boldi de sica de laurentiis

“AURELIO DE LAURENTIIS NON HA VOLUTO PIU’ PRODURRE UN FILM CON ME” – MASSIMO BOLDI FA 80 ANNI E SI RACCONTA A "CHI" – “CIRCA TRE ANNI FA AURELIO MI AVEVA PROPOSTO UNA SERIE, VITA DA BOLDI, CON UNA CONCEZIONE SIMILE A QUELLA DI VITA DA CARLO CON CARLO VERDONE. MA IL BUDGET NON ERA QUELLO DEI FILM DI NATALE” – “MI MANCA IL FILM DI NATALE. MI MANCA VEDERE LA FILA FUORI DALLE SALE PER VEDERE IL CINEPANETTONE” – L’IDEA DI UNO SPETTACOLO CON TEO TEOCOLI (“ADESSO NON LITIGHIAMO NEANCHE PIÙ, MAL CHE VADA CI IGNORIAMO”), DE SICA "INORRIDITO" DALLA PROPOSTA DI VIRZI', LE CAUSE PERSE PER GLI SKETCH E LE BATTUTE CHE GLI HANNO SCIPPATO E LE DONNE: “HO APPESO LE CHIAPPE AL CHIODO. MI SONO TRANQUILLIZZATO. INNAMORARMI DI NUOVO? UNA CAUSA PERSA”

Valerio Palmieri per “Chi”

 

boldi de sica

Sono arrivato a 80 anni e la considero una fortuna. Sono i miei migliori 80 anni!». Massimo Boldi taglia uno storico traguardo con gioia ma anche con alcune riflessioni importanti. Il comico, in fondo, è un bambino, e lui ne è l’esempio più luminoso.

 

«Sì, da un lato sono felice, ma non sto vivendo questo compleanno con il solito entusiasmo, con la gioia e la serenità che mi hanno accompagnato nei momenti più belli, perché gli anni sono volati via in fretta. Sono quasi seccato, meravigliato. Non me ne rendo conto. Guardando avanti sono curioso, credo di poter fare più di quello che ho fatto finora, non tanto nel lavoro, ma nella mia vita».

 

BOLDI DE SICA DE LAURENTIIS

Buono, generoso, sincero, a volte ingenuo, Boldi continua a esplorare i momenti, a concedersi al pubblico. «Sono in camerino, parliamo pure, aspetto di salire sul palco». In realtà abbiamo capito male: è a Camerino, in provincia di Macerata, ospite d’onore della rassegna Camerino cabaret. Domanda. Come affronta il palco? Risposta. «Io sono sempre stato un po’ preoccupato, ansioso, uno dei miei tormentoni è “ta-ta-ta-tachicardia”. Ma più che altro sono dubbioso, pensieropensieroso, fino a quando non parto. Poi vado bene, sono sempre io. Il palco è come un elisir per noi artisti».

folliero boldi artom convertini raspelli

 

D. Rimpianti?

R. «Bisogna ammettere che il mondo è cambiato. Guarda il cinema. Non è che dici “adesso faccio un film”, perché magari trovi il produttore, ma non trovi più i distributori».

 

D. C’è un film che vorrebbe fare?

R. «Sì, Natale in casa Boldi. La mia è una casa festosa, accogliente, piena di amici, di famigliari. Per tanti anni ho fatto compagnia agli italiani durante le Feste, adesso li vorrei ospitare a casa mia. Mi piacerebbe fare una cosa dolce e amara, alla Eduardo De Filippo, Natale in casa Cupiello ».

 

D. Potrebbe produrlo Aurelio De Laurentiis, che ha prodotto i suoi cinepanettoni e che, nell’imitazione di Max Giusti, parla sempre di lei.

vincenzo salemme enzo salvi massimo boldi ole

R. «Io e Aurelio ci vogliamo bene, ci sentiamo. Ma non ha più voluto produrre un film con me. Circa tre anni fa mi aveva proposto una serie, Vita da Boldi, con una concezione simile a quella di Vita da Carlo con Carlo Verdone. Ma diciamo che il budget non era quello dei film di Natale».

 

D. Oggi assomiglia molto al personaggio che le fece interpretare Pupi Avati in Festival. Un attore bravissimo che, all’ultimo momento, viene privato del premio che stava per ricevere.

papa francesco e massimo boldi

 R. «Ah sì, oggi lo farei benissimo quel personaggio! Mi sento un attore molto amato che ha avuto meno di quello che avrebbe meritato. La gente mi ferma, mi dice: “Ma lo sai che mi fai ridere fin da quando ero bambino?”. Pensi a quante battute, quanti slogan, quanti tormentoni ho messo nei miei film, improvvisando, scrivendo, adattando il personaggio al mio stile».

 

D. Molti grandi attori alla sua età finirono dimenticati, si intristirono, pensi a Gassman, a Tognazzi.

 R. «Io devo dire che mi ritengo un po’ come un’opera d’arte che si deve guardare. Diciamo che vivo di rendita (ride, ndr). Se fai un elenco di grandi artisti ti rendi conto che hanno avuto successo e poi, a un certo punto, hanno esaurito la vena. Ed è lì che viene fuori l’amore del pubblico. Quando il pubblico si innamora di te, e decide che tu sei proprio quello che volevano che fossi, hai raggiunto il risultato. Sarai per sempre nel loro cuore, anche dopo la morte. Per questo dico che vivo di rendita, vivo con questa faccia che il pubblico mi ha dato».

