elon musk giorgia meloni satelliti starlink

UN BEL FIJO DE 'NA MIGNOTTA ’STO MUSK: IL BUSINESS LO FA IN ITALIA E LE TASSE LE PAGA DOVE GLI CONVIENE – DITE A GIORGIA MELONI CHE I GUADAGNI ITALIANI DELLE AZIENDE DEL MILIARDARIO RIPIENO DI KETAMINA FINISCONO IN OLANDA. UNO DI QUEI PARADISI FISCALI CHE LA STESSA DUCETTA DEFINIVA “PARASSITI DA SANZIONARE” - NEGLI ULTIMI SEI MESI, MINISTERI, MARINA MILITARE, PROTEZIONE CIVILE E VIGILI DEL FUOCO SI SONO AFFIDATI AI SATELLITI DI STARLINK PER OTTENERE CONNESSIONE INTERNET - SI TRATTA DI PICCOLI CONTRATTI RISPETTO ALL’AFFARE DA 5 MILIARDI IN BALLO COL GOVERNO PER LA POSSIBILE COPERTURA INTERNET DI TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE - MA SE MUSK INIZIA COSI', C'E' DA ASPETTARSI DI PEGGIO...

Estratto dell’articolo di Stefano Vergine per “Domani”

 

GIORGIA MELONI ELON MUSK

La marina militare, il ministero degli Esteri, la protezione civile, i vigili del fuoco, il comando operativo di vertice interforze. Sono alcuni dei più importanti enti pubblici italiani che negli ultimi sei mesi, secondo i dati analizzati da Domani, si sono affidati ai satelliti Starlink per ottenere connessione internet.

 

Gli stanziamenti non superano quasi mai i 15mila euro, ma dimostrano che il più importante imprenditore del momento per Giorgia Meloni, Elon Musk, è già entrato a far parte dei fornitori della pubblica amministrazione italiana.

 

ELON MUSK GIORGIA MELONI ANDREA STROPPA

Alcune settimane fa, peraltro, Andrea Stroppa, considerato il suo referente in Italia, è finito in un’indagine della procura di Roma, che indaga su un giro di mazzette attorno ad aziende di stato. Uno dei protagonisti, intercettato, diceva all’uomo di Musk: «Ti mando un documento che è veramente riservato eh». L’inchiesta non riguarda il colosso americano e farà il suo corso.

 

Di certo però l’uomo più ricco al mondo, finanziatore principale di Donald Trump e, come ha detto pochi giorni fa Nigel Farage, possibile donatore del partito di estrema destra britannico Reform Uk, Musk è in realtà già attivo in Italia da anni. La sua Tesla, di cui è principale azionista, ha una filiale per il mercato nostrano. Si chiama Tesla Italy Srl.

 

ELON MUSK - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

 L’anno scorso ha fatturato 818 milioni di euro, il doppio rispetto al 2022, chiudendo con 9 milioni di utile netto. I guadagni macinati vendendo auto elettriche non restano però a Roma. Finiscono in Olanda, dove è registrata la holding Tesla International Bv. Funziona così anche con Starlink, il marchio con cui Musk vende connessione internet satellitare.

 

Secondo i dati pubblicati a settembre da Space X, la società che controlla Starlink, gli abbonati al servizio internet in Italia erano già 40mila. Musk ha costituito una società a Milano a fine 2020: si chiama Starlink Italy Srl, è proprietaria di quattro “gateway antenne”, che servono per le comunicazioni con i satelliti. Se un cittadino comune acquista l’abbonamento internet di Musk dall’Italia, però, la fattura non arriva dalla srl milanese. Arriva da Dublino.

 

starlink satelliti

Ad emetterla è la Starlink Internet Services Limited, che incamera i ricavi provenienti dall’Italia così come da altri Paesi europei. Proprio come nel caso di Tesla, alla fine si approda in Olanda, perché l’irlandese è controllata dalla holding Starlink Holding Netherlands Bv.

 

Contraddizioni patriottiche

L’Aia permette alle società holding di non pagare imposte sui dividendi ricevuti da filiali estere: è da anni la specialità della casa. «Ora sanzioni contro i paradisi fiscali interni all’Ue, a cominciare dall’Olanda. Basta con i parassiti che si nutrono della nostra ricchezza e del nostro lavoro», scriveva nel 2020 Meloni. «Combattere i paradisi fiscali in Europa, drenano risorse all’Italia», ha ribadito lo scorso anno. La premier non deve essersi informata bene sulla struttura societaria di Musk o, se l’ha fatto, la scoperta non ha rovinato la sua luna di miele con il vulcanico imprenditore nato in Sudafrica 53 anni fa.

