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“IL VOTO DELLE REGIONALI RENDE PIÙ CONTENDIBILE IL GOVERNO DEL PAESE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – LO STRATEGA DEM GOFFREDO BETTINI, OSPITE A “DIMARTEDI’”, PUNTELLA LA COALIZIONE PROGRESSISTA RIMANDANDO LA DIVISIVA QUESTIONE DI CHI GUIDERA' IL "CAMPO LARGO": "LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER? È UN TEMA CHE VA AFFRONTATO DOPO, PIÙ VICINO ALLE ELEZIONI, PERCHÉ SE LO AFFRONTIAMO ADESSO FACCIAMO LA MAIONESE IMPAZZITA. ORA DOBBIAMO CONSOLIDARE UN’INTESA FRA TUTTE LE FORZE DEL CENTROSINISTRA. DALL’ALTRA PARTE CI SONO QUELLI CHE SENTONO LA DEMOCRAZIA COME UNA CAMICIA DI FORZA, NEL LORO CUORE BATTE ALTRO…” – VIDEO

 

 

 

Trascrizione dell’intervista di Goffredo Bettini a ”Dimartedì"

 

 

Giovanni Floris: Benvenuto a Goffredo Bettini, storico dirigente del Partito Democratico, figura molto ascoltata della sinistra italiana. Allora, il voto di ieri, lei come lo interpreta? Non solo quello di ieri, ma quello di tutte le amministrative che sono finite tre a tre sostanzialmente. 

goffredo bettini dimartedì

 

Goffredo Bettini: Beh, quello di ieri è stato un voto molto buono. Rende molto più contendibile il governo del paese alle prossime elezioni politiche. Questo mi pare il dato di fondo. Naturalmente dobbiamo considerare tutte le regioni, quindi c’è una lotta difficile in equilibrio, che dobbiamo nei prossimi mesi saper interpretare nel modo migliore. 

 

Giovanni Floris: Ecco, cos’è che rende contendibile il paese? La prova del centrosinistra unito, la debolezza che ha mostrato Fratelli d’Italia nel perdere alcuni voti, il fatto che stanno là là, che cosa? 

Goffredo Bettini: Eh, soprattutto il fatto che quando noi siamo uniti, c’è una grande volontà di aprirsi, di allargare e nello stesso tempo presentiamo delle personalità credibili, come è stato nel caso soprattutto della Puglia e della Campania, noi vinciamo e vinciamo anche con uno scarto notevolmente positivo. 

 

Giovanni Floris: Cos’è che fa, diciamo, l’arma del centrosinistra? La scelta della persona oppure quale che sia la persona, l’importante è che siano in tanti a votarla, poi parleremo di quanti voti. 

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Goffredo Bettini: Tutte e due, tutte e due. Secondo me le persone contano, contano molto. Io penso alla performance straordinaria di Decaro, che ha avuto veramente un successo molto importante, conta perché è gente legata alla terra, al suo territorio, gente concreta, pragmatica, appassionata, pulita che trasmette empatia.  

 

Quindi contano molto le persone e conta naturalmente lo schieramento. Io non dico campo largo, perché sono uno dei primi ad aver coniato questa parola poi mi hanno criticato, però di campo largo si tratta. 

 

Giovanni Floris: Senta, però il campo largo visto da destra, almeno così lo definisce Giorgia Meloni e i suoi, dicono “Va bene, questi si mettono insieme per batterci, lo hanno sempre fatto, l’abbiamo visto con l’Unione di Prodi, lo stesso Ulivo alla fine si scollò, si mettono insieme perché hanno paura di noi, ma poi quando si tratta di governare sono troppo diversi tra di loro”. 

Goffredo Bettini: Non mi pare che possa dare lezioni in questo senso. Se c’è una coalizione contraddittoria, divisa, lo ha dimostrato in tutti i modi è proprio quella della destra. A me pare che invece la ricerca programmatica nel nostro campo sia molto più seria.  

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Lo hanno ribadito tutti, dobbiamo fare un percorso, già facciamo tante iniziative insieme, non lo dobbiamo sottovalutare, a partire dalla finanziaria, abbiamo fatto degli emendamenti unitari, ma c’è ancora un percorso da fare, ma noi lo facciamo seriamente questo percorso e nessuno rinuncia a priori alle proprie specificità. Sarà un processo di osmosi e dall’altra parte mi pare che sia proprio il potere a tenerli insieme. 

 

Giovanni Floris: Ecco, il potere, ma anche mi pare che sia questo il dato fondamentale. Anche una grossa capacità di leadership probabilmente di Giorgia Meloni. Lei quando parla di divisioni, che pensa? A Meloni e Salvini? 

Goffredo Bettini: Meloni, Salvini, insomma, la stessa Forza Italia, non mi pare che ci sia un marciare insieme uniti su tutto. 

 

Giovanni Floris: In Veneto cos’è successo, secondo lei? 

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Goffredo Bettini: In Veneto è successo che Zaia ha governato bene e quindi il risultato del Veneto è il risultato di un governatore che ha governato bene. Noi abbiamo messo in campo un’opposizione giusta con un candidato che ha fatto veramente la sua parte, però il risultato rispecchia un dato. 

 

Giovanni Floris:  Quindi non è Salvini e Zaia? 

Goffredo Bettini: Zaia non è Salvini. E questo ha vinto. 

 

Giovanni Floris: Qual è la differenza? 

Goffredo Bettini: Fra Zaia e Salvini? Zaia ha ribadito più volte che il suo stile, il suo modo di rapportarsi con i cittadini, le espressioni che usa, sono molto distanti. 

