meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - A 53 GIORNI DAL RINNOVO DELLA GOVERNANCE DI GENERALI, A CHE PUNTO È IL RISIKO BANCARIO? NEL SUO SOGNO DI CONQUISTARE IL LEONE DI TRIESTE, EVITANDO PERO' IL LANCIO DI UNA COSTOSISSIMA OPA, PARE CHE NELLA TESTA DI CALTA FRULLI UN PIANO IN DUE TEMPI: INTANTO CONQUISTARE LA MAGGIORANZA NEL CDA DELLA COMPAGNIA, DOPODICHÉ PAPPARSI MEDIOBANCA COL SUO 13% DI GENERALI (SEMPRE CHE NON ARRIVI A PIAZZETTA CUCCIA UN CAVALIERE BIANCO) – ALL’OFFENSIVA DI CALTA, L’ASSO NELLA MANICA DI DONNET SI CHIAMA UNICREDIT. ORCEL AVREBBE PERSO L’ENTUSIASMO PER BPM E SAREBBE BEN FELICE DI PORTARSI A CASA BANCA GENERALI - TANTO PER SURRISCALDARE IL CLIMA GIÀ TOSSICO È ARRIVATA IERI “LA STAMPA” CHE LANCIAVA ‘’L’IPOTESI DEL CONCERTO CALTAGIRONE-MILLERI” (SMENTITA)…

PHILIPPE DONNET GENERALI

DAGOREPORT

A che punto è il risiko bancario che vede in ballo Generali, Mediobanca, Mps, Bpm, Unicredit?

 

A 53 giorni dal rinnovo della governance della Compagnia di Trieste (28 aprile), la risposta è un tonante Boh! E’ in corso una partita a poker i cui partecipanti – Caltagirone e Milleri da una parte, Nagel e Donnet dall’altra, con in mezzo Andrea Orcel – è sempre più attorcigliata e ricca di colpi di scena.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

 

 

Nell’eterno sogno di conquistare il ricchissimo forziere di Generali, evitando ovviamente di pagare un premio di maggioranza attraverso il lancio di una costosissima Opa, pare che nella testa dell’ottuagenario Caltagirone frulli nella testa un piano in due tempi.

 

Intanto, con l’arrivo del Decreto Capitali, caro al duplex romano-lombardo, questa volta non ci sarà la lista del Cda uscente per i 13 posti in ballo nel consiglio. A differenza della lista “lunga” che squadernerà Mediobanca, proprietaria del 13% della Compagnia, con la riconferma del presidente Sironi e dell’ad Donnet, Caltagirone avrebbe intenzione, sempre col supporto del fido Milleri, di presentare una lista “corta”, di minoranza, formata da cinque o sei nomi che, dicono, sarebbe priva del candidato a prendere il posto del disistimato Donnet.

Alberto Nagel Caltagirone

 

Una indiscrezione, la lista “corta” di Calta, che lascia un po’ perplessi: secondo le norme di Generali, la lista che ottiene il maggior numero di voti dai soci, ha il diritto di portarsi a casa ben dieci consiglieri, chi perde solo tre.

 

Fonti ben informate spiegano che il piano di Caltariccone preveda, in caso di vittoria, di avere intanto la maggioranza in Cda.

 

A quel punto, sarà lui il kingmaker in Generali e tutti dovranno tener conto. Dopodiché, per completare il piano di conquista, attraverso l’Opa lanciata da Mps, si papperà Mediobanca con il suo 13% del Leone di Trieste. E voilà, i giochi son fatti…

alessandro benetton

 

In tale labirinto di “se” e condizionali, occorre aggiungere il corteggiamento di Calta all’azionista Alessandro Benetton (col 4%) che non ha ancora sciolto le riserve su quale lista avrà il suo voto, mentre la Fondazione di Cassa di Risparmio di Torino (col 2%) si rimetterà alla decisione del Cda (ma il presidente Anna Maria Poggi ascolta molto il Mes di Giorgetti e potrebbe votare la lista Calta).

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

 

 

Sempre che non spunti alla fine un Cavaliere Bianco a lanciare un'Opa su Mediobanca, come  si preparano Nagel e Donnet a rispondere all’offensiva di Calta & Milleri?

 

Intanto, chiamando a raccolta i grandi fondi istituzionali che, con la presidenza Donnet, hanno intascato doviziosi dividendi, quindi per nulla propensi ad affidare la governance a un imprenditore per loro del tutto sconosciuto come l’immobiliarista romano.

 

Ma l’asso nella manica di Donnet si chiama Unicredit. Andrea Orcel ha rastrellato il 5% di Generali (e un altro 5% sarebbe nel cassetto), divenendo l’ago della bilancia del duello: il voto di Unicredit sarà determinante. E fonti autorevoli milanesi sono convinte di due cose: l’entusiasmo di Orcel per Bpm, dopo il mega esborso per la presa di Anima Sgr, è scemato e la sua Opa sarebbe destinata a morire, lasciando Bpm nelle mani di Castagna che sarebbe in trattativa avanzata per un accordo col suo primo socio, Credit Agricole.

Andrea Orcel giuseppe castagna

 

La seconda: abbandonato il progetto Bpm, Orcel sarebbe ben felice di trovare una cordiale intesa con Donnet per portarsi a casa nel prossimo futuro Banca Generali.

 

Aggiungere che il vispo Ad di Unicredit è convinto che la contrarietà espressa durante la campagna elettorale da Merz sull’Opa lanciata su Commerzbank, seconda banca tedesca, una volta che si insedierà sulla prima poltrona del Bundestag, potrebbe ribaltarsi in maniera favorevole all’istituto milanese (si sa, quando si sta all’opposizione si dice sempre no)

 

meloni fazzolari

Orcel, che sta intessendo una serie di rapporti in Europa, ha recentemente chiesto e ottenuto un incontro ufficiale a Palazzo Chigi, dove è stato ricevuto dal capo gabinetto Gaetano Caputi.

 

Il banchiere ha illustrato come la pensa sui massimi sistemi evitando di accennare alla battaglia di Generali (nell’era dei telefonini ormai vige la massima cautela e quel che rimane è un bla-bla).

 

Ma non è finita. Tanto per surriscaldare il clima già tossico è arrivato ieri un articolo de “La Stampa” che lanciava ‘’l’ipotesi del concerto Caltagirone-Milleri”: “Dimostrare che Delfin e Caltagirone operano di concerto per fermare la scalata di Mps a Mediobanca e la presa di Generali. Negli ambienti finanziari milanesi, in tanti, sono convinti che per Piazzetta Cuccia e per il Leone sia più di un’ipotesi”.

I SOCI DI MEDIOBANCA A SETTEMBRE 2023

 

Se il ricorso fosse depositato e accolto, gli investitori potrebbero dover lanciare un’Opa obbligatoria - che avrebbe un costo più elevato - o congelare le quote in eccesso’’, scrive  Giuliano Balestreri. E giù tutte le volte che i due imprenditori hanno “operato” magicamente sugli stessi obiettivi.

 

Ma di tali ed eventuali ‘’esposti alle authority: dalla Consob alla Banca d’Italia fino alla Banca centrale europea’’, sia Piazzetta Cuccia che Trieste hanno smentito seccamente. Anche perché ‘’il concerto è difficile da dimostrare ed è un argomento complicato anche in punta di diritto’’.

 

AZIONARIATO DELLE ASSICURAZIONI GENERALI ANNA MARIA POGGI - FONDAZIONE CRTGLI INTRECCI TRA DELFIN E CALTAGIRONE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...