CATRICALÀ: GAS, RETE EUROPEA (SCARONI: IN ADRIATICO 40 MLD MT. CUBI) - IGLI NO OPA - ITALEASE AI TEDESCHI? - SHS, TEGOLA PER GNUTTI - ACEA, PRESIDENTE CERCASI - IL VIAGRA FALSO CHE BLOCCA LA PFIZER.
1 - CATRICALA': SERVE RETE GAS UNICA IN EUROPA CHE RAFFORZERA' POTERE CONTRATTUALE.
(Adnkronos) - In Europa sarebbe necessaria una rete unica del gas, formata da tutte le reti nazionali dei Paesi dell'Ue, che permetterebbe di aumentare il potere contrattuale dell'Europa rispetto ai Paesi produttori. Di fronte ad un monopolio di vendita si arriverebbe ad una specie di monopolio di acquisto che sarebbe giustificato. Ad affermarlo, intervenendo in occasione del convegno organizzato dall'Isimm 'Il mercato del gas e il futuro delle reti europee', e' il presidente dell'Antitrust Antonio Catricala'. Per il gas in Italia, rileva, il tema non e' tanto vendere o non vendere ma "come vendere e chi compra. Se vendere significa rispettare le regole, fare un'asta, e' possibile che qualche operatore dominante, gia' in Europa o in altri Paesi, decida di acquistare le nostra piccola rete del gas creando problemi alla concorrenza.
La rete italiana -sottolinea Catricala'- e' un bocconcino prelibato che puo' fare gola a chi gia' e' integrato nel mercato". Proprio per questo, sottolinea il presidente dell'Antitrust, l'autorita' "non e' mai stata calda per l'umbundling proprietario senza sapere dove vanno a finire gli asset". Proprio per questo, aggiunge Catricala', sarebbe necessaria "una rete Ue del gas, formata da tutte le reti nazionali controllata da una societa' europea secondo regole di governance che assicurano la neutralita'". Questo, rileva, "rappresenterebbe un primo passo per una presa di posizione netta dell'Ue rispetto alle politiche energetiche mondiali". Da una rete unica del gas in Europa, aggiunge Catricala', "non e' difficile passare ad una centrale di acquisto unica che significa una potenza contrattuale che sarebbe dieci volte piu' forte rispetto a quella dell'Eni, di Gaz de France e di Gas Natural. Di fronte ad un monopolio di vendita si avrebbe una specie di monopolio di acquisto che sarebbe giustificato".
2 - SCARONI: IN ALTO ADRIATICO OLTRE 40 MLD DI METRI CUBI DI GAS.
(Agi) - Nell'alto Adriatico vi sono riserve di gas per "oltre 40 miliardi di metri cubi". Lo ha sottolineato Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, augurandosi che il governo sblocchi le esplorazioni in quella zona e sottolineando che non vi e' nessun rischio subsidenza (il fenomeno dello sprofondamento del terreno, ndr) per Venezia. "L'alto Adriatico resta per noi un terreno che ci da' molte preoccupazioni", ha affermato Scaroni. "L'idea che vi e' una concessione, avuta nel 1995, per la quale abbiamo fatto importanti investimenti di sviluppo e che sta li' bloccata, ci sembra assurda. Anche perche' - ha aggiunto - i Paesi dell'altra parte dell'Adriatico, nel frattempo, si portano via il nostro gas".
L'amministratore delegato ha quindi escluso il pericolo subsidenza spiegando che "saremmo noi per primi a bloccare tutto se si manifestasse questo rischio. Ma la subsidenza non c'e', figuriamoci se vogliamo vedere sprofondare Venezia per un po' di gas". Quanto alle riserve probabili nella zona in questione, Scaroni ha spiegato che "non lo si puo' dire esattamente ma, direi, piu' di 40 miliardi di metri cubi". Ai giornalisti che facevano notare come, secondo alcuni osservatori, le riserve arriverebbero a 100 miliardi di metri cubi, Scaroni ha risposto: "Potrebbe essere. Quando si entra in un giacimento, non si sa mai fino a dove ci si puo' spingere". Quaranta miliardi di metri cubi, comunque, "sarebbero un sollievo importante per il nostro Paese".
3 - IMPREGILO: IMMOBILIARE LOMBARDA SMENTISCE IPOTESI OPA IGLI..