 

Giovanni Floris: Non è la destra di Salvini che governa. 

Goffredo Bettini: Non è la destra aggressiva, è la destra di governo. 

 

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Giovanni Floris: Se per il nord si identifica nel derby tra Meloni e Salvini, c’è un derby nel centrosinistra, Schlein e Conte. A quanto sembra di capire, entrambi puntano alla leadership della coalizione, uno ha vinto in Campania, l’altra ha vinto in Puglia, uno è riuscito a portare i 5 Stelle a conquistare una regione, l’altra ha tenuto insieme un campo largo, se la vedono loro due? 

Goffredo Bettini: Non lo so. Penso che adesso il problema sia mantenere questa alleanza. Ho visto sia la Schlein sia Conte impegnati tantissimo sia in Puglia che in Campania.  

 

Conte ha dato un contributo anche notevole a sostenere Decaro, persino a sostenere la libertà di Decaro di andare al voto in certe condizioni, comunque con una fiducia che si apre con lui una nuova stagione, nonostante quelle passate abbiano fatto tanto. 

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Giovanni Floris: Sì, tutti e due hanno lavorato, però vogliono essere presidente del Consiglio o no? 

Goffredo Bettini: Questo è un tema che va affrontato dopo, più vicino alle elezioni, perché se lo affrontiamo adesso facciamo la maionese impazzita. Ora dobbiamo consolidare un’intesa, io la chiamo repubblicana, costituzionale fra tutte le forze del centrosinistra, dalle liste civiche che si stanno manifestando fino alla sinistra più radicale. 

 

Giovanni Floris: C’è anche Renzi in mezzo? 

Goffredo Bettini: Certo, nella lista civica. 

 

Giovanni Floris: Cioè, quella è l’area riformista. 

Goffredo Bettini: Quell’area riformista, l’esperienza che sta facendo Onorato, straordinaria, che si sta espandendo in tutta Italia. Queste cose devono trovare il modo di stare insieme, non di litigare. 

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Giovanni Floris: Ci starà anche parte del PD, perché parte del PD la Schlein la digerisca a fatica o no? I riformisti, quelli che guardano in qualche misura anche a questa casa riformista di Fini. 

 Goffredo Bettini: No, ma io sono per un partito pluralista. 

 

Giovanni Floris: Lei, ma la Schlein pure? 

Goffredo Bettini: Sì, lo ha dimostrato, la pazienza ne ha avuta tanta, però il pluralismo deve trovare una sintesi. Prima delle elezioni ci dovrà essere un documento che dica “Ecco, queste sono le nostre cose, le cose decise, ascoltando tutti, ma ci dovrà essere quella sintesi. Ancora alla Schlein non è stata data la libertà di fare con piena autonomia”. 

 

Giovanni Floris: Servirebbe un congresso per darle questa autonomia? 

Goffredo Bettini: Basta un’assemblea nazionale. 

 

Giovanni Floris: In cui dicono “Il capo sei tu, metti tutti d’accordo”. 

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Goffredo Bettini: Sì, si dice: “Questo è il nostro programma e tu sei la leader del partito”. La vicenda del premier viene dopo, se no facciamo confusione. 

 

Giovanni Floris: Secondo lei viene scelta con le primarie o si mettono d’accordo? 

Goffredo Bettini: O si fa come ha fatto la destra, che il partito più grande esprime il premier, oppure si fa attraverso le primarie, un modo democratico e aperto in cui nessuno si imbroglia. 

 

Giovanni Floris: Ti tocca soprattutto. Allora, perché lei oggi è qua? Lei oggi è qua in veste di direttore, perché sta riportando in vita la storica rivista fondata da Togliatti nel ’44, Rinascita. Perché proprio adesso? 

Goffredo Bettini: Rinascita è un’eco antica che però ha ancora forza, perché è stata una rivista di politica e cultura. Sento moltissima l’esigenza di mettere nella politica più cultura, più approfondimento.  

bettini schlein orlando

 

Ora le notizie durano due ore, ma c’è una parte di elettorato che vuole qualcosa di più serio, vuole imparare qualcosa quando parlano i politici, vuole capire di più. Rinascita ha questa voglia di approfondimento che aveva quella di Togliatti. Ho scoperto che in realtà non è stata fondata la rivista fondata solo da Togliatti, ma da Papini nel 1938, che mete insieme diverse culture. 

 

Giovanni Floris: Di diverso orientamento. Lei quali culture vuole mettere insieme? 

Goffredo Bettini: Io sono sempre stato per la sintesi tra il socialismo mondato dagli errori e orrori del socialismo reale dell’est, insieme al messaggio cristiano, che sento fortissimo oggi attuale. 

 

Giovanni Floris: Ma non c’era già il PD? Non era il PD questo? 

ELLY SCHLEIN - ROBERTO FICO - GIUSEPPE CONTE

Goffredo Bettini: Sì, però non tutto si raccoglie nel PD. Molte espressioni non si raccolgono nel PD. Poi il pensiero repubblicano, laico. Io sono figlio di un avvocato repubblicano, amico di La Malfa. Ricordo La Malfa come una grande personalità e faro della democrazia italiana. 

 

Giovanni Floris: Perché si devono mettere insieme tutti questi? All’altra parte chi c’è? 

Goffredo Bettini: Dall’altra parte ci sono quelli che sentono la democrazia non come un’occasione, ma come una camicia di forza, devono essere per forza democratici, ma nel cuore batte altro. 

fico schlein conte

 

GOFFREDO BETTINIroberto gualtieri - stefano bonaccini - giuseppe conte - enrico gasbarra - goffredo bettini

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