dario amodei trump

AMODEI È UN GENIO E ANCHE UN GRAN PARACULO: HA POSIZIONATO LA SUA ANTHROPIC COME ALTERNATIVA “ETICA” DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, MA FORNISCE SISTEMI DI CYBER GUERRA AL PENTAGONO – CLAUDE E GLI ALTRI MODELLI SVILUPPATI DAL MILIARDARIO DI ORIGINI ITALIANE SONO CRUCIALI PER IL GOVERNO AMERICANO, CHE LI CONSIDERA ASSET STRATEGICI. E LO STESSO AMODEI HA AVVISATO PIÙ VOLTE DELL’IMPORTANZA DI SCONFIGGERE LA CINA PER IL MANTENIMENTO DELLA DEMOCRAZIA OCCIDENTALE – MORALE DELLA FAVA? ANTHROPIC È LA SPINA DORSALE DELLA CYBERWARFARE USA, PUR PRENDENDO PUBBLICAMENTE LE DISTANZE (E BEANDOSI DEGLI INVITI DEL PAPA)

Estratto dell’articolo di Federico Rampini per www.corriere.it

 

daniela e dario amodei

[...] C’è una nuova corsa agli armamenti fra America e Cina, ma questa volta i protagonisti non indossano uniformi. Hanno campus in California, server farm sparse fra Texas e Virginia, e una quantità di capitale che fino a pochi anni fa apparteneva soltanto agli Stati sovrani.

 

Una delle aziende più centrali in questa trasformazione è proprio [...]  Anthropic, la startup di intelligenza artificiale fondata da Dario Amodei, ex ricercatore di OpenAI, oggi considerata da molti a Washington non soltanto una società tecnologica ma un asset strategico nazionale. In prospettiva di un conflitto — militare, cybernetico o ibrido — con la Cina, Anthropic è diventata una delle infrastrutture decisive del potere americano.

 

IL MODELLO DI ANTHROPIC CLAUDE MYTHOS

Il paradosso è che questa azienda si presenta pubblicamente come la coscienza morale dell’intelligenza artificiale. Amodei insiste sui rischi esistenziali dell’AI, mette in guardia contro la sorveglianza di massa e rifiuta formalmente l’uso dei suoi modelli per armi completamente autonome.

 

Eppure proprio questa stessa società è ormai intrecciata con i sistemi più sensibili della sicurezza americana: intelligence, cyberwarfare, analisi satellitare, identificazione di bersagli, difesa delle reti critiche.

 

Negli ultimi mesi il conflitto fra Anthropic e il Pentagono è emerso pubblicamente, ma proprio quella lite ha rivelato quanto profonda sia ormai la dipendenza reciproca.

 

Anthropic - software ai claude

Il Dipartimento della Difesa ha perfino minacciato di classificare Anthropic come “supply-chain risk”, rischio per la catena di approvvigionamento, accusandola di voler imporre troppi limiti etici all’uso militare dell’AI. Ma contemporaneamente funzionari americani sostenevano che i modelli di Anthropic erano indispensabili per la sicurezza nazionale.

 

La verità è che Washington teme soprattutto una cosa: perdere contro Pechino la corsa all’intelligenza artificiale applicata alla guerra.

palantir gotham 3

 

Anthropic è oggi una delle punte avanzate di quel confronto. I suoi modelli [...] vengono considerati eccezionalmente efficaci nell’individuare vulnerabilità informatiche nascoste. In altre parole: strumenti ideali per la cyberdifesa, ma anche potenzialmente per l’attacco.

 

Nel mondo della guerra digitale, trovare una falla prima dell’avversario equivale a scoprire un tunnel sotto le mura nemiche. Qui entra in gioco la Cina. Da anni Pechino investe nell’AI militare e nella “fusione civile-militare”, la strategia che integra università, startup e forze armate.

 

dario e daniela amodei

Le aziende cinesi sviluppano modelli open weight: sistemi aperti, modificabili liberamente dagli utenti. Anthropic e altre aziende americane guardano con crescente sospetto questa scelta.

 

Temono che dietro l’apparente apertura si nasconda una strategia precisa: mettere nelle mani di hacker, contractor e attori indiretti strumenti offensivi mantenendo al tempo stesso la possibilità di negare che ci sia una regìa politica dietro i loro attacchi all’Occidente.

