emmanuel macron luci spente torre eiffel

IL BUIO OLTRE LE ALPI – IN FRANCIA È CAOS ENERGIA: CI SONO 20 REATTORI NUCLEARI FUORI USO E IL PAESE RISCHIA DI RIMANERE SENZA CORRENTE ELETTRICA. PER LA PRIMA VOLTA IL GOVERNO PARLA DI BLACKOUT PROGRAMMATI PER SFANGARE L’INVERNO, ANCHE NELLE AREE IN CUI VIVONO PAZIENTI CON RESPIRATORI ARTIFICIALI – MACRON PROVA A MINIMIZZARE, MA LA SITUAZIONE È DISASTROSA E LA PRODUZIONE PRECIPITA SOTTO IL 50%

emmanuel macron

Francesco De Remigis per “il Giornale”

 

Con 20 reattori nucleari fuori servizio, per manutenzioni straordinarie o problemi di malfunzionamento - irrisolti anche a causa degli scioperi delle scorse settimane -, la Francia rischia di restare senza corrente elettrica. Il governo ha improntato piani differenziati per importarla da Spagna, Gran Bretagna, Belgio e Germania.

 

Electricite de-France

Ma senza troppe garanzie. E per la prima volta si parla di blackout programmati di due ore, durante l'inverno d'Oltralpe. Le informazioni sono contraddittorie. Inevitabile la bufera sul governo, costretto a barcamenarsi tra i toni rassicuranti del presidente Emmanuel Macron, che da giorni minimizza scenari di un Esagono al buio, scansando un dibattito giudicato «assurdo», e quelli delle autorità dell'energia e dei politici locali, ben più cauti, con ipotesi e simulazioni sui principali tg.

 

La preoccupazione pubblica cresce, e pure la polemica politica. Marine Le Pen si indigna con Laurent Méric di Enedis, uno dei gestori pubblici dell'energia elettrica, che spiega come le interruzioni di corrente potrebbero colpire anche aree in cui vivono i pazienti con respiratori artificiali, considerati «non una priorità» dall'azienda.

 

TORRE EIFFEL AL BUIO

Scenari confusi, di fronte ai quali il portavoce del governo Olivier Véran evoca diverse (e altrettanto fumose) soluzioni. Per le 3.800 persone che hanno bisogno in casa di ossigeno via macchinario, la strategia sono perlopiù mail ed sms inviati agli anziani due giorni prima dei blackout; chi ritiene di non avere alternative potrà farsi accompagnare in ospedale.

 

Poi un numero verde e un'app inviterà tutti a consumare meno, e con cui si proverà a scongiurare i tagli. Sugli smartphone, EcoWatt emetterà infatti un segnale con tre giorni di anticipo per avvertire del rischio di stop: se il consumo non sarà diminuito dai cittadini stessi, non si potrà fare a meno degli «abbassamenti».

 

centrali nucleari in francia

Dopo giorni di voci su possibili buchi momentanei di energia, ieri è stato quindi il giorno della verità. E la verità è che in Francia né il governo, né le autorità, sanno dire con chiarezza e sufficiente certezza se ci saranno o meno blackout. Tutto dipenderà dagli sforzi individuali dei francesi, dal meteo, dal freddo e dal vento, spiegano gli esperti. Perché in una giornata ventosa le turbine eoliche possono fornire fino al 30% della produzione di elettricità.

 

La previsione di Rte parla di uno e fino a 6 giorni di interruzioni di corrente quasi certa. E Macron, da Tirana, sbotta: «Basta panico, supereremo l'inverno malgrado la guerra, siamo un grande Paese, abbiamo un grande modello energetico, chiedo a tutti di fare il proprio lavoro, il compito di Edf è di mantenere in funzione le centrali, quello del governo è garantire una pianificazione, non credo a scenari basati sulla paura». Emerge il nervosismo nel rispondere di una possibile crisi della grandeur ai microfoni delle tv degli altri Stati europei.

 

emmanuel macron

Uno smacco finora solo mediatico. Ma con soli 36 reattori in funzione, 20 fermi, la produzione odierna di energia elettrica da nucleare francese è pari a 36.657 Mw rispetto ai 66.769 necessari ogni giorno. Un rischio blackout c'è eccome. In Assemblée, la ministra della Transizione energetica Agnès Pannrier-Runacher si trincera dietro difese d'ufficio: «La crisi non ha niente di francese, è europea».

 

Poi l'invito alle opposizioni ululanti ad aiutare il governo nella difficile opera di convincimento dei cittadini a «ridurre i consumi». Si parla di 4 reattori da rimettere in funzione e della riapertura di una centrale a carbone. «Il governo programma, i cittadini sono chiamati alla sobrietà energetica», chiosa Macron.

Electricite de France 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…