1- BISIGNANI-CUCCHIANI, TUTTE LE INTERCETTAZIONI, ANCHE QUELLE CHE I GIORNALI SI SONO BEN GUARDATI DAL PUBBLICARE, TRA IL LOBBISTA DI LETTA E IL NUOVO CAPO DI INTESA 2- LA SCELTA DEGLI “ARZILLI VECCHIETTI” BAZOLI E GUZZETTI DI NOMINARE CUCCHIANI PER IL DOPO-PASSERA HA CREATO MOLTI MUSI LUNGHI DENTRO BANCA INTESA SAN PAOLO 3- PERCHÉ PER BAZOLI GLI INTERNI NON ERANO ADEGUATI? PERCHÉ HA SCELTO UN 61ENNE, CHE AD ALLIANZ ERA A FINE CARRIERA, CHE NON È UN BANCHIERE MA UN ASSICURATORE? CHE SENSO HA PARLARE DI ESPANSIONE INTERNAZIONALE QUANDO INCOMBE L'INCUBO DEL CAPITALE E DELLA LIQUIDITÀ? PERCHÉ PROPRIO LUI, A POCHE SETTIMANE DALLA PUBBLICAZIONE DI INTERCETTAZIONI CON LUIGI BISIGNANI SULLE MODALITÀ DI ESTROMISSIONE DI ALESSANDRO PROFUMO DA UNICREDIT (DI CUI ALLIANZ È UNO DEI MAGGIORI AZIONISTI E CUCCHIANI ERA CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE)?

 

1- LA SCELTA DI BAZOLI E GUZZETTI DI NOMINARE CUCCHIANI PER IL DOPO-PASSERA HA CREATO MOLTI MUSI LUNGHI
Orazio Carabini per "l'Espresso"

Alla fine hanno deciso loro due. Giovanni Bazoli, classe 1932, e Giuseppe Guzzetti, classe 1934, due "arzilli vecchietti", direbbe Diego Della Valle, che quando è in gioco il futuro della loro creatura, Intesa Sanpaolo, non si fanno tirare troppo per la giacca. Lasciano parlare gli altri, ascoltano, poi vanno avanti come bulldozer.

È andata così anche questa volta. C'era da sostituire non uno qualunque ma l'amministratore delegato della banca. Quel Corrado Passera senza il cui coinvolgimento come superministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture si dice che Mario Monti non avrebbe accettato di fare il governo di emergenza. Il manager che ha gestito prima la fusione tra Ambroveneto e Cariplo in Intesa, poi quella tra Intesa (che nel frattempo aveva assorbito anche la Comit) e San Paolo di Torino. E che da quasi dieci anni guidava uno dei due big italiani del credito.

Bazoli e Guzzetti hanno garantito solo che avrebbero fatto presto. Hanno lasciato starnazzare gli altri azionisti finché il presidente ha comunicato al Consiglio di sorveglianza che il nuovo amministratore delegato sarebbe stato Enrico Tomaso Cucchiani. Punto. Approvato all'unanimità dopo qualche timido intervento dei consiglieri.

Prima la Bocconi, poi il master, la McKinsey, la Trilateral e l'Aspen. Cucchiani, a giudicare dal curriculum e dallo standing, sembra un clone di Passera. Anche perché dal vertice dell'Allianz, primo gruppo assicurativo mondiale e uno dei primi al mondo nell'asset management, ha la responsabilità di aree (Europa del Sud e Benelux, Turchia, Africa, America Latina) e business importanti (ramo danni e sviluppo del canale diretto).

Bazoli ha spiegato che a Intesa Sanpaolo serve un manager di statura internazionale perché, come osserva il piano industriale, la banca è troppo domestica per avere un ruolo di prima grandezza in Europa. E che, al di là di questo, una visione globale migliora l'operatività di tutti i giorni data l'interconnessione dei mercati. Per lui Cucchiani è l'uomo giusto: carismatico, ma abituato a fare squadra; uomo di finanza, anche se non banchiere.

Dietro le quinte cominciano i mugugni. Peraltro inevitabili in queste circostanze. La Compagnia San Paolo di Torino (9,7 per cento del capitale) aveva da subito dato fiato alle trombe auspicando una successione interna. L'indiziato principale era il direttore generale "vicario" Marco Morelli, 50 anni, arrivato a Intesa Sanpaolo nel 2010 dal Montepaschi e messo alla guida della cosiddetta Banca dei territori.