(Agi) - Immobiliare lombarda, la societa' del gruppo Ligresti che controlla un terzo di Igli, azionista di riferimento di Impregilo, smentisce l'interesse ad esercitare l'opzione swap sul 3% della societa' di costruzioni detenuto da Abn Amro, operazione che porterebbe all'obbligo di lanciare un'Opa. Secondo le indiscrezioni riportate nei giorni scorsi dalla stampa, Igli potrebbe esercitare l'opzione per contrastare l'ipotesi di un'Opa ostile su Impregilo. Il prezzo dell'Opa sarebbe superiore agli attuali corsi azionari (4,16 euro contro i 3,2 della chiusura di venerdi' scorso) e il titolo Impregilo infatti sta correndo in Borsa (+3,92% a 3,38). Gli altri azionisti di Igli sono il gruppo Benetton (con Autostrade) e il gruppo Gavio (con Argo finanziaria).
4 - ITALEASE AI TEDESCHI, UN MESE PER TRATTARE.
Vittoria Puledda per "la Repubblica" - La trattativa tra Italease e la banca tedesca Dz entra nel vivo. La data room si è aperta esattamente una settimana fa e se tutto filerà liscio, entro un mese dal via i lavori di ricognizione dovrebbero essere conclusi. Poi la pausa ferragostana e, ai primi di settembre, l´offerta vincolante: i vertici di Italease se l´aspettano per il 5, subito dopo il cda della società tedesca, per concludere entro fine mese.
La struttura dell´operazione prevede che la banca italiana crei una nuova società (Newco), in cui trasferisca il leasing e il factoring prodotto dagli sportelli bancari (mentre alla capogruppo resterebbe la produzione degli agenti): grosso modo, si tratta del 50% degli asset totali di Italease. E soprattutto, il 50% della raccolta, diventata particolarmente costosa dopo che la banca è scesa come rating sotto il livello dei titoli cosiddetti spazzatura.
5 - NUOVA TEGOLA SU GNUTTI PER LA BANCAROTTA DI SHS.
Walter Galbiati per "la Repubblica" - La società non è delle più conosciute, si chiama Shs Multimedia. Ma i risvolti penali della sua liquidazione giungono in un momento tutt´altro che tranquillo per Emilio Gnutti e per i suoi soci d´affari. È una storia di dubbie compravendite di partecipazioni finite nel mirino della procura di Brescia che ora, dopo l´inchiesta del sostituto procuratore Antonio Chiappani, ha notificato agli interessati l´avviso di chiusura indagini.
L´accusa è di aver svuotato una società, la Shs appunto, già decotta, sottraendole partecipazioni in società controllate. E quindi di aver concorso alla sua bancarotta. Il momento è delicato perché mercoledì prossimo il Tribunale di Brescia sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di fallimento, avanzata sempre dalla procura di Brescia, per una delle casseforti della razza padana, la Fingruppo, il cui patrimonio è stato azzerato dalle debacle borsistiche delle partecipazioni della controllata Hopa.
6 - ACEA, AAA CERCASI NUOVO PRESIDENTE.
Paolo Foschi per il "Corriere della Sera - Roma" - Il conto alla rovescia per il ribaltone all'Acea è partito. Secondo quanto trapela dal Campidoglio, gli uomini del sindaco Gianni Alemanno lavorano per individuare il nuovo presidente della società controllata dal Comune, ma partecipata da soci privati come Francesco Gaetano Caltagirone. Il dossier è seguito in particolare dal parlamentare Andrea Augello, ex assessore regionale al Bilancio. Per evitare scossoni sul titolo in Borsa, la strategia prevede per ora un intervento solo: l'ad, Andrea Mangoni, dovrebbe restare almeno per un paio d'anni. Fabiano Fabiani, nominato da Walter Veltroni, sembra invece destinato a fare le valigie subito dopo l'estate.
Chi prenderà il suo posto? La scelta definitiva non è stata fatta, ma si parla di «un importante imprenditore romano con esperienza in ambito associativo e aziendale ». In primis era stato sondato il nome di Luigi Abete, però non intenzionato a lasciare la presidenza Bnl. Poi è circolato quello di Andrea Mondello, oggi alla guida della Camera di Commercio, ma pare tramontata anche questa ipotesi. Alemanno fra l'altro appena eletto ha detto che il Comune intende mantenere il controllo di Acea. Ma le pressioni a privatizzare ulteriormente l'azienda aumentano. Forse il nuovo presidente dovrà affrontare anche questo problema.
7 - I NAVIGATI DELLA BORSA AVVISTANO OPA..
