POST-SADDAM MEDIA-WAR - LA CBS OFFRE "DI TUTTO, DI PIÙ" PER UN'INTERVISTA AL SOLDATO JESSICA LYNCH. ABC E NBC RESTANO AL PALO E S'INCAZZANO.
I potenti mezzi dei grandi gruppi d'informazione sono sempre più al centro del dibattito in America. L'ultimo capitolo è rilanciato dal New York Times, e riguarda le pressioni e le promesse che i grandi network stanno facendo per ottenere l'intervista esclusiva con Jessica Lynch, la soldatessa americana prigioniera di guerra in Iraq, liberata con un'operazione delle forze speciali che nelle settimane successive alla fine della guerra è stata da molti criticata e ritenuta taroccata.
Ora che Jessica è tornata in America sono in molti a contendersi la sua prima uscita pubblica e una lettera della CBS (ottenuta dal New York Times) ha scatenato le critiche dei concorrenti, che accusano il network di aver utilizzato tutta la sinergia possibile con le altri unità del gruppo Viacom, per convincere la Lynch.
Se infatti Katie Couric della NBC non ha potuto fare altro che inviare alla militare dei libri patriottici tra i quali spiccava l'autobiografia di Rudolph Giuliani, e Diane Sawyer, volto di ABC News, si è limitata ad un medaglione contenente una foto della casa di famiglia di Jessica a Palestine, West Virginia, dalla CBS sono piovute offerte che avrebbero fatto invidia a qualunque star della tv.
La lettera recita: "In allegato troverete i progetti di proposte da CBS News, CBS Entertainment, MTV networks e la casa editrice Simon & Schuster"; inoltre la vice presidente di CBS News, Betsy West, ha scritto ai rappresentanti militari di Jessica: "Dagli autorevoli reportage di CBS News, fino all'approccio giovanile di MTV, riteniamo la nostra una combinazione unica di progetti che possono rendere giustizia alla commovente storia di Jessica."
In breve, in un sol colpo Viacom offre al "Private Lynch" un tv movie sulla sua vita attraverso CBS Entertainment, un libro con la Simon & Schuster, "basato sul suo viaggio da Palestine, West Virginia, fino al cuore dell'Iraq.", e, per finire, MTV, con un programma di un'ora presentato da lei e dai suoi amici, o una speciale edizione di "Total Request Live" in suo onore e, "perché no?", anche un concerto in diretta dalla sua città natale, con ospiti come Ashanti e Ja Rule.
Inutile dire che la pubblicazione della lettera ha fatto scatenare le reazioni di chi ritiene che le concentrazioni editoriali non possano che ledere la libertà d'informazione e le possibilità per gruppi più piccoli di ottenere storie e interviste interessanti.
Ma il network si difende sempre con Betsy West: nessuna promessa di un libro o un film. Veniva solo espresso l'interesse da parte della Viacom per la sua storia, "Nella lettera non c'è un 'quid pro quo' sottinteso."
Non ce n'è alcun bisogno, aggiungiamo noi.
Dagospia.com 16 Giugno 2003
Ora che Jessica è tornata in America sono in molti a contendersi la sua prima uscita pubblica e una lettera della CBS (ottenuta dal New York Times) ha scatenato le critiche dei concorrenti, che accusano il network di aver utilizzato tutta la sinergia possibile con le altri unità del gruppo Viacom, per convincere la Lynch.
Se infatti Katie Couric della NBC non ha potuto fare altro che inviare alla militare dei libri patriottici tra i quali spiccava l'autobiografia di Rudolph Giuliani, e Diane Sawyer, volto di ABC News, si è limitata ad un medaglione contenente una foto della casa di famiglia di Jessica a Palestine, West Virginia, dalla CBS sono piovute offerte che avrebbero fatto invidia a qualunque star della tv.
La lettera recita: "In allegato troverete i progetti di proposte da CBS News, CBS Entertainment, MTV networks e la casa editrice Simon & Schuster"; inoltre la vice presidente di CBS News, Betsy West, ha scritto ai rappresentanti militari di Jessica: "Dagli autorevoli reportage di CBS News, fino all'approccio giovanile di MTV, riteniamo la nostra una combinazione unica di progetti che possono rendere giustizia alla commovente storia di Jessica."
In breve, in un sol colpo Viacom offre al "Private Lynch" un tv movie sulla sua vita attraverso CBS Entertainment, un libro con la Simon & Schuster, "basato sul suo viaggio da Palestine, West Virginia, fino al cuore dell'Iraq.", e, per finire, MTV, con un programma di un'ora presentato da lei e dai suoi amici, o una speciale edizione di "Total Request Live" in suo onore e, "perché no?", anche un concerto in diretta dalla sua città natale, con ospiti come Ashanti e Ja Rule.
Inutile dire che la pubblicazione della lettera ha fatto scatenare le reazioni di chi ritiene che le concentrazioni editoriali non possano che ledere la libertà d'informazione e le possibilità per gruppi più piccoli di ottenere storie e interviste interessanti.
Ma il network si difende sempre con Betsy West: nessuna promessa di un libro o un film. Veniva solo espresso l'interesse da parte della Viacom per la sua storia, "Nella lettera non c'è un 'quid pro quo' sottinteso."
Non ce n'è alcun bisogno, aggiungiamo noi.
Dagospia.com 16 Giugno 2003