Ma il presidente della Compagnia, Angelo Benessia, commette un errore: fa trapelare che Morelli sarebbe stato una vittoria della "torinesità" della banca e che la "cricca dei milanesi" sarebbe stata sconfitta. Le altre fondazioni azioniste (fatta eccezione per la Cariplo di Guzzetti) si accodano e il Consiglio di gestione sembra allineato. Ma a quel punto Morelli, che peraltro sia Bazoli sia Guzzetti apprezzano molto, non ha più chance. Come non ne ha l'altro direttore generale Gaetano Micciché.

I due papabili interni ci restano male ma dovranno farsene una ragione. Del resto Benessia, ossessionato dalla leadership di Guzzetti nel mondo delle fondazioni, è uno sponsor poco fortunato: per far fuori Enrico Salza, lo storico rappresentante del San Paolo nel ruolo di presidente del consiglio di gestione, sostenne Domenico Siniscalco. Risultato: fu nominato Andrea Beltratti dopo aspre polemiche. Con questo track record alle spalle la sua conferma alla guida della Compagnia (in scadenza nel prossimo aprile) non si annuncia facile.

I mugugni circolano anche nel Consiglio di sorveglianza. Perché Bazoli ha deciso da solo che serviva un manager esterno? Chi ha stabilito che gli interni non sono adeguati? Perché non è stata coinvolta una società di head hunter? Perché è stato scelto uno che non è un banchiere ma un assicuratore? Perché uno di 61 anni che ad Allianz era a fine carriera?

Che senso ha parlare di espansione internazionale quando incombe l'incubo del capitale e della liquidità? Perché proprio lui, a poche settimane dalla pubblicazione di intercettazioni in cui dialoga con il faccendiere Luigi Bisignani sulle modalità di estromissione di Alessandro Profumo da Unicredit (di cui Allianz è uno dei maggiori azionisti e Cucchiani era consigliere di amministrazione)?

Bazoli però si è assunto tutte le responsabilità della scelta. Sulle capacità di Cucchiani non ha dubbi. Anzi, qualcuno a lui vicino sostiene che veda in Cucchiani un suo possibile successore come presidente tra qualche anno. I colpi di spillo sulla sua vicinanza alla P4 di Bisignani o sulla sua presunta appartenenza alla massoneria lo lasciano indifferente.

Il manager italiano che vive a Monaco di Baviera ha spiegato a tutti i suoi interlocutori come la decisione di sostituire Profumo alla guida di Unicredit sia maturata all'interno degli organi statutari della banca, che l'avvicendamento era del tutto normale dopo la crisi del 2008 e che la fine tumultuosa del rapporto nulla toglie ai meriti di un amministratore delegato che ha fatto di Unicredit una delle più grandi banche europee.

Nessun complotto di Palazzo insomma. Quanto alle telefonate con Bisignani, non era strano che all'epoca dei fatti (autunno 2010) l'ex-giornalista dell'Ansa si interessasse alle vicende della banca di Piazza Cordusio: in fondo frequentava ed era frequentato da mezzo mondo, e gli veniva attribuito un ruolo importante in ambienti vicini al vertice del governo.

Fatto sta che quelle telefonate gli stanno costando care sul piano mediatico sebbene nessun magistrato gli abbia mai contestato alcunché e sebbene Bisignani - ha garantito Cucchiani ai suoi interlocutori - non abbia avuto alcuna influenza nella vicenda Profumo. Che, curiosamente, nonostante la rottura traumatica, è stato sostituito da uno dei suoi quattro vice. Mentre Passera ha lasciato il posto a un esterno.

Dal 22 dicembre Cucchiani prenderà le redini della banca in un momento di grandi difficoltà. Utilizzare al meglio il capitale, controllare i costi, gestire la liquidità saranno le sue prime preoccupazioni. Ci sarà tempo per rivedere il piano industriale (appena approvato) avendo come primo comandamento la salvaguardia del capitale. Il suo chiodo fisso è il deleveraging, la riduzione dell'indebitamento. Un principio che vale per tutti: Stati, banche, imprese, famiglie.