A. Grass. per "Il Sole 24 Ore" - Chi dice che il listino di Milano dorma, non conosce assolutamente il fiuto degli investitori di Piazza Affari, la loro capacità di anticipare gli eventi. La riprova è che anche l'ultimo delisting, quello comunicato ieri sera su Navigazione Montanari, ha trovato una Piazza Affari "pronta": G&A Montanari non ha fatto nemmeno in tempo ad annunciare il lancio dell'Opa totalitaria, che sul titolo Navigazione Montanari si erano già avventati i rialzisti.Solo nella seduta diieri,terminata ore prima dell'annuncio, le quotazioni hanno fatto segnare un progresso del 7,56%. E giovedì? Un altro balzetto: il mercato all'oscuro dell'Opa in arrivo ha spinto il titolo dell'8,23%. Interessanti anche i volumi delle contrattazioni: ieri mezza Italia si è data appuntamento a Piazza Affari per scambiarsi le azioni Navigazione Montanari. Di solito ( media a 30 giorni) vengono negoziate 222mila azioni al giorno. Ieri, fiuto magistrale, i titoli passati di mano sono stati 1,226 milioni, cinque volte tanto.
8 - IL VIAGRA FALSO CHE BLOCCA LA PFIZER.
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Si chiama Iyad Dogmosh e, con sollievo della farmaceutica Pfizer, è stato condannato a 48 mesi di carcere per contraffazione di Viagra. Il cittadino giordano è stato riconosciuto colpevole da un tribunale del Maryland di avere introdotto negli Stati Uniti 38mila pillole del farmaco della Pfizer contro l'impotenza maschile. La ricetta del Viagra di Dogmosh, che si è rifornito in Egitto, non prevedeva ovviamente che la pillola contenesse la sostanza attiva della Pfizer (il sildenafil citrato).
Il suo Viagra, perfetto nella forma e nel colore, conteneva un comune antibiotico (Flagyl) che, assunto con bevande alcoliche, produce crampi addominali, nausea, vomito e altre sintomatologie poco compatibili con le esigenze degli utilizzatori di Viagra. Per la newyorkese Pfizer, che da quando ha messo in commercio la pillola contro l'impotenza deve fare i conti con ogni sorta di contraffattori, è una vittoria. Basti pensare che il valore commerciale delle sole 38 mila pillole contraffatte da Dogmosh supera i 400mila dollari.
9 - CORDATA INESISTENTE PER IL BANCO POPULAR.
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore" - Potrebbe finire in un aula di un tribunale la scalata latinoamericana allo spagnolo Banco Popular, il terzo istituto del Paese. Un'aula dove non ci saranno gli investitori messicani che dovevano comprare il 20% del Banco, anche perché di loro non sembra esserci nessuna traccia. Secondo quanto ha fatto sapere ieri la Cnmv, la Consob spagnola, «non risulta accreditata l'esistenza di nessun gruppo di investitori con interesse nell'acquisire una partecipazione in Banco Popular». La pista latinoamericana era apparsa sulla scena quando Trinitario Casanova, immobiliarista spagnolo con molti problemi finanziari, aveva annunciato la cessione del suo 3% di Banco Popular a un gruppo di investitori messicani, interessati a salire nel capitale della Banca. Peccato che poi si sia scoperto che buona parte delle azioni dell'immobiliarista erano state pignoratee che Casanova aveva venduto il rimanente 1% ad un altro finanziere iberico. Alla Consob spagnola ora non resta che ricercare «eventuali responsabilità amministrative e penali».
10 - UBS NON PERDE LA PASSIONE PER L'ITALIA.
L. Te. per "Il Sole 24 Ore" - Colpita dalla crisi dei subprime Usa, Ubs cerca il rilancio. La maggior banca elvetica non dimentica però l'Italia,dove è presente con 650 dipendenti e 14 filiali sul territorio. Un mercato che resta di rilievo, come sottolinea Alex Wilmot-Sitwell, presidente e ceo di Ubs per l'area Europa, Medio Oriente, Africa (Emea). Per valorizzare le sinergie interne, la banca rossocrociata ha deciso di esportare l'incarico di Ubs Group Country Head in ogni Paese dell'area Emea. Diego Pignatelli sarà cosi' da settembre Ubs Italy Country Head. Il modello di business integrato di Ubs prevede nella Penisola l'Investment Bank, guidata dallo stesso Pignatelli; un Wealth Management con a capo Giorgio Riccucci ed il suo successore Andrea Cingoli; un Asset Management coordinato da Nicola Vasta. Con questa squadra Ubs cercherà di mantenere e se possibile ampliare le posizioni sul mercato italiano, coordinando gestione di patrimoni e banca di investimento.
