giancarlo giorgetti andrea orcel robert habeck

ORCEL NELLA TENAGLIA ROMA-BERLINO – IL VICECANCELLIERE TEDESCO, ROBERT HABECK, CHIEDE AIUTO AL MINISTRO GIORGETTI PER FERMARE LA SCALATA DI UNICREDIT A COMMERZBANK (ALLA FACCIA DEL LIBERO MERCATO E DEL RAPPORTO DRAGHI CHE AUSPICAVA LA CREAZIONE DI “GRANDI GRUPPI EUROPEI”) – MA SE I TEDESCHI RESPINGONO L’ASSALTO IN PATRIA DELL’ISTITUTO ITALIANO (ALLA FACCIA DI SALVINI CHE CONSIDERA UNICREDIT “UNA BANCA STRANIERA”), SPINGONO PER PAPPARSI ITA CON LUFTHANSA – SULL’ASSE ROMA-BERLINO ANCHE LE PARTITE ENERGIA E AUTOMOTIVE…

andrea orcel

Estratto dell’articolo di Andrea Greco,Giuseppe Colombo per “la Repubblica”

 

Il governo tedesco ha chiesto aiuto al Tesoro per bloccare la scalata di Unicredit a Commerzbank. E il ministro Giancarlo Giorgetti si sarebbe mostrato sensibile alle istanze del vicecancelliere Robert Habeck. Uno scambio di vedute che complica il cammino, già irto, della banca italiana alla conquista dell’istituto di Francoforte, di cui Unicredit tra azioni e derivati ha un 28%. In compenso, l’asse con Berlino potrebbe avere aiutato a costruire tattiche comuni in Europa per mitigare i costi dell’energia e arginare la crisi dell’auto, spine dolorose per le due prime manifatture europee.

ROBERT HABECK E LA DURATA DELLA DOCCIA

 

Secondo fonti di mercato e di governo, l’interlocuzione tra Habeck e Giorgetti sarebbe avvenuta tra il via libera del Parlamento alla manovra (il 28 dicembre) e Capodanno. Oltre agli auguri, il leader dei Verdi tedeschi avrebbe rimarcato l’esigenza di mettere un freno all’irruenza di Unicredit, che dall’estate 2024 ha rastrellato titoli Commerz, poi siglando contratti per più che raddoppiare la quota virtuale (solo dopo il nulla osta della Bce, atteso intorno a marzo, potrebbe farlo).

 

Malgrado la chiara impronta di mercato – lo conferma la reazione dei due titoli, comprati da mesi in Borsa – e una forte matrice industriale perché Unicredit con Hvb è già il quarto gruppo in Germania, da mesi tutte le forze politiche tedesche, più i sindacati e i dipendenti, contestano l’operazione perché «non concordata» e «opaca». Il brusio è legato anche alla caduta del governo Scholz, che tre mesi fa ha avviato la campagna elettorale tedesca: si vota il 23 febbraio.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

Quando Habeck scrive a Giorgetti sul tavolo c’è anche un altro dossier comune ai due: la vendita di Ita a Lufthansa. Sono passati dieci giorni dall’assemblea che ha approvato l’aumento di capitale da 325 milioni, il passaggio decisivo per l’ingresso dei tedeschi. Ma la strada verso le nozze dell’aria non è ancora spianata. Dopo i dissidi sul prezzo, che avevano portato il ministro italiano a negare la firma a Bruxelles, il nuovo scoglio è la governance. Poi tutto si mette in discesa: due settimane dopo i tedeschi entrano nella newco nata dalle ceneri di Alitalia.

 

Robert Habeck

I due governi di Roma e Berlino si parlano fitto anche su altri dossier. Pochi giorni dopo i messaggi tra i due ministri dell’Economia è il titolare dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ad auspicare su Repubblica un asse italo-tedesco sull’energia per allineare «due industrie gemelle». Il ministro lancia anche un patto con Berlino per disaccoppiare i prezzi del gas e dell’elettricità, e per reintrodurre un tetto di 50-60 euro a MWh a quelli del metano. Da gennaio, dietro le quinte, sta tessendo la tela dell’alleanza tra i due Paesi nella nuova Commissione Ue.

 

giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

Tentativi di avvicinamento ci sono anche nel settore auto, dove il governo italiano auspica un ripensamento da parte tedesca dopo il no a modificare la transizione verso l’elettrico.

Anche le recenti esternazioni di Andrea Orcel, ad di Unicredit, paiono prendere atto che lo scenario è cambiato. Il banchiere romano, povero di sponde a Roma - dove si è fatto tanti nemici prima rompendo col Tesoro sul dossier di nozze Mps poi col lancio dell’Ops su Banco Bpm ha preso atto che l’ostilità tedesca è aumentata, e che solo convincendo Berlino potrà aggirarla.

 

Robert Habeck

«Unicredit può abbandonare l’accordo con Commerz se non vede valore – ha detto Orcel da Davos - . Siamo stati invitati dal governo tedesco ad acquistare la loro quota: facemmo la migliore offerta, e ci è stato chiesto di farne un’altra a prezzo più alto per ottenere l’intera quota. Ora non capisco bene quale sia esattamente il punto del dibattito. Dopo le elezioni spero di poter avere un’interazione, comunque». […]

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…