LA CINA SI VENDICA DEI DAZI SUI PANNELLI SOLARI E APRE UN'INDAGINE SUL VINO EUROPEO - BERNANKE: CRESCITA USA “TRA MODESTA E MODERATA”. E WALL ST. CALA (-1,2%)

1 - ENTRATE TRIBUTARIE: IN 4 MESI +0,5% SU ANNO, DA ACCERTAMENTO +5%
Radiocor - Il gettito del primo quadrimestre, pur in presenza di un congiuntura economica negativa, si mantiene in linea con quello dell'analogo periodo 2012: le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 117,563 miliardi, in crescita dello 0,5% (+533 milioni) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Positive le entrate derivanti dall'attivita' di accertamento e controllo (+5,0%) a conferma dell'efficacia dell'azione di contrasto all'evasione su cui il Governo e' fortemente impegnato. Lo comunica il Tesoro.

2 - FED, CRESCITA USA FRA 'MODESTA E MODERATA'
(ANSA) - Il tasso di crescita è fra il "modesto e il moderato" per la maggior parte dei 12 distretti americani. Lo afferma la Fed nel Beige Book, sottolineando che molti distretti hanno sperimentato una crescita moderata delle vendite di auto.

3 - FED, CRESCITA MODESTA CREDITO USA, BENE MANIFATTURA
(ANSA) - Il credito concesso dalle banche é aumentato in maniera "modesta". Lo afferma la Fed nel Beige Book, sottolineando che il settore manifatturiero è cresciuto nella maggior parte dei 12 distretti. Il Beige Book è basato sulle informazioni ottenute prima del 24 maggio e sarà alla base delle decisioni di politica monetaria della Fed della metà di giugno.

4 - WALL STREET AVANTI NEGATIVA DOPO FED, DJ -1,17%
(ANSA) - Wall Street avanti negativa dopo la Fed. Il Dow Jones perde l'1,17% a 14.999,50 punti, il Nasdaq cede l'1,02% a 3.410,32 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,05% a 1.614,28 punti.

5 - BORSA: INDICI IN FRENATA SUL FINALE INTIMORITI DA DEBOLEZZA WALL STREET
Radiocor - Finale in netto calo per le Borse europee, intimorite dalla performance debole di Wall Street, dove sale l'attesa per la pubblicazione del Beige Book, il rapporto sull'economia redatto dalla Federal Reserve. Intanto sono stati giudicati deludenti i numeri sull'occupazione di maggio stimati da Adp, preludio al dato ufficiale in calendario venerdi'.

I mercati sono nervosi anche in vista della riunione del comitato direttivo della Bce in calendario domani. Milano ha archiviato la seduta con il Ftse Mib in ribasso dello 0,96%. Sono andate male le azioni delle banche, fatta eccezione per quelle di Mps salite del 3,9% con il mercato che ha scommesso su una modifica dello statuto della Fondazione. Modifica che potrebbe agevolare l'ingresso di nuovi soci nell'azionariato della banca senese.

Sono inoltre andate in controtendenza sia le Fiat (+1,7%), sospinte ancora dalla speculazione circa l'integrazione con Chrysler, sia le Fiat Industrial (+0,3%), nel gi orno in cui e' stata convocata l'assemblea straordinaria per varare l'integrazione con Cnh. Pirelli ha lasciato sul parterre l'1,2% nel giorno dell'ufficializzazione dell'accordo tra Marco Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza. Accordo che prevede il lancio dell'opa sul socio di riferimento Camfin (-7,3%) a 0,8 euro. L'euro, intanto, e' scambiato a 1,3088 dollari e a 129,87 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a 99,2. Il petrolio va su: il wti sale dello 0,9% a 94,18 dollari al barile.

Le Borse europee hanno avviato le contrattazioni in calo, sul contraccolpo dello scivolone di Tokyo che ha lasciato sul p arterre quasi il 4%. Le parole del premier giapponese, Shinzo Abe, hanno destato preoccupazione dal momento che il politico ha rassicurato sulla ripresa, ma ha indicato che sara' necessario aspettare ancora qualche mese. Insomma il premier ha spostato in avanti l'effetto delle proprie politiche di sostegno all'economia.