Dagospia 21 Luglio 2008
(Adnkronos) - In Europa sarebbe necessaria una rete unica del gas, formata da tutte le reti nazionali dei Paesi dell'Ue, che permetterebbe di aumentare il potere contrattuale dell'Europa rispetto ai Paesi produttori. Di fronte ad un monopolio di vendita si arriverebbe ad una specie di monopolio di acquisto che sarebbe giustificato. Ad affermarlo, intervenendo in occasione del convegno organizzato dall'Isimm 'Il mercato del gas e il futuro delle reti europee', e' il presidente dell'Antitrust Antonio Catricala'. Per il gas in Italia, rileva, il tema non e' tanto vendere o non vendere ma "come vendere e chi compra. Se vendere significa rispettare le regole, fare un'asta, e' possibile che qualche operatore dominante, gia' in Europa o in altri Paesi, decida di acquistare le nostra piccola rete del gas creando problemi alla concorrenza.
La rete italiana -sottolinea Catricala'- e' un bocconcino prelibato che puo' fare gola a chi gia' e' integrato nel mercato". Proprio per questo, sottolinea il presidente dell'Antitrust, l'autorita' "non e' mai stata calda per l'umbundling proprietario senza sapere dove vanno a finire gli asset". Proprio per questo, aggiunge Catricala', sarebbe necessaria "una rete Ue del gas, formata da tutte le reti nazionali controllata da una societa' europea secondo regole di governance che assicurano la neutralita'". Questo, rileva, "rappresenterebbe un primo passo per una presa di posizione netta dell'Ue rispetto alle politiche energetiche mondiali". Da una rete unica del gas in Europa, aggiunge Catricala', "non e' difficile passare ad una centrale di acquisto unica che significa una potenza contrattuale che sarebbe dieci volte piu' forte rispetto a quella dell'Eni, di Gaz de France e di Gas Natural. Di fronte ad un monopolio di vendita si avrebbe una specie di monopolio di acquisto che sarebbe giustificato".
2 - SCARONI: IN ALTO ADRIATICO OLTRE 40 MLD DI METRI CUBI DI GAS.
(Agi) - Nell'alto Adriatico vi sono riserve di gas per "oltre 40 miliardi di metri cubi". Lo ha sottolineato Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, augurandosi che il governo sblocchi le esplorazioni in quella zona e sottolineando che non vi e' nessun rischio subsidenza (il fenomeno dello sprofondamento del terreno, ndr) per Venezia. "L'alto Adriatico resta per noi un terreno che ci da' molte preoccupazioni", ha affermato Scaroni. "L'idea che vi e' una concessione, avuta nel 1995, per la quale abbiamo fatto importanti investimenti di sviluppo e che sta li' bloccata, ci sembra assurda. Anche perche' - ha aggiunto - i Paesi dell'altra parte dell'Adriatico, nel frattempo, si portano via il nostro gas".
L'amministratore delegato ha quindi escluso il pericolo subsidenza spiegando che "saremmo noi per primi a bloccare tutto se si manifestasse questo rischio. Ma la subsidenza non c'e', figuriamoci se vogliamo vedere sprofondare Venezia per un po' di gas". Quanto alle riserve probabili nella zona in questione, Scaroni ha spiegato che "non lo si puo' dire esattamente ma, direi, piu' di 40 miliardi di metri cubi". Ai giornalisti che facevano notare come, secondo alcuni osservatori, le riserve arriverebbero a 100 miliardi di metri cubi, Scaroni ha risposto: "Potrebbe essere. Quando si entra in un giacimento, non si sa mai fino a dove ci si puo' spingere". Quaranta miliardi di metri cubi, comunque, "sarebbero un sollievo importante per il nostro Paese".
3 - IMPREGILO: IMMOBILIARE LOMBARDA SMENTISCE IPOTESI OPA IGLI..