E che porterà inevitabilmente minor crescita. "Dobbiamo affrontare un mondo diverso", ripete sempre. In un saggio ("Riflessioni su crisi e ripresa") scritto nella seconda metà del 2009, all'indomani della Grande crisi, preconizzò che il deleveraging avrebbe trasformato le banche: "Assomiglieranno di più alle utility con prodotti meno complessi e spazio ridotto per derivati e shadow banking. Questa tendenza evolutiva si traduce in minore capacità di estendere credito e costo più elevato dello stesso".

Scrisse anche che la crisi dipendeva molto più dalla "inadeguatezza della leadership" che dal "presunto fallimento dell'economia di mercato". Adesso Cucchiani la banca ce l'ha: deve dimostrare di avere anche la leadership.


Nove settembre 2010. Alle nove e ventiquattro di mattina, Enrico Tommaso Cucchiani chiama Bisignani. Unicredit, il ruolo di Fabrizio Palenzona e le manovre per destituire Alessandro Profumo sono al centro del colloquio.

2- NEL 2010 CUCCHIANI CHIEDEVA A BISI UNA STRATEGIA SU COME SILURARE PROFUMO, CHE IN UNICREDIT "NON AVEVA CONTROLLATO UN CAZZO". MANOVRANDO IL "CICCIONE" PALENZONA, E COSCIENTE DEL CONFLITTO DI INTERESSI, SI LAMENTA CHE UNICREDIT SIA TRA LE "PEGGIORI D'EUROPA", IN UN PAESE RIMASTO CON "GEOX, DEL VECCHIO E DUE-TRE CAZZATE"

Nove settembre 2010. Alle nove e ventiquattro di mattina, Enrico Tommaso Cucchiani chiama Bisignani. Unicredit, il ruolo di Fabrizio Palenzona e le manovre per destituire
sono al centro del colloquio.

 

Cucchiani: Eccomi, buongiorno, come stai?

Bisignani: Bene, tu?

C.: Bene, bene, grazie; no, volevo solo dirti una cosa...

B. Sì

C. leri ho avuto conferma...

B. Sì

C. Del forte ruolo di "Mechenzi" (McKinsey) In questo secondo... in questa seconda... in questo secondo...

B. Round?

C. Sì

B. Linea disturbata - alle ... alle due, ma mi sembrava dal. ..

C. Non ho capito

B. Vedo il mio amico ciccione alle due, ma dal...

C. Ah, si, si, si,

B. Dal tono della telefonata, mi sembra che sono decisissimi, eh

C. E, e, e, non ho sentito nessuno perche ieri avevo un consiglio, oggi ce "ho anche fino... fino...

B. Uhm, uhm

C. Fino a tardi, io domani pure, ma insomma nel pomeriggio, nel
tardo pomeriggio vedo magari di sentire la...

B. Facciamo, eh, se riuscissi a fargli una telefonata non sarebbe male, prima delle tre, non sarebbe... non sarebbe male

C. Prima delle tre vedi, iI problema è che ho iI consiglio di sorveglianza

B. Ah, allora niente, va bene, vedi un po' Te.

C.Hai capito? Se rie.. se riesco, se riesco a sganciarmi in qualche modo

B. Perfetto

C. Perfetto, un abbraccio

B. Un abbraccio forte

C. A più tardi, ciao, ciao

B. Ciao. ciao

C. Ciao, ciao.


I due si risentono alle 13.25 dello stesso nove settembre per aggiornarsi. "Il ciccione" (Fabrizio Palenzona) ha detto a Cucchiani che per Unicredit stanno pensando a una cosa "non traumatica". I giudizi su Profumo sono durissimi.


Cucchiani: Luigi, come stai?

B. Eccoci, bene, tu?

C. Bene, allora...

B. Bene...

C. Tu stai sempre in movimento

B. Beh, mi sembra tutto abbastanza, molto sta precipitando .. pronto?

C. Sì, sì, no, ti sento, ti sento...

B. Ah

C. È il mio telefono che ... è 'auricolare che...

B. Il mio amico quello grosso, insomma è decisissimo, ha detto guarda, ho parlato con tutti, mi sembra che... ci è stato da vedere come muoversi, ecco

C. Sì?

B. Uhm

C. Lo sai avevo suggerito, guarda, un po' di procedere con... con la prudenza necessaria, nel senso fare la crisi... a quel comitato ...