Gli investitori, intanto, continuano a rimanere con il fiato sospeso nell'attesa di comprendere le mosse sia della Banca centrale europea, il cui comitato direttivo si riunira' domani, sia quelle della Federal Reserve, che a detta di alcuni esperti potrebbe rivedere la propria politica che impone l'acquisto di bond a un ritmo di 85 miliardi al mese. Proprio ieri i governatori locali di Dallas e Kansas City hanno dichiarato che e' il momento di rivedere la politica monetaria, visto che le condizioni economiche lo rendono possibile.

Gli economisti, comunque, sono consapevoli che la Fed rivedra' le proprie decisioni solamente se il mercato del lavoro mostrera' un netto miglioramento. Quindi occorrera' attendere fino a venerdi' per comprendere lo stato di salute dell'economia Usa: verranno infatti diffusi i dati sull'occupazione di maggio. Oggi, intanto, Adp ha stimato che il settore privato ha prodotto solamente 135 mila posti di lavoro nel mese scorso, livello inferiore alle attese. Sulle Borse europee paradossalmente i dati macro Usa, risultati piu' modesti delle aspettative, hanno incoraggiato qualche ordine in acquisto visto che hanno reso piu' debole l'ipotesi di un annuncio shock della Fed.

A Piazza Affari le banche hanno registrato un andamento contrastato. Si sono messe in evidenza le azioni di Mps (+4,3%), nel giorno in cui i vertici della Fondazione sono stati chiamati a discutere sulle modifiche richieste dalle autorita' allo statuto. Modifiche che dovrebbero far cadere il tetto del 4% al diritto di voto e che renderebbero quindi piu' agevole l'eventuale ingresso di nuovi soci nell'azionariato, soprattutto in vista del l'aumento di capitale che la banca dovra' lanciare.

Hanno ripreso a correre le Fiat (+1,7%), dopo lo stop di ieri, sempre sospinte dalla speculazione che si avvicini l'integrazione con Chrysler. Secondo Il Messaggero il Lingotto ha avviato la prima delle tre fasi del pacchetto multimiliardario per la fusione con Chrysler. Il gruppo che nascera', il settimo al mondo nel comparto auto, verra' quotato a Wall Street nel 2014, sempre secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano.

6 - CAMFIN: CONSOB AVVIA ACCERTAMENTI SU EVENTUALI IRREGOLARITA' RIASSETTO
Radiocor - La Consob ha avviato accertamenti a 360 gradi per verificare la sussistenza di eventuali irregolarita' nell'operazione di rias setto Camfin, annunciata oggi al mercato. E' quanto si apprende da fonti della Commissione, senza specificare quali siano gli aspetti oggetto di accertamento.

7 - CAMFIN: PER I MALACALZA UNA PLUSVALENZA IMPLICITA DA 90 MLN
Radiocor - Una plusvalenza implicita da 90 milioni di euro. E' il frutto, calcolato ai prezzi di Borsa odierni, della doppia operazione con cui la famiglia Malacalza ha detto addio alla stanza dei bottoni delle holding di Tronchetti Provera e ha ottenuto da due soci Pirelli un pacchetto di azioni del gruppo degli pneumatici. I genovesi infatti, entrati nella partita nel 2009, hanno messo sul piatto in tre fasi successive 101 milioni di euro tra Gpi e Camfin e sono tornati a metter mano al portafoglio oggi - in pratica riscommettendo sulla gestione Tronchetti - acquistando da Allianz e Fonsai, a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato, un pacchetto del 6,98% di Pirelli per 259 milioni.

Nel complesso quindi l'avventura Camfin-Pirelli ha comportato un impegno di 360 milioni per Vittorio Malacalza e figli. Questa mattina il divorzio consensuale da Tronchetti Provera ha messo nelle casse liguri 160 milioni, con una plusvalenza di una sessantina di milioni , e ha creato le condizioni per entrare in possesso delle quote Pirelli: una partecipazione che se valorizzata ai prezzi attuali (8,805 euro la chiusura di oggi) porterebbe a un incasso di poco piu' di 292 milioni con 33 milioni di plusvalenza (per ora naturalmente solo implicita).

In Pirelli i Malacalza si trovano ad essere il secondo socio dopo Camfin anche se tale posizione e' piu' che altro virtuale vista l'esistenza di un patto parasociale a cui fa capo il 31,5% del capitale.

