CINECITTA' HOLDING APERTA - PIONATI RINUNCIA E ORESTE LIONELLO RIDACCHIA: "ORA SARA' 'FINICITTA''."

Fonte Adnkronos

"Spero che i nuovi arrivati cambino il cinema. Prima era 'Piccinecittà' ora sarà 'Finicittà'". Oreste Lionello, a margine del settimo convegno nazionale Agiscuola, commenta con una battuta le nuove nomine a Cinecittà Holding. "Spero che i nuovi arrivati cambino il cinema -dice l'attore- ci sono troppi ragazzini che si sono occupati di cinema negli anni passati, una generazione di mezzo che ha giocato con il cinema come se fossero i balocchi della loro infanzia. Anche nei film comici -conclude Lionello- manca la forza della poesia e della morale, non devono essere solo la fotocopia della realtà".


PIONATI RINUNCIA: "POLEMICHE STRUMENTALI E ATTACCHI PERSONALI"
Francesco Pionati ha deciso di rinunciare alla carica di consigliere di amministrazione di Cinecittà Holding a causa delle polemiche seguite alla sua designazione sulla compatibilità del nuovo incarico con quella di notista politico e vicedirettore del Tg1. "Avrei dovuto firmare oggi alle 15 davanti al notaio ma non ci andrò -spiega- perchè questa doveva essere una cosa bella ma invece l'hanno fatta diventare una questione di Stato".
"Sono onorato e grato per l'indicazione del ministro Urbani -afferma Pionati- ma devo rinunciare. Polemiche strumentali e volgari attacchi personali hanno determinato un clima che toglierebbe serenita' al mio lavoro quotidiano di vice direttore del Tg1. Un lavoro per me assolutamente prioritario che continuerò a svolgere, come sempre con impegno, equilibrio e rispetto di telespettatori, istituzioni e forze politiche".




PIONATI CHE AVEVA DETTO: "SONO STATO SCELTO PERCHE' VEDO 400 FILM L'ANNO."
Leandro Palestini per la Repubblica

Perché un vicedirettore del Tg1 diventa pure consigliere di Cinecittà Holding? «E perché no? Nel diritto dell´Unione Sovietica forse c´era una norma che impediva di conciliare le due cose, non in Italia». Francesco Pionati, notista politico tra i più noti della nostra tv, collaboratore di Panorama, uomo di centro, un tempo vicino a De Mita (è avellinese), non accetta le critiche dei deputati Giuseppe Giulietti (Ds) e Roberto Giachetti (Margherita) che ritengono la sua nomina inopportuna.

Scusi Pionati, lei si è mai occupato di cinema?
«Non in modo accademico. Ma vedo 400 film l´anno, il cinema è la mia seconda passione dopo la politica, credo di essere competente. Diciamo che sono un autodidatta, ho le mie idee in fatto di cinema».

Ma la nomina è squisitamente politica: forse il ministro Urbani sapeva della sua passione?

«Non il ministro Urbani, ma ho avuto dei contatti con altri del suo staff. Posso essere utile a Cinecittà come esperto di comunicazione: a giorni ci sarà una riunione con Avati, mi metterò subito al lavoro».

Non vede nessun "conflitto di interessi" con il suo doppio lavoro? Toglierà tempo alla sua attività di giornalista politico...

«Il tempo si trova, nessun problema. Ripeto, io credo che il cinema italiano vada sostenuto in termini di comunicazione, anche all´estero. Penso che dovremmo sfruttare anche Internet...».

I suoi gusti in fatto di cinema? Cosa ne pensa di Nanni Moretti e dei tanti registi italiani di sinistra?

«Io amo Kurosawa, Wajda e Wenders. Mi piace il cinema indiano, quello giapponese, il cinema di frontiera. Lasciamo stare la politica: Moretti è ottimo, come Virzì e Pupi Avati, che ora è il mio presidente».


Dagospia.com 17 Dicembre 2002