 

Amodei è uno dei dirigenti della Silicon Valley che parlano più apertamente della sfida geopolitica. In un manifesto pubblicato durante la visita di Donald Trump a Pechino, Anthropic sosteneva che il mantenimento della democrazia occidentale dipende dalla vittoria americana nella corsa all’AI. Non è più soltanto una competizione commerciale. È una nuova Guerra fredda tecnologica.

CLAUDE OPUS 4 ANTHROPIC

 

Il Pentagono lo sa. Da qui il coinvolgimento crescente di Anthropic in programmi strategici come Project Maven, il sistema di analisi militare basato sull’intelligenza artificiale nato anni fa per elaborare immagini di droni e oggi evoluto in una piattaforma molto più ampia. Anthropic è entrata nel programma attraverso la partnership con Palantir, altra azienda simbolo della fusione fra Silicon Valley e apparato militare.

 

I fratelli Amodei e i dirigenti di Anthropic temono che la Cina utilizzi l’AI non soltanto per competere economicamente ma per ridurre il vantaggio strategico americano. Una delle paure riguarda la cosiddetta “distillation”: l’uso illecito di modelli occidentali per addestrare modelli cinesi. Anthropic sostiene che Pechino stia cercando di appropriarsi di “decenni di ricerca fondamentale, miliardi di dollari di investimenti americani e il lavoro dei migliori ingegneri del mondo”. In pratica: una forma di trasferimento tecnologico forzato adattata all’era dell’AI.

 

SEDE DI PALANTIR

Dietro questa battaglia c’è anche un problema industriale. Le aziende americane dell’intelligenza artificiale bruciano capitali a ritmi vertiginosi: data center, chip Nvidia, consumo energetico, supercomputer. Senza protezione geopolitica rischiano di vedere evaporare il ritorno economico degli investimenti. Ecco perché Anthropic, pur proclamando prudenza etica, è coinvolta nella strategia americana di contenimento della Cina.

 

Una questione centrale è l’accesso ai semiconduttori avanzati. Washington ha imposto restrizioni all’export verso la Cina dei chip più sofisticati prodotti da Nvidia e TSMC. Anthropic è fra le aziende che spingono per mantenere quel blocco tecnologico. Perché sanno che senza quei chip la Cina rallenta nello sviluppo dell’AI avanzata.

 

SAM ALTMAN DARIO AMODEI

Un altro elemento rende questa partita ancora più inquietante. La cyberwar fra superpotenze ha una logica simile a quella nucleare del Novecento. Entrambe le parti sono vulnerabili. Gli Stati Uniti dipendono da reti digitali diffuse; la Cina ancora di più. Il sistema economico cinese è quasi completamente digitalizzato: pagamenti elettronici, riconoscimento facciale, monitoraggio sociale, logistica urbana, infrastrutture intelligenti.

 

Un cyberattacco sistemico potrebbe paralizzare intere aree del paese. Per questo alcuni strateghi americani iniziano a parlare apertamente di “mutual assured disruption”, distruzione reciproca assicurata digitale. La stessa espressione, o il suo acronimo MAD, fu applicata all’escalation nucleare.

 

Circola una domanda che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata fantascienza: se gli Stati Uniti eliminavano fisicamente leader terroristici con droni durante la presidenza Obama, perché non dovrebbero fare lo stesso con grandi capi delle reti cybercriminali o degli apparati digitali ostili? È una conferma di quanto rapidamente si stia militarizzando l’AI.

 

peter thiel alex karp donald trump

Anthropic occupa una posizione singolare dentro questo scenario. Da una parte vuole evitare di diventare semplicemente il braccio tecnologico del Pentagono. Amodei ha tracciato linee rosse pubbliche contro la sorveglianza domestica di massa e contro armi totalmente autonome. Dall’altra parte però l’azienda considera apertamente la Cina un rivale strategico e vede la superiorità tecnologica americana come una questione di sopravvivenza. La Silicon Valley sta così tornando alle origini. Internet stesso nacque da programmi del Pentagono durante la Guerra fredda. Oggi l’intelligenza artificiale sta compiendo lo stesso percorso: da innovazione commerciale a infrastruttura strategica nazionale. E forse la vera novità storica è questa: per la prima volta nella storia americana il Pentagono non controlla completamente la tecnologia decisiva della guerra futura.

Dario Amodei

 

[...] Anthropic [...] Non è soltanto una startup di AI. È già una componente della deterrenza americana contro la Cina.

DARIO AMODEIdario amodei

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...