"VODKA" ROSSELLOSKY - LE DONNE RUSSE? BELLE E PERICOLOSE. INSOMMA ZOCCOLE - CARLITO LANCIA IL SUO LIBRO E DESCRIVE LE VIRAGO CHE SI "SCOPANO" L'OCCIDENTE - SLOGAN: VOGLIAMO TUTTO, SIAMO PRONTE A TUTTO.
Azzurra Della Penna per "Chi"
Rivoluzione (e maledizione) russa. Dal più esclusivo locale di New York a quello della più sperduta provincia italiana, caduto il Muro di Berlino, le signore dell'Est hanno invaso il mondo. E che signore! Quelle che hanno superato la "cortina che non c'è più" sono, nel senso più darwiniano, le più belle. Sciupamaschi, rubamariti, rovinafamiglie, sottraifidanzati...
Quanti soprannomi: «Almeno quante sono le lettere che mi arrivano ogni settimana attraverso "Chi" scritte da italiane disperate». A parlare è Carlo Rossella, presidente di Medusa, ma anche grande conoscitore dell'Unione Sovietica che fu e della Russia di oggi. Leggendarie le sue cronache da quel nebuloso Est a cavallo fra gli Anni 70 e 80. Rossella sta per pubblicare una raccolta di racconti, "Vodka" (Mondadori), attraverso cui ripercorre quell'epoca e racconta (anche) di eroine feroci e struggenti.
«Però dimenticate Anna Karenina, quel genere di donna non esiste, forse non è mai esistito in Russia», avverte subito Rossella, che ha dato quel titolo inebriante alla sua raccolta perché, «l'ebbrezza fa parte del rapporto sentimentale, le russe con cui sono uscito, con cui ho avuto dimestichezza, bevevano fino quasi a essere ubriache. L'importante è che non ti devi ubriacare tu, sennò sei morto. La forza dell'occidentale è proprio il non ubriacarsi facendo ubriacare un po' loro, la vodka, allora ne tira fuori tutta la follia».
Visto che le conosce così bene le pericolose donne dell'Est, le evita?
«No, affatto, io ho una passione per loro, per quella razza molto composita, crocevia fra russi bianchi e asiatici. Razza forte, donne forti. Di loro ne parlano da sempre e bene tutti i grandi scrittori, da Elias Canetti a Vladimir Nabokov, sono le donne venute fuori dalla grande letteratura... Avere a che fare con loro è come andare al casinò, è difficile vincere e se vinci ti devi ritirare prima di perdere, lasciando, certo, tutte le fiches sul tavolo. Tu non ti devi mai innamorare di una russa perché se ti innamori sei perduto, sei un uomo finito. La russa ti sconvolge e ti stravolge, ti invade e ti pervade. E te ne fa di tutti i colori. A Mosca tanti anni fa, ai tempi di Breznev, andava di moda un film, "Non credere alle lacrime", protagonista una ragazza che si innamora e resta incinta di uno straniero e che poi viene abbandonata. Era una storia lacrimosa di una perdente, ma, in genere, le russe sono delle vincenti».
E le altre donne come si difendono da loro?
«Non ci si può difendere. Ci si può allineare. Consiglio d'essere un po' russe: un po' meno disponibili, un po' più "stronze", un po' matte. E dare l'idea di essere molto innamorate (le russe a scuola studiano recitazione)».
Ma come hanno fatto a sopravvivere i maschi russi a queste virago?
«Nei rapporti fra di loro se la vedono anche bene perché l'uomo russo ha dei meccanismi di difesa».
Nel senso?
«L'uomo russo ha un rapporto molto "vodkiko", legato alla vodka, con la donna russa, per cui lei sa che lui può bere molto e la può menare. A Mosca si vedono spesso uomini che danno ceffoni alle donne per strada, fa parte della tradizione».
Beh, bella tradizione.
«Guardi, anche le donne picchiano gli uomini».
Bellissima tradizione.
«Sì, si menano tra di loro, c'è questo sfogo fisico. E poi gli uomini russi, che sanno essere romantici, sono spesso bellissimi anche loro. Invecchiando si abbruttiscono un po' tutti, maschi e femmine, con la vodka, con il lavoro duro, mangiando male, vivendo male, fumando orrende sigarette. Ma fino a 20 anni sono una meraviglia».
Questa che ha popolato il mondo è dunque una generazione di russe temprata dalla propria storia?
«Sì, fanno finta che a loro interessano solo le borse, solo la moda, invece, a loro interessa tutto. Lo slogan per loro è: vogliamo tutto, siamo pronte a tutto. Appena arrivano qua, quando vedono un uomo, dopo dieci minuti l'hanno già valutato, hanno già capito quanto guadagna, chi è, se è un millantatore o se è un poco di buono. E se scelgono di andare con quello, hanno i loro buoni motivi. Di solito vogliono trovare l'uomo che non le fa faticare, che permette loro di alzarsi tardi, di bere un po' o tanta vodka, di andare a fare shopping...».
Anche gli uomini ritrovano il loro ruolo.
«Sì, però, se uno fa vivere male una russa, quella lo pianta in meno di 24 ore».
Ma si innamorano, almeno qualche volta, queste bellissime bionde signore?
