giorgia meloni andrea orcel giuseppe castagna unicredit banco bpm

IL BICCHIERE È MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO? ORCEL FAI CONTI – IL TAR HA ACCOLTO IN PARTE IL RICORSO DI UNICREDIT CONTRO L’USO DEL GOLDEN POWER DA PARTE DEL GOVERNO SULL’OPERAZIONE BPM. UNA DECISIONE A METÀ, QUASI A NON VOLER SCONTENTARE NESSUNO – ORCEL DEVE CAPIRE COME MUOVERSI, SE RICORRERE COMUNQUE AL CONSIGLIO DI STATO. E SE ANDARE AVANTI NELLA SUA OFFERTA, TENENDO CONTO DEGLI EFFETTI DELLE RESTRIZIONI ANCORA IN PIEDI (SPECIE LA CESSAZIONE DELLE ATTIVITÀ IN RUSSIA) – INTANTO A PALAZZO CHIGI NON SEMBRANO PREOCCUPARSI DEL FATTO CHE BANCO BPM POTREBBE FINIRE DAVVERO SOTTO IL CONTROLLO STRANIERO: LA FRANCESE CRÉDIT AGRICOLE HA CHIESTO L’AUTORIZZAZIONE ALLA BCE PER SUPERARE LA SOGLIA DEL 20% DI PIAZZA MEDA...

Estratto dell’articolo di Luca Sebastiani per “Domani”

 

ANDREA ORCEL

La partita è aperta. Il Tar del Lazio, infatti, aveva tempo fino al 16 luglio per comunicare la propria decisione sul ricorso di Unicredit contro l’uso del golden power da parte del governo in merito all’ops su Banco Bpm. Ma lo ha fatto ieri.

 

Ed è una decisione a metà, quasi a non voler scontentare nessuno. Se da una parte pende più a favore di Unicredit, visto che il suo ricorso è stato accolto parzialmente, dall’altra l’impianto del decreto di Palazzo Chigi sul golden power rimane praticamente intatto.

 

I rilievi del Tar

giuseppe castagna banco bpm

Il tribunale amministrativo, in sostanza, ha smontato solo alcuni punti specifici all’interno delle condizioni imposte con il decreto del golden power. I rilievi del Tar hanno riguardato l’imposizione di non ridurre «per un periodo di cinque anni il rapporto impieghi/depositi praticato da Banco Bpm e Unicredit in Italia, con l’obiettivo di incrementare gli impieghi verso famiglie e Pmi nazionali». Secondo il tribunale, in questo paletto, il problema è il riferimento temporale dei cinque anni.

 

Non è ragionevole, si legge nella sentenza e nelle motivazioni, «l’assunto che la fissazione di un termine quinquennale sia proporzionata al fine di “mitigare i rischi per la sicurezza nazionale” che potrebbero verificarsi qualora Unicredit, a seguito del perfezionamento dell'operazione, decida di applicare immediatamente anche a Banco Bpm il più basso rapporto depositi/impieghi praticato in Italia da Unicredit».

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti - question time alla camera

Il secondo punto accolto, invece, riguarda la condizione imposta dal governo del mantenimento del livello del portafoglio di project finance di Unicredit e di Bpm. Includendo anche Unicredit, «viene a configurarsi l’esercizio di un diretto intervento statale sulla politica aziendale di Unicredit». In sostanza il governo non può decidere in questa misura la politica interna della banca di piazza Gae Aulenti.

 

Sulle altre questioni del golden power, invece, il Tar non interviene: sia sulla richiesta di «mantenere il peso attuale degli investimenti di Anima in titoli di emittenti italiani» sia sulla necessità per Unicredit di lasciare le proprie attività finanziarie in Russia nel giro di nove mesi. Li ritiene paletti legittimi.

 

SEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANO

Dal ministero dell’Economia, poco dopo la pubblicazione della sentenza, hanno subito fatto trapelare la propria soddisfazione, accogliendo «con favore» la decisione del Tar «che conferma in larga parte la legittimità e dunque l’impianto del golden power, in particolare nei suoi punti qualificanti», cioè l’uscita dalla Russia e la questione dei titoli in Anima. Altro punto sottolineato dalle fonti del Mef è il riconoscimento della «sicurezza economica come elemento di sicurezza nazionale». Insomma, per il governo è un risultato ottimo.

 

ANDREA ORCEL FOTO LAPRESSE

Simile reazione da parte di Banco Bpm, che si è premurato di difendere l’esecutivo, sottolineando il fatto che la sentenza riconosce «il corretto operato del governo» e «la sostanziale legittimità delle prescrizioni del Dpcm». [...]

 

Proprio perché è una sentenza che non scontenta veramente nessuno, anche Unicredit ha dichiarato tramite un portavoce di accoglierla con favore, visto che ha ritenuto «illegittimo l'uso del Golden Power», «richiedendo l'emissione di un nuovo decreto».

 

L’istituto guidato da Andrea Orcel deve capire come muoversi, se ricorrere comunque al Consiglio di Stato. Cosa che potrebbe fare all’inverso anche la presidenza del Consiglio dei ministri. E poi se andare avanti nella sua ops, tenendo conto degli effetti delle restrizioni ancora in piedi, specie la cessazione delle attività in Russia.

 

 

La contraddizione

banco bpm

Forse con un nuovo dpcm, ma il governo sicuramente premerà ancora per ostacolare l’operazione di Unicredit, ritenuta non abbastanza italiana come banca. A Palazzo Chigi, però, non sembrano preoccuparsi del fatto che Banco Bpm potrebbe veramente finire sotto il controllo di un istituto straniero.

 

La francese Crédit Agricole, infatti, con un comunicato ha fatto sapere che chiederà l’autorizzazione alla Banca centrale europea per superare la soglia del 20 per cento del capitale di Piazza Meda, pur sottolineando di non volerne al momento «acquisire né esercitare il controllo». La possibilità rimane comunque.

 

CREDIT AGRICOLE

Una contraddizione del governo messa in luce anche dalle opposizioni. Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa, ha attaccato la quota Lega dell’esecutivo e la natura politica dell’utilizzo del golden power: «Salvini e Giorgetti, convertiti sulla via di Parigi voltano le spalle a Milano». [...]

unicredit in russia giorgia meloni e giancarlo giorgetti 7andrea orcel (1)

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…