RIASSETTO O FUGGI FUGGI? - UN TERZO DEI SOCI LASCIA LA M&C DI DE BENEDETTI - FONDI IN POLE POSITION PER SUBENTRARE NEL CAPITALE: SI PARLA DI BIM, CERBERUS, HSBC E DIEGUITO DELLA VALLE.
Da "Il Giornale"
Un terzo degli azionisti di Management & Capitali ha deciso di dire addio alla società di investimenti fondata da Carlo De Benedetti e ora legata alla SeconTip di Giovanni Tamburi. Il 32,9% dei soci ha infatti manifestato l'interesse ad esercitare il diritto di recesso in seguito all'adozione del sistema di governance tradizionale (consiglio d'amministrazione e collegio sindacale) da parte di M&C in sostituzione dell'attuale modello duale (consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione).
In particolare, al termine del periodo di esercizio del diritto di recesso sono pervenute dichiarazioni per complessivi 180 milioni di azioni. Questo dato, scrive il gruppo in una nota, «potrebbe essere modificato qualora nei prossimi giorni dovessero pervenire alla società eventuali comunicazioni di recesso spedite entro il termine del 13 giugno».
Al momento la finanziaria di De Benedetti, Romed (azionista al 12%), e quella di Tamburi, SeconTip (al 6%), hanno firmato l'impegno di incrementare le rispettive partecipazioni in M&C mediante l'acquisto di 40 milioni di azioni circa a fronte di un investimento prossimo ai 28 milioni di euro.
Secondo alcune ricostruzioni, ad aver manifestato l'interesse a restare nell'azionariato della boutique finanziaria sarebbero, oltre a De Benedetti e Tamburi, la Bim della famiglia Segre (4,9%), Sal Opheneim (4,5%) e il fondo di private equity Cerberus (5,6%). Possibile che confermino il proprio impegno anche il colosso Hsbc e Diego Della Valle (3,63%), che in assemblea aveva approvato il cambio della governance.
Ci sarebbero in ogni caso un buon numero di investitori istituzionali pronti ad entrare in Management & Capitali. Il gruppo di De Benedetti precisa che in caso di assenza di esercizio di ulteriori diritti di opzione e prelazione o di successivi acquisti dall'inoptato da parte di altri investitori, l'esborso della società per acquisire le azioni residue presentate in recesso, al netto dei 50 milioni già previsti dal piano di «buy back», ammonterà a circa 55 milioni.
Dagospia 18 Giugno 2008
Un terzo degli azionisti di Management & Capitali ha deciso di dire addio alla società di investimenti fondata da Carlo De Benedetti e ora legata alla SeconTip di Giovanni Tamburi. Il 32,9% dei soci ha infatti manifestato l'interesse ad esercitare il diritto di recesso in seguito all'adozione del sistema di governance tradizionale (consiglio d'amministrazione e collegio sindacale) da parte di M&C in sostituzione dell'attuale modello duale (consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione).
In particolare, al termine del periodo di esercizio del diritto di recesso sono pervenute dichiarazioni per complessivi 180 milioni di azioni. Questo dato, scrive il gruppo in una nota, «potrebbe essere modificato qualora nei prossimi giorni dovessero pervenire alla società eventuali comunicazioni di recesso spedite entro il termine del 13 giugno».
Al momento la finanziaria di De Benedetti, Romed (azionista al 12%), e quella di Tamburi, SeconTip (al 6%), hanno firmato l'impegno di incrementare le rispettive partecipazioni in M&C mediante l'acquisto di 40 milioni di azioni circa a fronte di un investimento prossimo ai 28 milioni di euro.
Secondo alcune ricostruzioni, ad aver manifestato l'interesse a restare nell'azionariato della boutique finanziaria sarebbero, oltre a De Benedetti e Tamburi, la Bim della famiglia Segre (4,9%), Sal Opheneim (4,5%) e il fondo di private equity Cerberus (5,6%). Possibile che confermino il proprio impegno anche il colosso Hsbc e Diego Della Valle (3,63%), che in assemblea aveva approvato il cambio della governance.
Ci sarebbero in ogni caso un buon numero di investitori istituzionali pronti ad entrare in Management & Capitali. Il gruppo di De Benedetti precisa che in caso di assenza di esercizio di ulteriori diritti di opzione e prelazione o di successivi acquisti dall'inoptato da parte di altri investitori, l'esborso della società per acquisire le azioni residue presentate in recesso, al netto dei 50 milioni già previsti dal piano di «buy back», ammonterà a circa 55 milioni.
Dagospia 18 Giugno 2008