«Quando una russa si innamora, e non succede spesso, è anche più pericolosa. Diventa una macchina da guerra, è come un elicottero da combattimento: distrugge tutto quel che trova al suo passaggio».
Dagospia 17 Giugno 2008
Rivoluzione (e maledizione) russa. Dal più esclusivo locale di New York a quello della più sperduta provincia italiana, caduto il Muro di Berlino, le signore dell'Est hanno invaso il mondo. E che signore! Quelle che hanno superato la "cortina che non c'è più" sono, nel senso più darwiniano, le più belle. Sciupamaschi, rubamariti, rovinafamiglie, sottraifidanzati...
Quanti soprannomi: «Almeno quante sono le lettere che mi arrivano ogni settimana attraverso "Chi" scritte da italiane disperate». A parlare è Carlo Rossella, presidente di Medusa, ma anche grande conoscitore dell'Unione Sovietica che fu e della Russia di oggi. Leggendarie le sue cronache da quel nebuloso Est a cavallo fra gli Anni 70 e 80. Rossella sta per pubblicare una raccolta di racconti, "Vodka" (Mondadori), attraverso cui ripercorre quell'epoca e racconta (anche) di eroine feroci e struggenti.
«Però dimenticate Anna Karenina, quel genere di donna non esiste, forse non è mai esistito in Russia», avverte subito Rossella, che ha dato quel titolo inebriante alla sua raccolta perché, «l'ebbrezza fa parte del rapporto sentimentale, le russe con cui sono uscito, con cui ho avuto dimestichezza, bevevano fino quasi a essere ubriache. L'importante è che non ti devi ubriacare tu, sennò sei morto. La forza dell'occidentale è proprio il non ubriacarsi facendo ubriacare un po' loro, la vodka, allora ne tira fuori tutta la follia».
Visto che le conosce così bene le pericolose donne dell'Est, le evita?
«No, affatto, io ho una passione per loro, per quella razza molto composita, crocevia fra russi bianchi e asiatici. Razza forte, donne forti. Di loro ne parlano da sempre e bene tutti i grandi scrittori, da Elias Canetti a Vladimir Nabokov, sono le donne venute fuori dalla grande letteratura... Avere a che fare con loro è come andare al casinò, è difficile vincere e se vinci ti devi ritirare prima di perdere, lasciando, certo, tutte le fiches sul tavolo. Tu non ti devi mai innamorare di una russa perché se ti innamori sei perduto, sei un uomo finito. La russa ti sconvolge e ti stravolge, ti invade e ti pervade. E te ne fa di tutti i colori. A Mosca tanti anni fa, ai tempi di Breznev, andava di moda un film, "Non credere alle lacrime", protagonista una ragazza che si innamora e resta incinta di uno straniero e che poi viene abbandonata. Era una storia lacrimosa di una perdente, ma, in genere, le russe sono delle vincenti».
E le altre donne come si difendono da loro?
«Non ci si può difendere. Ci si può allineare. Consiglio d'essere un po' russe: un po' meno disponibili, un po' più "stronze", un po' matte. E dare l'idea di essere molto innamorate (le russe a scuola studiano recitazione)».
Ma come hanno fatto a sopravvivere i maschi russi a queste virago?
«Nei rapporti fra di loro se la vedono anche bene perché l'uomo russo ha dei meccanismi di difesa».
Nel senso?
«L'uomo russo ha un rapporto molto "vodkiko", legato alla vodka, con la donna russa, per cui lei sa che lui può bere molto e la può menare. A Mosca si vedono spesso uomini che danno ceffoni alle donne per strada, fa parte della tradizione».
Beh, bella tradizione.
«Guardi, anche le donne picchiano gli uomini».
Bellissima tradizione.
«Sì, si menano tra di loro, c'è questo sfogo fisico. E poi gli uomini russi, che sanno essere romantici, sono spesso bellissimi anche loro. Invecchiando si abbruttiscono un po' tutti, maschi e femmine, con la vodka, con il lavoro duro, mangiando male, vivendo male, fumando orrende sigarette. Ma fino a 20 anni sono una meraviglia».
Questa che ha popolato il mondo è dunque una generazione di russe temprata dalla propria storia?
«Sì, fanno finta che a loro interessano solo le borse, solo la moda, invece, a loro interessa tutto. Lo slogan per loro è: vogliamo tutto, siamo pronte a tutto. Appena arrivano qua, quando vedono un uomo, dopo dieci minuti l'hanno già valutato, hanno già capito quanto guadagna, chi è, se è un millantatore o se è un poco di buono. E se scelgono di andare con quello, hanno i loro buoni motivi. Di solito vogliono trovare l'uomo che non le fa faticare, che permette loro di alzarsi tardi, di bere un po' o tanta vodka, di andare a fare shopping...».
Anche gli uomini ritrovano il loro ruolo.
«Sì, però, se uno fa vivere male una russa, quella lo pianta in meno di 24 ore».
Ma si innamorano, almeno qualche volta, queste bellissime bionde signore?
«Quando una russa si innamora, e non succede spesso, è anche più pericolosa. Diventa una macchina da guerra, è come un elicottero da combattimento: distrugge tutto quel che trova al suo passaggio».
Dagospia 17 Giugno 2008