"LE BRICIOLE DEI BANCHETTI DEI VIP NON LE VOGLIAMO"
LA SARDEGNA SFANCULA LA BENEFICENZA BILLIONAIRE
SU POPULU SARDU CONTRO BRIATORU, SANTACHELLU E VELINEDDE VARIE...

Marco Bittau per La Nuova Sardegna


LULA. «Le briciole dei banchetti per vip non le vogliamo». Così 139 lulesi dicono no all'offerta di 64mila euro giunta dai tavoli imbanditi del Billionaire di Porto Cervo. «Un pensiero affettuoso», aveva commentato il sindaco Maddalena Calia, ma molti suoi concittadini pensano il contrario.
Lula certo non è rimasta in silenzio ad aspettare il regalo, destinato alla costruzione di un impianto sportivo, ispirato dal presidente della giunta regionale Mauro Pili. Anzi, ha reagito con evidente sdegno promuovendo in un batter di ciglia una petizione popolare che in due giorni ha raccolto ben 139 sottoscrizioni da parte di altrettanti cittadini indignati e feriti nell'orgoglio.

«Vogliamo intervenire - si legge nel documento di protesta firmato dagli abitanti - in merito alla notizia, apparsa alcuni giorni fa, riguardante l'interessamento di alcuni illustri personaggi che, in una delle tante cenette lussuose in Costa Smeralda, avrebbero deciso di elargire alcune briciole dei loro banchetti al popolo di Lula. Siamo semplicemente costernati e a dir poco offesi da questa che consideriamo una provocazione.

Per noi è inaccettabile e vergognoso che per un pugno di soldi o di lenticchie si vendano la dignità e l'orgoglio di un paese. Questi soldi "offerti" da chi sperpera enormi quantità di denaro alle spalle di tanta povera gente sono un'elemosina e una beffa che non possiamo accettare. Ci chiediamo seriamente da chi sia nata questa iniziativa "umanitaria"».

Il tono è durissimo, ben oltre ogni ipotesi di strumentalizzazione politica. «Chi amministra la cosa pubblica - aggiungono i firmatari della petizione - sa benissimo che per fare strutture sportive e ricreative o per affrontare i problemi economici di una collettività esistono risorse pubbliche, quindi di tutti, perciò un'amministrazione pubblica che funziona può e deve accedervi per diritto e non per servilismo.

Per questo il presidente della Regione, invece di perdersi nei banchetti e nelle nottate "smeraldine", si decidesse a fare il proprio mestiere, tra l'altro ben remunerato, e sicuramente i nostri paesi non avrebbero bisogno di amministratori disposti a tutto pur di recuperare un po' di soldi per mantenere, almeno in minima parte, le fumose promesse fatte in campagna elettorale».

«La dignità e l'orgoglio di un paese - concludono i firmatari della petizione - stanno anche nel non accettare le briciole di nessuno, ma considerare il lavoro e il pane un diritto di tutti, e non solo di chi lo inzuppa nello champagne. Inoltre, troviamo gravissimo e diseducativo mettere a disposizione dei nostri figli e dei nostri giovani strutture che, così volgarmente realizzate, perdono ogni significato formativo e costituiscono un pessimo esempio per tutti loro. Chiediamo a chi di competenza che questo pugno di soldi non venga accettato».

Di tono decisamente più pacato, ma sempre problematiche sono le riflessioni che giungono anche dai banchi del consiglio comunale di Lula. Ancora una volta il messaggio è rivolto al presidente Pili.

«A noi lulesi le donazioni fanno estremamente piacere, soprattutto quando non nascondono secondi fini - è l'opinione di Mariangela Dui, eletta con l'Udr - ma sinceramente mi farebbe più piacere avere a disposizione una parte di quegli 800 miliardi di vecchie lire del Por Sardegna che corrono il serio rischio di essere rispediti all'Unione europea perché non spesi. Noi siamo un popolo orgoglioso e l'orgoglio da queste parti non è stupidità».


Dagospia.com 18 Luglio 2002