B. Certo

C. Perché dico prima devi... devi istruire la... la pratica, eh, avere la cosa e avere il consenso di tutti e poi una volta firmato un atto, che ha maturato una scelta, a quel punto si fa ...

B. Sì

C. Formalmente precipitare

B. il ciccione mi ha detto che stanno... pensano a una cosa non traumatica, interna, di basso livello per poi preparare quella importante

C. Secondo me però... secondo me pero bisogna stare attenti...

B. Uhm, uhm


C. Perché bisogna stare attenti al. .. anche al titolo, alla percezione internazionale, eh

B. Facendo un comitato esecutivo molto forte, con molti poteri

C. Sì ma iI comitato esecutivo non è che... non è che... secondo me, allora la valutazione internazionale di questa di... dell'Unicredit è che comunque ci sia un management interno debole

B. Certo

C. E che deve essere rifondato, aIlora la cosa, come dire, adesso vedi, Profumo abilmente si presenta come il paladino delle riforme bancarie, va bene? Quindi si da un profilo istituzionale, mentre la realtà è che in banca non ha controllato un "cazzo", se no la Banca d'Italia non gli farebbe un mazzo in continuazione

B. Certo, certo

C. Allora bisogna stare attenti, e, e, e, al che, come dire, se la solu... un conto sono Ie soluzioni che vanno bene, e, e, e, al ciccione piuttosto che alle fondazioni e così via, un conto è quello che pensa iI mercato poi della banca perche questa è una banca...

B. E certo

C. Fra Ie piu importanti in Europa e con un forte profilo internazionale ...

B. Certo

C. Se fai fuori Profumo e fai, faccio I'esempio, il fiorentino di turno, capo... capo azienda

B. No, ma quello non e possibile, eh

C. Cioè secondo me, e bene prendersi tutti i tempi necessari, ma trovare una soluzione complessiva e quando fai, fai una volta sola, perché: se no dopo non e che tra quattro mesi all'assemblea ti ripresenti e fai un'altra roba

B. Certo

C. E nel frattempo mini la credibilità e poi fai anche fatica ad attrarre... ad attrarre persone nuove

B. Comunque già è importante che siano arrivati tutti alla decisione, adesso bisogna lavorare alla seconda cosa

C. Eh, ma guarda che questo te lo dico, come dire, a pre...

B. Sì sì

C. In veste di consulente, non in quanto parte interessata


B. Si, sl, che fai la settimana prossima stai a Milano? Stai..

C. Dunque io la settimana prossima i miei spostamenti sono i seguenti lunedì pomeriggio, lunedì sera vado da Monaco, sto lì fino a mercoledì sera, giovedì e venerdì dovrei essere a Milano

B. Ah

C. Sabato sera parto per Mumbai fino a mercoledì sera e poi dopo torno


B. Allora giovedì o venerdì io mi faccio trovare a Milano

C. Se sei a Milano...

B. No, no, no

C. Secondo me bisogna pensarle bene queste cose qua, oltretutto ...

B. Parliamo a voce giovedì, guarda...

C. Perfetto

B. Tra giovedì e venerdì io vengo a Milano sicuro
C. Benissimo, bene

B. Un abbraccio forte, ciao


C. Un abbraccio affettuoso e buonissimo week end

B. Ciao, grazie

C. Grazie, ciao, ciao, caro, ciao.

Alle 16 e 54 del quindici settembre 2010, Bisignani chiama Cucchiani. "Bisogna muoversi con assoluta cautela". La partita Unicredit li riguarda da vicino.

C. Ah, eccomi, caro, come stai?

B. Tutto bene


C. Ti disturbo? Bene


BL. Assolutamente; senti, va bene, stiamo ragionando un po' su quelle cose che ci siamo detti I'altro giorno tanto un pochino di tempo c'e...

C. Assolutamente


B. E, e, e... e vediamo un po' come và, poi il resto e un "casino" pazzesco


C. Guarda ml sembra che sia tutto, sia tutto un "casino", guarda ...

B. Tutto un "casino"


C. Sì, assolutamente, guarda, su, su quella cosa Ii ho riflettuto, e, e, e... facciamo che io mi tiro fuori come, come, come possibile soluzione e invece, se mi permetti ... sono il tuo consulente privato

B. No, no, no, no, ma che?

C. Sì, ma cioè... la cosa, cioè, no voglio, cioè c'è anche un conflitto di interessi, no, non... cioè vorrei prima, prima...

