
GUAI IN VISTA PER BOOKING - QUINDICIMILA ALBERGATORI EUROPEI VOGLIONO FARE CAUSA AL SITO, CHE AVREBBE IMPEDITO AGLI OPERATORI TURISTICI DI OFFRIRE UN PREZZO MIGLIORE RISPETTO A QUELLO OFFERTO ONLINE DALLA MULTINAZIONALE - FEDERALBERGHI: “CI PRESENTEREMO AL TRIBUNALE CIVILE DI AMSTERDAM PER CHIEDERE VENT’ANNI DI DANNI, STIMANDOLI NEL 30% DELLE COMMISSIONI PAGATE” - AL CENTRO DELLO SCONTRO C’È LA “CLAUSOLA DI PARITÀ” IMPOSTA DA BOOKING...
Estratto dell'articolo di Rosaria Amato per “la Repubblica”
Quindicimila albergatori europei pronti a chiedere a Booking.com un risarcimento per i danni causati dall'applicazione della "clausola di parità", che impediva agli operatori turistici di offrire ai propri clienti un prezzo migliore di quello offerto online dalla multinazionale.
«L'Italia, con circa 3.000 hotel registrati, è il Paese con il maggior numero di partecipanti, seguita da Germania, Paesi Bassi, Grecia e Austria», rivendica con orgoglio Federalberghi, che ha promosso la class action insieme a Hotrec, l'associazione Ue dell'ospitalità, e altre 30 organizzazioni di vari Paesi. [...]
«Ci presenteremo al Tribunale civile di Amsterdam per chiedere 20 anni di danni, stimandoli nel 30% delle commissioni pagate», afferma il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara.
In una nota tuttavia Booking.com definisce «inesatte e fuorvianti» le dichiarazioni delle organizzazioni alberghiere, obiettando che la Corte di Giustizia «si è semplicemente limitata ad affermare che queste clausole rientrano nell'ambito di applicazione del diritto della concorrenza dell'Ue».