... sa tutte le cose che deve sapere... non abbiamo ancora chiamato in causa Bagnasco direttamente ma lui penso che presupponga che... insomma, che volendo se... questo è un passaggio che possiamo fare, adesso bisogna vedere... capire se a lui basta così per entrare in campo lui oppure se lui voglia... aspetti che ci sia l'input da... dal suo capo, allora lì se... a lui manca quello glielo facciam dare..».
LAVORO SPORCO
La conversazione prosegue. Parla ancora Roberto Alessio.
R: «Ecco, perché quando lui ha visto Paolo ha capito che c'era Ber... c'è Paolo e Bertone, perciò lui lo sa perfettamente perché è l'unico che ha un appuntamento... cioè lui sa, lui sa l'ha conosciuto per quello, quando c'era Bertone qua come uomo di Bertone, perciò sai ha capito chi si è mosso e tutto quel meccanismo che c'è che c'è in orbita... e poi nel frattempo Paolo ha detto se mi faccio seguire le cose da Petralia che è un altro uomo molto vicino a Bagnasco, che è nel consiglio del Galliera, che è un uomo molto amico di Veardo perché sono... hanno la stessa Dna, no... e questo sta seguendo... e perciò diciamo il lavoro sporco lo facciamo fare a 'sto Petralia...».
PAURA IN COMUNE
Il 09 gennaio 2008 conversazione tra Claudio Fedrazzoni (C), Massimo Casagrande (M) e Roberto Alessio (R).
R: «Gli ho mandato un pacco di Natale... io io l'ho mandato in Comune con busta chiusa eh, non ho scritto niente, perché a casa viene un casino e tutto quanto e lui... ufficialmente il Comune... (parla sottovoce)».
M: «Che c'è grande... grande... c'è grande paura».
R: (parla sottovoce) «La paura vuol dire che non c'è nessuno che si muove di... ti dico, magari (parla sottovoce). perché io violentarlo ho un po' paura perché io. cioè la cosa più semplice del mondo è che io faccio Bertone Bagnasco, Bagnasco Veardo, però ho paura che lui avendo già un po' di sollecitazioni da noi e non stando rispondendo lui non... lui può anche dire così "Oh m'avete rotto i coglioni, ho detto di star tranquilli che poi"... insomma, sai... lo fai pressare cinquanta parti...».
M: «Eh non lo so, non lo so... non lo so... non lo so, perché lì o questi qui, diciamo... Bertone lo incontra per la strada tra virgolette e glielo dice ee... confidenzialmente...».
C: «Il Papa viene a Genova troppo tardi».
Dagospia 22 Maggio 2008