B. poi parliamone a voce io e te, guarda

C.Eh?

B. No, no, no

C. E, e, e... pero, vedi, ho riflettuto, bisogna stare attenti perché, guarda, ci sono una serie di problemi, la prima è che, se non mi sbaglio, proprio di recente iI consiglio si è espresso per
abolire iI comitato esecutivo...

B. Ah

C. Eh, uno.. E, e, e, non so se sia possibile per la Banca d'italia ma l'opinione di tutti era che questa è a una cosa che alla fine caricava i consiglieri del comitato esecutivo di responsabilità sempre, uno, due bisogna stare attenti àerché se si fa la mossa sbagliata, la conseguenza è che uno che è difficile comunque trovare della gente brava che viene lì perchè anche lì iI team di... che c'è oggi e considerato generalmente debole quanto meno debole, in relazione alla dimensione e alla complessita della realtà, poi magari per una realta domestica, più limitata, potrebbe andare bene, ma per tutto il contesto è debole...

B. Certo, certo

C. E tre bisogna anche stare attenti perché, come dire, se si fanno male le mosse sbagliate ed escono alcuni azionisti, eh, il titolo poi si prende, si prende una batosta e quella, come dire, rimane azzoppata per sempre

B. Certo, certo

C. Quindi bisogna, secondo me, muoversi veramente con, con, con tutta la necessaria cautela...

1 --
B. Uhm, uhm, uhm

C. E su quello, come dire, io veramente mi sento, mi sento di, di, di... cioè mi sentirei più ibero ancora...a parlarne...E, e... e poi, e poi veramente... la situazione è un "casino" totale

B. Certo, io cerco di capirne un po' di più e farti il quadro più esatto

C. No, ma dico, ma non solo di quello... di quello che dicevi tu prima... la situazione complessiva è... è impazzita...E, e, e, intanto I'economia italiana, guarda, se tu prendi un indicatore banale, ti guardi la CNBC alla mattina...
la guardi dalle nove alle dieci, e, e, e... e vedi che incominciano prima Londra, Francoforte, Parigi, poi fa vedere Zurigo e, e, e, l'Olanda e la Spagna, poi, ogni tanto e non sempre, l'ltalia, su tutti gli altri paesi c'è una sfilza di grandi, di
grandi, grandi aziende, arriva l'Italia incomincia Geox, Del Vecchio, eh, sì, e quattro... e altre due, tre "cazzate" ...

B. Sì, sì. sì, sì

C. Qua se non stiamo attenti veramente... è ...un paese che non... rischia, rischiamo di non portare un "cazzo"

B No, gia è cosi...Va bene, senti, ci vediamo nei prossimi giorni, allora?

C. Un abbraccio, senti, tieni presente solo una cosa, ... sabato sera vado a Mumbai...e torno mercoledì sera...

B. Perfetto

C. Giovedì io sono... devo andare e tornare in Sicilia, da Catania...

B. Si
C. Tu, per caso, mi... perché la Rita mi ha mandato un messaggio per....forse tu...

 

C. Pronto?

Cucchiani e Bisignani avevano già parlato dei temi sul tavolo qualche giorno prima. Il 5 settembre 2010, all'ora di pranzo.

B. Eccoci

C. Eccoci... posso? Posso? Ti disturbo?


B. No, assolutamente, eh

C. Allora, senti, secondo me, io problema è che Ie... Ie rimostranze sono sbagliate perchè sono sulla nazionalità... dell'azionista
B. Certo

C.Allora, non si può fare un attacco, l'attacco deve essere fatto sulla base di altri fatti, e cioè uno che non ha rispettato un prlncipio di "governance" fondamentale e che ha fatto tutto questo senza informare il suo presidente e nessun altro e questo non è accettabile

B. Questo è quello che emerge poi oggi dal Corriere, dalle altre",

C. Si, si, solo che la Pica è due giorni che mi tallona, ogni tanto, perché di sicuro ha", hanno input diversi

B. Ah, ah, ah

C. Una fonte certamente è "Rampol", perché di sicuro ne hanno anche, anche altre, cioe "Profumo" ha i SUOI... ha i suoi contatti, quindi la prima cosa, cioè la violazione perchè non esiste che uno faccia quello che vuole, cioè un manager è undipendente, anche se è I'amministratore delegato