(Agi) - Immobiliare lombarda, la societa' del gruppo Ligresti che controlla un terzo di Igli, azionista di riferimento di Impregilo, smentisce l'interesse ad esercitare l'opzione swap sul 3% della societa' di costruzioni detenuto da Abn Amro, operazione che porterebbe all'obbligo di lanciare un'Opa. Secondo le indiscrezioni riportate nei giorni scorsi dalla stampa, Igli potrebbe esercitare l'opzione per contrastare l'ipotesi di un'Opa ostile su Impregilo. Il prezzo dell'Opa sarebbe superiore agli attuali corsi azionari (4,16 euro contro i 3,2 della chiusura di venerdi' scorso) e il titolo Impregilo infatti sta correndo in Borsa (+3,92% a 3,38). Gli altri azionisti di Igli sono il gruppo Benetton (con Autostrade) e il gruppo Gavio (con Argo finanziaria).
4 - ITALEASE AI TEDESCHI, UN MESE PER TRATTARE.
Vittoria Puledda per "la Repubblica" - La trattativa tra Italease e la banca tedesca Dz entra nel vivo. La data room si è aperta esattamente una settimana fa e se tutto filerà liscio, entro un mese dal via i lavori di ricognizione dovrebbero essere conclusi. Poi la pausa ferragostana e, ai primi di settembre, l´offerta vincolante: i vertici di Italease se l´aspettano per il 5, subito dopo il cda della società tedesca, per concludere entro fine mese.
La struttura dell´operazione prevede che la banca italiana crei una nuova società (Newco), in cui trasferisca il leasing e il factoring prodotto dagli sportelli bancari (mentre alla capogruppo resterebbe la produzione degli agenti): grosso modo, si tratta del 50% degli asset totali di Italease. E soprattutto, il 50% della raccolta, diventata particolarmente costosa dopo che la banca è scesa come rating sotto il livello dei titoli cosiddetti spazzatura.
5 - NUOVA TEGOLA SU GNUTTI PER LA BANCAROTTA DI SHS.
Walter Galbiati per "la Repubblica" - La società non è delle più conosciute, si chiama Shs Multimedia. Ma i risvolti penali della sua liquidazione giungono in un momento tutt´altro che tranquillo per Emilio Gnutti e per i suoi soci d´affari. È una storia di dubbie compravendite di partecipazioni finite nel mirino della procura di Brescia che ora, dopo l´inchiesta del sostituto procuratore Antonio Chiappani, ha notificato agli interessati l´avviso di chiusura indagini.
L´accusa è di aver svuotato una società, la Shs appunto, già decotta, sottraendole partecipazioni in società controllate. E quindi di aver concorso alla sua bancarotta. Il momento è delicato perché mercoledì prossimo il Tribunale di Brescia sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di fallimento, avanzata sempre dalla procura di Brescia, per una delle casseforti della razza padana, la Fingruppo, il cui patrimonio è stato azzerato dalle debacle borsistiche delle partecipazioni della controllata Hopa.
6 - ACEA, AAA CERCASI NUOVO PRESIDENTE.
Paolo Foschi per il "Corriere della Sera - Roma" - Il conto alla rovescia per il ribaltone all'Acea è partito. Secondo quanto trapela dal Campidoglio, gli uomini del sindaco Gianni Alemanno lavorano per individuare il nuovo presidente della società controllata dal Comune, ma partecipata da soci privati come Francesco Gaetano Caltagirone. Il dossier è seguito in particolare dal parlamentare Andrea Augello, ex assessore regionale al Bilancio. Per evitare scossoni sul titolo in Borsa, la strategia prevede per ora un intervento solo: l'ad, Andrea Mangoni, dovrebbe restare almeno per un paio d'anni. Fabiano Fabiani, nominato da Walter Veltroni, sembra invece destinato a fare le valigie subito dopo l'estate.
Chi prenderà il suo posto? La scelta definitiva non è stata fatta, ma si parla di «un importante imprenditore romano con esperienza in ambito associativo e aziendale ». In primis era stato sondato il nome di Luigi Abete, però non intenzionato a lasciare la presidenza Bnl. Poi è circolato quello di Andrea Mondello, oggi alla guida della Camera di Commercio, ma pare tramontata anche questa ipotesi. Alemanno fra l'altro appena eletto ha detto che il Comune intende mantenere il controllo di Acea. Ma le pressioni a privatizzare ulteriormente l'azienda aumentano. Forse il nuovo presidente dovrà affrontare anche questo problema.
7 - I NAVIGATI DELLA BORSA AVVISTANO OPA..