8 - PIRELLI: MALACALZA ACQUISTA 6,98% DA SOCI A 7,80 EURO PER AZIONE
Radiocor - Malacalza acquista azioni Pirelli pari al 7% (6,98% per l'esattezza) . Lo comunica in una nota la famiglia genovese che diventa, cosi', il secondo socio del gruppo degli pneumatici dopo Camfin. L'acquisto e' avvenuto a un prezzo unitario di 7,80 euro da soci aderenti al patto di sindacato Pirelli 'a cio' debitamente autorizzati'. Il titolo Pirelli e' scambiato adesso in Borsa a 8,965 euro.

9 - TELECOM: CDA NON ESAMINA DOSSIER 3 ITALIA, RINVIO A PROSSIMO CONSIGLIO
Radiocor - Il cda di Telecom Italia, riunitosi per circa cinque ore, 'nel corso della riunione odierna non ha esaminato l'operazione di i ntegrazione con 3 Italia, rinviandone la trattazione a una prossima riunione'. Cosi' la societa' tlc in un breve comunicato a valle del consiglio.

10 - TELECOM: IN CDA FOCUS SU AMERICA LATINA CON MANAGER BRASILE E ARGENTINA
Radiocor - Focus sulle attivita' di Telecom Italia in America Latina, con le presentazioni da parte degli stessi manager di Brasile a Argentina e una breve informativa sull'avanzamento del business. Sono questi, secondo quanto risulta a Radiocor, i temi affrontati oggi dal consiglio di amministrazione della societa' tlc, che non ha esaminato, com'era invece nelle attese, il dossier relativo a una possibile integrazione di 3 Italia. La trattazione di quest'ultimo punto e' stata rinviata 'a una prossima riunione', che si terra' probabilmente nella prima decade di luglio o comunque prima del consiglio dell'1 agosto che esaminera' la semestrale.

Un mese in piu' quindi rispetto ai 30 giorni di analisi aggiuntiva decisi lo scorso 8 maggio dal cda di Telecom, che aveva dato mandato al top management di proseguire gli approfondimenti in merito alla possibile operazione con Hutchison Wampoa per l'aggregazione con 3 Italia, con il termine di un mese.

Alla riunione di oggi del consiglio, durato circa cinque ore, hanno partecipato Rodrigo Abreu, a.d. di Tim Participacoes dal 4 marzo scorso, al posto di Andrea Mangoni, Stefano De Angelis, che a fine febbraio ha sostituto nella carica di ceo di Telecom Argentina Franco Bertone, ora a capo della Direzione centrale Sudamerica dopo l'uscita di Mangoni e lo stesso Bertone. I tre manager hanno presentato l'andamento delle attivita' nei rispettivi paesi e, in seconda battuta, il cda ha esaminato, come in ogni riunione mensile, lo stato di avanzamento del business.

11 - CINA-UE: INDAGINE ANTIDUMPING DI PECHINO SU VINO EUROPEO
(ANSA) - La Cina ha annunciato stamattina l'apertura di una indagine anti dumping nei confronti del vino importato dall'Unione europea. Lo riferisce in un comunicato il Ministero cinese del Commercio. La mossa cinese è la risposta alla decisione di ieri dell'Ue di imporre dazi ai pannelli solari cinesi, che entreranno in vigore dal 6 giugno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea e che saranno dell'11,8%, mentre schizzeranno in media al 47,6% a partire dal 7 agosto.

Bruxelles aveva preso la decisione nonostante l'opposizione di alcuni stati membri, che temevano ritorsioni cinesi già annunciate. Ieri l'agenzia Nuova Cina aveva scritto, in un editoriale intitolato "I dazi solari rischiano di far deragliare gli scambi economici Cina-Ue", che la decisione europea era "punitiva" e che "inviava segnali sbagliati", ma che soprattutto "non faceva presagire risposte amichevoli dalla Cina".

12 - GOOGLE PROVA IL SUO SMARTPHONE TUTTO MADE IN USA
Da "il Giornale"

Il nuovo telefono di Google sarà in vendita a partire da ottobre. Moto X altro non è che la risposta di Google agli smartphone di Apple e Samsung. Ma il colosso di Mountain View, che ha acquistato due anni fa per 12 miliardi di dollari il noto produttore di cellulari statunitense Motorola ( salvandolo da una fine ingloriosa), per la commercializzazione, in tempi di crisi, punterà non solo sul prezzo.

