BOMBA SU COLIN POWELL - UN SUO EX COLLABORATORE LO ACCUSA IN TV: "NEL SUO DISCORSO ALL'ONU INGANNÒ GLI AMERICANI. SADDAM NON ERA UNA MINACCIA PER NESSUNO."

Ogni giorno che passa è un giorno in meno prima delle elezioni presidenziali. E ogni giorno che passa i sondaggi vedono scendere Bush ai minimi storici. L'ultima rilevazione CNN/Today news sostiene che verrebbe rivotato solo dal 38% degli americani. E in questo tutt'altro che roseo contesto, arriva un'altra mazzata proprio dall'interno dell'amministrazione, e contro il volto più presentabile (secondo i detrattori) del governo americano: il segretario di stato Colin Powell. A parlare è il suo ex analista sulla questione delle armi proibite irachene Greg Thielmann, che senza mezzi termini ha dichiarato al giornalista di Cbs News, Scott Pelley, che Powell ha ingannato gli americani.

Il riferimento è al famoso discorso del segretario di stato alle Nazioni Unite del 5 febbraio 2003, nel quale - trasformandosi da colomba a falco - dichiarava la pericolosità di Saddam Hussein sulla base di fonti di intelligence che non convinsero nessuno.
Oggi Thielmann dice che il quel momento l'Iraq non era una minaccia per nessuno, nemmeno per i suoi vicini. "Penso che quel discorso sia stato uno dei momenti più bassi di quella che altrimenti è una lunga e onorevole carriera al servizio della nazione.".



Per l'ex assistente di Powell, la decisione di muovere guerra all'Iraq fu presa e poi le fonti di intelligence vennero interpretate con l'obiettivo di rendere credibile la minaccia posta dal Rais. I principali responsabili sarebbero alcuni settori dell'amministrazione e membri dell'intelligence, motivati politicamente. "Sapevano quello che il governo voleva sentirsi dire. Erano sordi e ciechi a qualunque informazione o analisi diversa dalla loro che altri settori dei servizi potevano produrre", conclude Thielmann: "Una dose di colpa la darei all'Intelligence , ma il grosso della responsabilità è del governo".


Dagospia.com 15 Ottobre 2003