A. Grass. per "Il Sole 24 Ore" - Chi dice che il listino di Milano dorma, non conosce assolutamente il fiuto degli investitori di Piazza Affari, la loro capacità di anticipare gli eventi. La riprova è che anche l'ultimo delisting, quello comunicato ieri sera su Navigazione Montanari, ha trovato una Piazza Affari "pronta": G&A Montanari non ha fatto nemmeno in tempo ad annunciare il lancio dell'Opa totalitaria, che sul titolo Navigazione Montanari si erano già avventati i rialzisti.Solo nella seduta diieri,terminata ore prima dell'annuncio, le quotazioni hanno fatto segnare un progresso del 7,56%. E giovedì? Un altro balzetto: il mercato all'oscuro dell'Opa in arrivo ha spinto il titolo dell'8,23%. Interessanti anche i volumi delle contrattazioni: ieri mezza Italia si è data appuntamento a Piazza Affari per scambiarsi le azioni Navigazione Montanari. Di solito ( media a 30 giorni) vengono negoziate 222mila azioni al giorno. Ieri, fiuto magistrale, i titoli passati di mano sono stati 1,226 milioni, cinque volte tanto.
8 - IL VIAGRA FALSO CHE BLOCCA LA PFIZER.
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Si chiama Iyad Dogmosh e, con sollievo della farmaceutica Pfizer, è stato condannato a 48 mesi di carcere per contraffazione di Viagra. Il cittadino giordano è stato riconosciuto colpevole da un tribunale del Maryland di avere introdotto negli Stati Uniti 38mila pillole del farmaco della Pfizer contro l'impotenza maschile. La ricetta del Viagra di Dogmosh, che si è rifornito in Egitto, non prevedeva ovviamente che la pillola contenesse la sostanza attiva della Pfizer (il sildenafil citrato).
Il suo Viagra, perfetto nella forma e nel colore, conteneva un comune antibiotico (Flagyl) che, assunto con bevande alcoliche, produce crampi addominali, nausea, vomito e altre sintomatologie poco compatibili con le esigenze degli utilizzatori di Viagra. Per la newyorkese Pfizer, che da quando ha messo in commercio la pillola contro l'impotenza deve fare i conti con ogni sorta di contraffattori, è una vittoria. Basti pensare che il valore commerciale delle sole 38 mila pillole contraffatte da Dogmosh supera i 400mila dollari.
9 - CORDATA INESISTENTE PER IL BANCO POPULAR.
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore" - Potrebbe finire in un aula di un tribunale la scalata latinoamericana allo spagnolo Banco Popular, il terzo istituto del Paese. Un'aula dove non ci saranno gli investitori messicani che dovevano comprare il 20% del Banco, anche perché di loro non sembra esserci nessuna traccia. Secondo quanto ha fatto sapere ieri la Cnmv, la Consob spagnola, «non risulta accreditata l'esistenza di nessun gruppo di investitori con interesse nell'acquisire una partecipazione in Banco Popular». La pista latinoamericana era apparsa sulla scena quando Trinitario Casanova, immobiliarista spagnolo con molti problemi finanziari, aveva annunciato la cessione del suo 3% di Banco Popular a un gruppo di investitori messicani, interessati a salire nel capitale della Banca. Peccato che poi si sia scoperto che buona parte delle azioni dell'immobiliarista erano state pignoratee che Casanova aveva venduto il rimanente 1% ad un altro finanziere iberico. Alla Consob spagnola ora non resta che ricercare «eventuali responsabilità amministrative e penali».
10 - UBS NON PERDE LA PASSIONE PER L'ITALIA.
L. Te. per "Il Sole 24 Ore" - Colpita dalla crisi dei subprime Usa, Ubs cerca il rilancio. La maggior banca elvetica non dimentica però l'Italia,dove è presente con 650 dipendenti e 14 filiali sul territorio. Un mercato che resta di rilievo, come sottolinea Alex Wilmot-Sitwell, presidente e ceo di Ubs per l'area Europa, Medio Oriente, Africa (Emea). Per valorizzare le sinergie interne, la banca rossocrociata ha deciso di esportare l'incarico di Ubs Group Country Head in ogni Paese dell'area Emea. Diego Pignatelli sarà cosi' da settembre Ubs Italy Country Head. Il modello di business integrato di Ubs prevede nella Penisola l'Investment Bank, guidata dallo stesso Pignatelli; un Wealth Management con a capo Giorgio Riccucci ed il suo successore Andrea Cingoli; un Asset Management coordinato da Nicola Vasta. Con questa squadra Ubs cercherà di mantenere e se possibile ampliare le posizioni sul mercato italiano, coordinando gestione di patrimoni e banca di investimento.
Dagospia 21 Luglio 2008