AGRIGENTEIDE: LA VERITA' SU USI E ABUSI NELLA VALLE DEI TEMPLI

Altro che demolizioni. Ad Agrigento in questi giorni altre faccende disturbano i sonni del Sindaco, il Ccd Calogero Sodano. Già due assessori glieli ha arrestati, il Procuratore della Repubblica, Ignazio De Francisci, notoriamente uomo di destra, e già pupillo di Falcone. E il prossimo a finire in galera potrebbe essere lui, il Sindaco.

Nero su bianco, con un esposto alla Procura, l'ha chiesto Beppe Arnone, leader di Legambiente, ex consulente di Mattioli ai Lavori Pubblici e avversario sconfitto di Sodano alle ultime amministrative.

Sodano - dice Arnone - sarebbe a capo di un'associazione a delinquere, con le mani in pasta ovunque: abusivismo, appalti, speculazioni. L'ultima perla del futuro senatore del partito di Casini (sempre di Sodano parliamo), è una villetta: 180 metri quadri e 3000 metri di terreno, intestata alla suocera ottantenne e costruita al centro del Parco Archeologico della Valle dei Templi.

Alla Digos risulta che pure il cancello è fuori legge, rubato nottetempo al cantiere comunale della Rupe Atenea. Arnone - uno che ha litigato con tutti ad Agrigento, a destra e a sinistra - dice che la villa in realtà è di Sodano, e che la licenza autorizzava la semplice ristrutturazione di un ovile.

Silenzio sull'intera vicenda da Forza Italia, che ce l'ha a morte con Sodano, colpevole d'aver cacciato un paio di assessori azzurri nel rimpasto successivo agli arresti. E qualche giorno fa, il giovane leader dei berluscones, Angelino Alfano, ha ricevuto un gentile omaggio: una busta con 3 proiettili.

AGRIGENTEIDE USI E ABUSI NELLA VALLE DEI TEMPLI
Culla di sapere e potere, Agrigento lo è da sempre. Colta. Empedocle, Pirandello, Sciascia, Camilleri. E selvatica. Negli ultimi trent'anni, molti dei grandi cervelli della politica siciliana sono stati agrigentini. Totò Lauricella (psi), Lillo Mannino (dc), Michelangelo Russo (pci). Lauricella è passato a miglior vita, Mannino per qualche tempo è stato ospite degli alberghi a quattro sbarre di Caselli, Russo è stato accusato di aver teorizzato e praticato il consociativismo in salsa sicula.

Eredi un poco più piccoli, i loro. C'è il Sindaco Sodano (ccd), una vita per gli abusivi. C'è l'ex Presidente della Regione Capodicasa (ds), un gesuita coi baffi. E ci sono i due enfant prodige di Forza Italia: il capo dei deputati regionali Angelino Alfano, meno di trent'anni e di trenta capelli, e l'amico avversario Michele Cimino, qualche mese di meno e molto gel in più.

I 2 azzurrini, sempre in amichevole competizione, stanno facendo la guerra a Sodano, che dopo l'arresto di due suoi assessori, ha nominato altrettanti cicciddini. Forza Italia non l'ha presa bene, e per prima cosa ha comunicato a Sodano che il suo posto al Senato se lo poteva pure scordare. Questo non c'entra niente, naturalmente, con il fatto che, qualche giorno fa, alla segreteria particolare di Angelino Alfano sono stati gentilmente recapitati 3 proiettili.

Ce ne sarebbero altri, a dire il vero, di politici intriganti (nel senso di interessanti), a cominciare dai due Beppe. Arnone: una specie di Don Chisciotte, ma molto, molto più furbo. Avvocato, uomo di Legambiente, fa da sempre la guerra agli abusivi e a un centinaio di concittadini: avvocati, giudici, professionisti, politici. La Banda, li chiama nei suoi libri dossier. Ha rischiato pure di finire in galera, ma dietro le sbarre è andata solo l'attuale Sovrintendente ai Beni Culturali, Graziella Fiorentini, troppo onesta per un pm ben noto al Csm.

Oltre che Sodano, don Arnone della Mancia ha due nemici giurati: l'orlandiano Totò Petrotto, Sindaco del paese di Sciascia, Racalmuto, e l'altro Beppe. Una specie di Ulisse, Beppe Scozzari. Mancava da tanto tempo da casa, e dopo un lungo viaggio ha fatto finalmente ritorno. Ex dc (andreottiano), poi rinnovatore nella Rete, ex braccio destro di Di Pietro con l'Asinello, e di recente approdato nel Ppi di Mattarella.

Sempre restando in Commissione Antimafia e - dice Arnone - in buoni rapporti con Sodano e gli abusivi. Beppe "Ulisse" Scozzari, prima delle politiche, vorrebbe far fuori i Proci, gli amici agrigentini dell'ex Ppi Benedetto Adragna, uomo di D'Antoni nel governo regionale di Centro destra.

Quest'ultimo, assessore al Lavoro, di midollo cislino, muove bene le sue pedine. Con una legge regionale, sponsorizzata insieme a Capodicasa, Alfano e Cimino, è riuscito a impedire per i prossimi 2 anni la demolizione delle case abusive della Valle dei Templi (quelli buttati giù dalle ruspe erano 6 scheletri, completati in fretta nella speranza di farli rientrare nella moratoria).

Poi, chi vivrà, vedrà. Magari a Roma ci sarà un governo amico. Il fatto è che ad Agrigento - per qualche curiosa e antica manipolazione genetica - non ci sono i fissa, gli scimuniti, insomma: sono tutti sperti. E che ogni tanto si comunica con interviste al vetriolo, carte bollate e proiettili, non deve scandalizzare. Difettano un poco di parola. Ma non è che si può avere tutto.

(Copyright Dagospia.com 26-01-2001)