CAFONALINO - IL GIRO DELLE SETTE CHIESE DELLA PIA BETANCOURT, MIRACOLATA DA GESU' NELLA GIUNGLA DELLE FARC A DISPETTO DEI COMUNISTI ITALIANI - ZINGARETTI LE CONSEGNA IL PREMIO PER LA PACE.
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
(Agi) - ''Siamo convinti che Ingrid Betancourt debba ricevere il premio Nobel per la pace, per il suo impegno e la sua testimonianza. La Provincia di Roma, intanto, le consegna il premio 'Provincia Capitale'. Un opera del maestro Codognotto che raffigura il melograno, simbolo della fraternita': non e' il Nobel ma testimonia lo stesso affetto''. Con queste parole, a Palazzo Valentini, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti si e' rivolto a Ingrid Betancourt, ospite dell'ente in questo suo soggiorno romano.
In un breve discorso, il presidente della Provincia ha poi spiegato perche' continuera' a chiedere il Nobel per l'ex ostaggio delle Farc: ''in questa vicenda, in quei 6 drammatici anni di prigionia, il mondo ha percepito il simbolo di una ingiustizia. La sua liberazione e' stata poi vissuta da miliardi di esseri umani come la dimostrazione che per una volta la giustizia trionfa. Per questo noi che non abbiamo mai abbassato la guardia continuiamo a chiedere che alla Betancourt venga assegnato il Nobel per questa battaglia vinta nel nome della democrazia e del diritto''. Secondo Zingaretti, che ha promesso un analogo impegno per la premio nobel della Birmania, ''non bisogna mai ammainare la bandiera della speranza.
Per la Betancourt - ha osservato - in tutto il mondo non si e' mai spenta la luce della speranza e la pressione internazionale e' servita a tenere forte la tensione. Questa mattina - ha aggiunto - ho scritto al governo della Birmania per incontrare a Rangoon Aung San Suu Kyi ancora agli arresti domiciliari: nel 2004 l'avevo incontrata con visto turistico. Non dobbiamo smettere di credere che e' utile continuare a chiedere la liberta' di chi e' vittima di violenze o di regimi insensati''.
Ai giornalisti, Zingaretti ha anche rivelato che ''il rapporto tra la Provincia di Roma e la Betancourt - e' nato dopo che in luglio era in programma una manifestazione con la Montalcini e la collaborazione del quotidiano l'Unita' per chiedere la sua liberazione''. ''La sua liberazione - ha concluso - e' stata la piu' bella ragione per annullare una manifestazione''.
Dagospia 02 Settembre 2008
(Agi) - ''Siamo convinti che Ingrid Betancourt debba ricevere il premio Nobel per la pace, per il suo impegno e la sua testimonianza. La Provincia di Roma, intanto, le consegna il premio 'Provincia Capitale'. Un opera del maestro Codognotto che raffigura il melograno, simbolo della fraternita': non e' il Nobel ma testimonia lo stesso affetto''. Con queste parole, a Palazzo Valentini, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti si e' rivolto a Ingrid Betancourt, ospite dell'ente in questo suo soggiorno romano.
In un breve discorso, il presidente della Provincia ha poi spiegato perche' continuera' a chiedere il Nobel per l'ex ostaggio delle Farc: ''in questa vicenda, in quei 6 drammatici anni di prigionia, il mondo ha percepito il simbolo di una ingiustizia. La sua liberazione e' stata poi vissuta da miliardi di esseri umani come la dimostrazione che per una volta la giustizia trionfa. Per questo noi che non abbiamo mai abbassato la guardia continuiamo a chiedere che alla Betancourt venga assegnato il Nobel per questa battaglia vinta nel nome della democrazia e del diritto''. Secondo Zingaretti, che ha promesso un analogo impegno per la premio nobel della Birmania, ''non bisogna mai ammainare la bandiera della speranza.
Per la Betancourt - ha osservato - in tutto il mondo non si e' mai spenta la luce della speranza e la pressione internazionale e' servita a tenere forte la tensione. Questa mattina - ha aggiunto - ho scritto al governo della Birmania per incontrare a Rangoon Aung San Suu Kyi ancora agli arresti domiciliari: nel 2004 l'avevo incontrata con visto turistico. Non dobbiamo smettere di credere che e' utile continuare a chiedere la liberta' di chi e' vittima di violenze o di regimi insensati''.
Ai giornalisti, Zingaretti ha anche rivelato che ''il rapporto tra la Provincia di Roma e la Betancourt - e' nato dopo che in luglio era in programma una manifestazione con la Montalcini e la collaborazione del quotidiano l'Unita' per chiedere la sua liberazione''. ''La sua liberazione - ha concluso - e' stata la piu' bella ragione per annullare una manifestazione''.
Dagospia 02 Settembre 2008