B. Sì

C. La seconda cosa, la seconda ragione e che la performance della banca è pessima, ieri Davide Serra mi diceva che è la peggiore, è la peggiore d'Europa, adesso io non so Davide esagera, non... non... non sono in grado di dirti questa, ma certamente è vero, certamente è vero che la performance non è brillante e verosimilmente ci sarà bisogno di altri aumenti di capitale

B. Certo

C. Allora è chiaro che se uno ha una... una... una quota gia così rilevante di questi soci è evidente che non puoi andare dagli stessi a tirar su altri soldi, così come è evidente che altri fondi sovrani possono essere in difficoltà 0 riluttanti visto la preponderanza di questo socio quà

B. Certo, certo, certo, ma che succede secondo te? Niente


C. Mah, secondo me dipende molto da Fabrizio
B. Uhm, uhm

C. Cioè io credo che... da quello che mi ha detto "Rampol" (Rampl) di
la che se lui o l'uno o I'altro

B. Addirittura?

C.Sì

B. Così "incazzato"

C. E beh, certo, eh

B. Ah, ah, ah

C. Cioè oggettivamente, oggettivamente, scusami, non esiste, cioè poniamo che io, non so, mi cerchi un altro socio in Alliance e non dico un "cacchio" a nessuno dei miei

B. Certo, certo, certo

C. Minimo che posso aspettare, o mi prendo un SOCIO che comunque al cinquantuno, sta al cinquantuno per cento o se no mi cacciano via, insomma è... è impensabile che non succeda una cosa di questo genere in qualsiasi azienda

B. Certo, certo

C. E quindi lui la porrà in questi termini

B. 0 io 0 lui

C. 0 io 0 lui

B. Pensa un po'


C. Uhm, va bene

B. Ci sentiamo domani allora?


C. E, e, e, sentiamoci domani, io domani sono a Parigi, ti chiamo semmai il pomeriggio perche ho consiglio fino... credo che andrà avanti fino alle tre, Ie quattro, cioè vado a Parigi questo pomeriggio e...

B. Va bene

C. E pensavo, però questo, proprio di questo volevo parlarti, che più 0 meno cose di questo genere io Ie farei, io Ie farei uscire

B. Okay, d'accordo

C. Okay? Pero mi dici tu, mi dai tu una luce verde

B. Perfetto

C. L'altra cosa che ho detto comunque a "Rampol" (Rampl), dico: pero stai attento, non andare Iì a fare un "casino" senza prima esserti assicurato di avere un consenso adeguato e poi non devi portare in consiglio la discussione prima di avere, prima di avere una soluzione, quindi sollevi il problema, dici che dovranno esserci...gli approfondimenti e che la cosa dovrà essere istru..., opportunamente istruita e il comitato la dovrà valutare e dopodichè nel frattempo pero devi pensare a tutte , a tutte Ie soluzioni, perchè se no se fai la crisi al buio,

B. Certo

C. E' un "casino" e per la banca per I'immagine, e poi anche per lui


B. Certo, certo


C. E poi l'altra cosa che bisogna capire, è che cosa... che cosa.. che cosa fa il...


B. Fabrizio

C.Eh, esattamente, perchè la cosa peggiore, la cosa peggiore sarebbe di fare un...

B. Fare un'altra volta, certo, fare un'altra volta

C. E dopo rimane... rimane tutto così, e, e, e, anche perchè, cioè il fatto è che Profumo è inaffidabile


B. Va bene

C. E' inaffidabile, ma se diventa affidabile...solo per uno, diventa pericoloso per tutti gli altri


B. Va bene, aIlora ci sentiamo nel pomeriggio


C. Perfetto, un abbraccio, grazie, ciao, ciao, ciao.

 

GIOVANNI BAZOLI E GIUSEPPE GUZZETTICorrado Passera Mario MontiCUCCHIANIALLIANZ ASSICURAZIONIMarco Morelli DG Intesa Sanpaolo GAETANO MICCICHE DG INTESA S PAOLO Enrico Salza xl01 domenico siniscalcoANDREA BELTRATTI INTESA SANPAOLO bisignani ALESSANDRO PROFUMODIETER RAMPL ENRICO CUCCHIANI Enrico Cucchiani

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giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...