 

GIORGIA MELONI ELON MUSK

A settembre Meloni è stata premiata da lui con il Global Citizen Award dell’Atlantic Council. A inizio novembre ha chiamato «l’amico Elon Musk» per complimentarsi dopo l’elezione di Trump. Pochi giorni dopo l’imprenditore ha sparato contro le decisioni dei giudici italiani («se ne devono andare») provocando la reazione seccata del Quirinale. Da allora niente più notizie del legame tra Elon e Giorgia, il rapporto di amicizia è stato tolto dalla vetrina, oscurato.

 

Restano però gli affari che Musk punta a fare in Italia. Tra SpaceX, Tesla, l’ex Twitter ribattezzato X, The Boring Company, xAI, Hyperloop, Neuralink e il nuovo incarico di capo del Dipartimento per l’efficienza del governo statunitense, è quasi impossibile stare dietro a tutti i progetti del miliardario con tripla cittadinanza (sudafricana, canadese e americana).

 

lancio satelliti starlink spacex

Di sicuro, fra tutte le sue attività ce n’è una che lo rende particolarmente potente: i satelliti piazzati a circa 500 chilometri dalla Terra, la cosiddetta orbita bassa. Con intuito straordinario, Musk ha iniziato a lanciarli nello spazio nel 2019 e oggi la “costellazione Starlink” consiste in circa 7 mila unità. Da quella distanza sono in grado di fornire internet a banda larga sulla Terra, e in questo l’imprenditore non ha eguali.

 

Secondo la ong CelesTrak, a settembre i suoi satelliti rappresentavano due terzi di tutti quelli operativi. «Ha un monopolio sostanziale», ha detto di lui a novembre, parlando davanti alla commissione Esteri e Difesa del Senato, il ministro Guido Crosetto.

 

[…]

 

Affari di stato

giorgia meloni elon musk

Telespazio, controllata da Leonardo, a giugno ha firmato un accordo con Starlink per rivendere i suoi servizi in Italia. È da allora che diversi enti pubblici, tra cui quelli citati all’inizio di questo articolo, si sono rivolte a Telespazio per utilizzare la tecnologia del neo consulente di Trump. «Stiamo parlando di qualcosa che, nel lungo termine, sarà come ricostruire internet nello spazio», disse Musk a Seattle nel gennaio 2015, presentando per la prima volta Starlink.

 

Un decennio dopo, l’obiettivo non sembra più utopico. L’accelerazione è arrivata con la guerra in Ucraina. Aiutando l’amministrazione americana, Musk ha messo a disposizione i suoi satelliti per garantire le comunicazioni internet nel Paese, sia quelle militari che quelle civili, mostrando al mondo l’importanza del suo prodotto. Ora sta passando alla seconda fase del progetto, quella annunciata nel 2015: offrire una nuova linea internet, complementare o alternativa a quella via cavo, diventando un fornitore strategico degli Stati.

 

[…]

 

guido crosetto ad atreju foto lapresse 1

Ora, grazie anche al feeling politico con Meloni, sembra essere arrivato il nostro turno. Il piano Italia a 1 Giga, finanziato con 3,6 miliardi di fondi del Pnrr e da ultimare entro giugno 2026, ha l’obiettivo di connettere a banda larga le aree più remote del Paese, ma secondo i dati del governo aggiornati a fine ottobre le aziende incaricate di portare la fibra ottica in tutto lo Stivale (Open Fiber e FiberCop) finora hanno coperto solo un terzo degli edifici interessati.

 

Per portare a termine l’opera, l’esecutivo ha scelto una strada alternativa rispetto a quella tracciata in passato. «Con riferimento alle aree più remote, stiamo valutando con Starlink e altri operatori l’integrazione della tecnologia satellitare», ha annunciato lo scorso ottobre il sottosegretario all’Innovazione digitale, Alessio Butti, che circa un mese fa ha fatto sapere anche in quale regione inizierà la sperimentazione: Lombardia.

 

ELON MUSK E GIORGIA MELONI

Lunedì 9 dicembre Reuters ha scritto che i primi test con Starlink verranno realizzati a gennaio, con i risultati attesi per marzo. Se il progetto dovesse andare in porto, l’Italia diventerà un Paese importante per Musk, molto più di quello che rappresenta adesso. E in vista ci sono affari ancora più grossi.

 

In discussione alla Commissione Attività produttive della Camera c’è infatti il disegno di legge Spazio, che punta a sviluppare la cosiddetta space economy. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha detto che sarà approvata entro la prossima primavera. L’articolo 25 prevede che l’Italia abbia a disposizione una rete internet di «riserva», non fatta di cavi ma di satelliti «gestiti esclusivamente da soggetti appartenenti all’Ue o alla Nato». Abito che sembra disegnato su misura per Musk.

 

 

 

Articoli correlati

MUSK, IL FEDERATORE DELL'INTERNAZIONALE NERA DI CUI NON SI SENTIVA IL BISOGNO - LA BENEDIZIONE DEL..

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO