PICCOLA POSTA - RISPETTO PER AGNELLI; SPRINGSTEEN NON E' PAPPALARDO; MASSONERIA SPAZIALE; A NAPOLI, CASCO.



Riceviamo e pubblichiamo:


Lettera 1 
Caro Dago,
ti scrivo perché tempo fa sei stato l'unico a infrangere la cappa di grottesca reticenza che avvolgeva lo stato di salute del presidente onorario Fiat, dicendo le cose come stavano e chiamando le cose col nome e cognome esatti. Infrangendo l'unanime ipocrisia del sistema dell'informazione che, con tutta questa circospezione, ha avvalorato una tesi scandalosa: ammalarsi, se ottimati, sarebbe vergogna inconfessabile.
Mi hanno sempre spiegato che i giornalisti devono raccontare la verità. E allora vorrei capire perché oggi tutti i giornali italiani hanno pubblicato foto ritoccate (e ritoccate male) del presidente onorario Fiat.
Tutti ormai sappiamo che è un uomo molto malato. Ma non è il solo. Gli altri uomini malati come lui, però, non hanno il privilegio di poter disporre di infografici che al computer disegnano capelli dove non ce ne sono più. Come se fosse una cosa da delinquenti, o meglio da plebei, sottoporsi alla chemio.
Lavorando dove lavoro e non potendomi permettere di lavorare meno o niente del tutto, ti prego di rispettare il mio anonimato.
Ciao e buon lavoro
R

Risposta: No, non sono d'accordo. C'è un limite. Davanti al dolore, chiudo la penna, spengo il computer. La malattia di Agnelli - come di qualsiasi altro comune mortale - merita rispetto da parte di tutti.


Lettera 2
Non so se hai ascoltato "The Rising": spero, con tutto il rispetto, che tu abbia l'onestà intellettuale di rivedere il giudizio che esprimesti illo tempore su Bruce Springsteen paragonandolo a Adriano Pappalardo, e di fare pubblica ammenda
Cordiali saluti
Alfonso

 

Lettera 3
Caro Dago,
poco fa al tg1 ho visto un servizio sui moltissimi motociclisti di Napoli che viaggiano senza casco, intervistato, uno di questi ha detto: "io viaggio senza casco e se dovessi cadere e morire, sono fatti miei!".
Insomma, lui sceglie consciamente di esporsi a questo rischio, ma, mi chiedo, sono davvero fatti suoi ? Se, fortuna sua, dovesse "solo" farsi male, magari con tre mesi di cure ospedaliere potrebbe tornare a casa come nuovo, ma chi paga per la sua conscia scelta di libertà, e se dovesse "solo" rimanere invalido, con una pensioncina a vita, chi paga?
La risposta è scontata , paghiamo tutti.



Voglio fare una proposta (provocatoria), se ad esempio per riabilitare un ragazzo "incidentato" che ha liberamente scelto di non indossare il casco esponendosi ai rischi, sono stati spesi 10mila euro, ebbene, questa cifra resterà da scontare come una sorta di debito verso lo stato,
del tipo, se sul suo 740 o 730 (o quel che è) avrà diritto a scaricare qualche euro, non potrà farlo ma ridurrà il suo debito "virtuale" nei confronti dello stato o magari non potrà accedere ad agevolazioni o sovvenzionamenti vari fino a quando avrà risarcito lo stato e cioè i cittadini.
Insomma, qualcosa che serva (realmente) a far passare il messaggio che ognuno è responsabile delle sue azioni.

E' una provocazione, io allo stato sociale ci tengo (e voto rifondazione) si rischierebbe di entrare in un circolo vizioso con proposte tipo" fumi? hai il cancro ? Ti paghi le spese!" e sarebbe orribile;
credo pero' che sul concetto di responsabilità individuale
non sia stato fatto nulla.
Alessandro Pipino




Lettera 4
Ci vorrebbero far credere che l'unica personalità di spicco vissuta dopo il 1950 con il cognome che inizia con le lettere da A a Fa sia il bravo e compianto Gino Cervi ? Ma mi faccia il piacere!


Lettera 5
Complimenti per il sito e soprattutto per l'ultimo reportage sulla Massoneria. Perchè non ampliarlo ? Magari inserendo anche i massoni "scomodi" cioè quelli che pur divenendo famosi hanno poi creato problemi alla libera muratoria ? La P2 ad esempio, ma solo per citare quello più lampante. Nel caso di specie sarebbe interessante porsi la seguente domanda: era la P2 a farli famosi o se non erano famosi non vi entravano ?
A presto, DAGO, ed ancora complimenti.
Paolo Trapani.


Lettera 6
Balle spaziali! Primo commento dopo avere letto le 5 puntate di "Se devi dire una bugia dilla grossa!" ...oh, no... pardon.... del "Ballo del massone": ma esiste un astronauta americano non iscritto alla massoneria???!!!
Ma che progettavano questi?! Di massonizzare i pianeti??'
Eppure dovrebbe saperlo chi ha stilato quella fanfaronata che "raglio d' asino non sale al cielo!".
Ciao
vittorio - bescia


Dagospia.com 30 Settembre 2002