 

massimo boldi vincenzo salemme ole

D. Per certi versi è un monumento.

 R. «Sì, mi piace. Ed è per questo che dico che mi manca il film di Natale. Mi manca vedere la fila fuori dalle sale per vedere il Cinepanettone».

 

D. È vero che lei e Teo Teocoli vorreste fare uno spettacolo celebrativo, come ai vecchi tempi?

R. «Sì, ci siamo visti, ne abbiamo parlato. Ma non vorrei che fosse uno spettacolo in cui continuiamo a prenderci a bastonate, immagini due vecchi che si prendono a bastonate!Con Teo siamo amici, non puoi dimenticare una vita insieme. Adesso non litighiamo neanche più, mal che vada ci ignoriamo».

 

massimo boldi silvio berlusconi

D. Chi sono i suoi amici nello spettacolo?

R. «Quelli con cui ho lavorato sempre: Diego Abatantuono, Christian De Sica, Ezio Greggio, Enzo Salvi. E poi Renato Pozzetto. Un fuoriclasse assoluto, lui è sempre stato il capobanda. Sa perché non si fanno più film come i nostri? Perché siamo irripetibili. Non ci sono talenti come noi. Anche Totò, alla fine della sua carriera, fece dei film tanto per fare, ma era sempre Totò. Non c’è stato un altro dopo di lui».

 

D. Christian De Sica continua a fare film, magari diversi dai vostri, perché non fa così anche lei?

R. «Due anni fa Paolo Virzì ci propose un film, Morti dal ridere, che ricordava Il sorpasso con Trintignant e Gassman, solo che qui sarebbe stato “il trapasso”. Era un film forte, la storia di due artisti vecchi che avevano anche momenti di défaillance, problemi della vecchiaia. Christian è inorridito, io l’avrei fatto».

silvio berlusconi massimo boldi

 

D. Parliamo di donne. Ha appeso le scarpe al chiodo?

R. «Sì, ho appeso le chiappe al chiodo (ride, ndr). No, basta. Le frequento, mi cercano, ma mi sono tranquillizzato».

 

D. Da quando non c’è più Marisa, sua moglie, ne ha combinate tante.

R. «Marisa è l’unica donna della mia vita. E mi dava una direzione. Da quando non c’è più lei ho fatto danni, prima ero più ligio, mi metteva in riga. Mi ha lasciato tre figlie stupende, una meglio dell’altra. Ogni tanto mi tirano le orecchie».

massimo boldi adriano celentano

 

D. Di che cosa va più fiero della sua carriera?

R. «Essere entrato nella vita delle persone, nel loro linguaggio, nei loro modi di dire. I miei personaggi nascevano dall’improvvisazione, dall’osservazione. Erano persone che incontravamo in giro per i bar, di notte, con gli amici del Derby cabaret. Erano veri, per questo la gente li riconosceva».

 

D. Lei e quel gruppo, di cui facevano parte anche Diego Abatantuono, Giorgio Faletti, guidati da Enzo Iannacci e Cochi e Renato, avete inventato personaggi e tormentoni.

massimo boldi

R. «Sì, e ogni tanto c’erano dei prestiti. Per esempio ho inventato “ho la lingua amara” ma lo usava anche Pozzetto. Era un patrimonio comune, eravamo sempre noi, i modi di dire erano di tutti».

 

D. Il Derby è stato una scuola. Lei ci è arrivato con la sua comicità surreale, quasi infantile. Da chi ha imparato?

R. «Io penso che un po’ sia stato anche il caso. Il talento non lo puoi definire, è quella cosa per cui uno diventa un calciatore o un pilota di Formula 1. Io, da piccolo, avevo un idolo, che era Totò. Lo imitavo. A lui mi accomuna una cosa: la faccia. Abbiamo una faccia che ci ha aiutato molto».

 

D. Chi del suo gruppo aveva più successo con le donne?

R. «Teo non si batte, dava dei chilometri a tutti».

 

D. Venivate dal nulla e siete esplosi, anche grazie alla televisione. Come ha vissuto quel cambiamento?

R. «Guardi, io nella vita ho fatto di tutto: il vetrinista, il venditore porta a porta, ho anche gestito una latteria. E poi suonavo la batteria. Il successo è venuto in modo naturale, senza farci troppe domande, senza programmare. L’abbiamo vissuto bene, forse inconsapevolmente».

boldi de sica

 

D. E adesso che cosa vuole fare?

R. «Mi voglio divertire e vorrei riprendermi indietro tutto quello che mi è stato tolto ingiustamente».

 

D. Ecco la polemica.

R. «Ma no guardi, io ho fatto un sacco di cause e le ho perse tutte, ci ho fatto anche un libro. Possibile che non ne abbia mai vinta una? Però penso agli sketch, alle idee, alle battute che mi hanno portato via. Penso ai produttori che hanno i diritti d’immagine dei nostri film. Sì, sono un brontolone. Sono quello delle cause perse».

 

D. E non vorrebbe innamorarsi di nuovo?

 R. «No, anche quella sarebbe una causa persa».

teo teocoli massimo boldi

 

 

massimo boldi raffaella carràderby club Ernst Thole Diego Abatantuono Enzo Jannacci Mauro Di Francesco Giorgio Porcaro Massimo Boldi e Giorgio Faletti boldi de sicamassimo boldimassimo boldi luke perrymelania rizzoli massimo boldimassimo boldi e daniela santanche al twiga - ferragosto 2023massimo boldi alena seredova

 

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”