Google infatti, in controtendenza rispetto ai tempi, ha infatti deciso di realizzare il suo nuovo cellulare interamente negli Stati Uniti, creando in Texas, negli stabilimenti che servivano per produrre i pc di Compaq, poi comperata da Hp, 2mila posti di lavoro.

E, dunque, rispetto alla «cattiva» Apple, che produce in Cina in fabbriche dove il costo del lavoro è più basso, Google propone un modello virtuoso per il nuovo MotoX che spinge anche sul patriottismo Usa.

13 - TELECOM, SCORPORO DELLA RETE ALL'ESAME DELL'AGCOM
G.Str. per il "Corriere della Sera" - Lo scorporo della rete Telecom è arrivato sul tavolo dell'Agcom, l'authority dalla quale dipende in buona sostanza il successo del progetto. E che ora vuole nuove informazioni. L'Agcom ha infatti avviato l'analisi del programma di separazione della rete chiedendo a Telecom maggiori informazioni per un confronto sul perimetro, sulla governance della «newco» e sui tempi e i modi per garantire la parità di accesso ai concorrenti.

Ieri, a cinque giorni dalla decisione del consiglio del gruppo di telecomunicazioni di scorporare l'ultimo tratto della rete fissa, l'informativa inviata il 30 maggio da Bernabè è quindi arrivata sul tavolo del consiglio dell'authority. E oggi le richieste dell'autorità potrebbero essere oggetto di un'informativa al board di Telecom, convocato per fare il punto sulla proposta di alleanza con 3 Italia, su cui la società di Bernabè potrebbe prendere tempo.

Quanto all'Agcom, l'authority ha incaricato gli uffici di verificare «i possibili riflessi dell'operazione sulle condizioni di mercato e concorrenziali, nonché sulla regolamentazione dei mercati dell'accesso». Sull'argomento è intervenuto il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, per cui è «indispensabile» che lo scorporo sia accompagnato «dalla definizione di un quadro certo di regole che garantiscano un accesso alla rete a parità di condizioni a tutti gli operatori».

Quanto alla governance, Telecom ha in corso contatti con Cdp per un ingresso nella newco della rete, della quale la società di Bernabè conta di mantenere il controllo, pur avendo aperto anche ad altri investitori. Sul perimetro, il gruppo ha segnalato di voler separare la rete di accesso passiva sia in rame sia in fibra e quella parte attiva di fibra contenuta nei «cabinet» e l'«optical line termination» .

14 - STM, LO SLANCIO DEI CHIP E LE MOSSE DEL PIL
G.Str. per il "Corriere della Sera" - Se per le Borse europee è stata una giornata «zero virgola» (quotazioni in timida crescita), ai titoli dei chip - l'high tech dei semiconduttori - è andata decisamente meglio. Almeno alla italo-francese StMicroelectronics e alla tedesca Infineon. Il motivo? Quello che per alcuni analisti è la «spia anticipatrice della spia anticipatrice» del futuro andamento dell'economia. Che cosa? Il libro ordini delle società del settore: generalmente precorre l'andamento dei ricavi (nei chip), che a sua volta è un indicatore di quella che sarà la crescita o la diminuzione del Pil.

Ebbene, ieri l'amministratore delegato di St Carlo Bozotti, in un'intervista a «Le Figaro», ha dichiarato quanto segue: la società auspica una crescita degli ordini tra il 5 e il 10% quest'anno dopo un aumento del 5 per cento nel primo trimestre (non contando la jv St-Ericsson). Tonica la reazione del titolo in Borsa: +4,53%, trascinando al rialzo concorrenti come - appunto - Infineon (+1,8%).

Naturalmente la prudenza, in azienda e sul mercato, è ben presente. Già in passato gli ordini sono cresciuti, e non poco, ma lo slancio non è poi durato molto. Come andrà questa volta, ancora non si sa. Quel che è certo, però, è che per ora la strada è quella della (futura) crescita dell'economia. Quando? Da fine anno, secondo un numero crescente di previsioni macroeconomiche. Forse, questa volta, la scadenza della fine della recessione potrebbe non essere più posticipata ulteriormente. Almeno così raccontano i chip.

 

 

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