nicola maccanico cinecitta manuela cacciamani

CACCIAMANI…IN PASTA – SECONDO L’ANAC, DUE APPALTI AFFIDATI DA CINECITTÀ (CON LA VECCHIA GESTIONE DI NICOLA MACCANICO) ALLA “ONE MORE PICTURES” SONO “NON LEGITTIMI”. ALL’AZIENDA FONDATA DA MANUELA CACCIAMANI (PRIMA CHE ASSUMESSE IL RUOLO DI AD A CINECITTÀ), SONO STATE AFFIDATE DUE COMMESSE DA 650MILA EURO, A DISTANZA DI SEI MESI, CHE AVREBBERO “ALTERATO IL REGOLARE CONFRONTO CONCORRENZIALE” – CACCIAMANI, AMICA DI ARIANNA MELONI, SOSTIENE DI NON ESSERE COINVOLTA, PERCHÉ NON ERA ANCORA ALLA GUIDA DI CINECITTÀ, NÉ AMMINISTRATRICE DI “ONE MORE PICTURES”. MA DAGLI ATTI RISULTA CHE FOSSE “PROCURATRICE SPECIALE” FINO AL LUGLIO 2024…

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

manuela cacciamani

Due appalti affidati da Cinecittà, dalla vecchia governance di Nicola Maccanico, alla One More Pictures, sono da considerarsi «non legittimi».

 

E, fatto ancora più grave, l’azienda fondata da Manuela Cacciamani (prima che lei assumesse il ruolo di ad nella spa di via Tuscolana) «è risultata affidataria di due commesse afferenti alla medesima prestazione a distanza di appena 6 mesi» l’una dall’altra. Alterando il «regolare confronto concorrenziale».

 

Nicola Maccanico

A scriverlo è l’Autorità anticorruzione (Anac) nella delibera in cui ha esaminato le vicende che legano One More alla precedente gestione di Cinecittà. Un documento che, comunque, la società sta valutando di impugnare al Tar.

 

La storia è un singolare intreccio di risorse e incarichi. Andiamo con ordine. Il totale delle due commesse, arrivate nel 2023 all’azienda che faceva riferimento a Cacciamani, ammonta a 650mila euro. La manager vantava già un buon rapporto con il ministero della Cultura, nella figura della sottosegretaria leghista, Lucia Borgonzoni.

 

Un’intesa che ha dato la spinta alla manager per l’incarico di ad di Cinecittà, al posto di Maccanico, con il supporto decisivo di Arianna Meloni, legata alla sorella Maria Grazia Cacciamani. Tuttavia, l’attuale amministratrice delegata, con una nota di Cinecittà, sostiene che non ci sia stato «alcun suo coinvolgimento» in quella vicenda, perché non era alla guida della spa pubblica, né amministratrice dell’azienda operante nell’audiovisivo.

 

Studi di Cinecitta

Dagli atti risulta, però, che è stata «procuratrice speciale» di One More fino al luglio 2024 (dopo le commesse sotto esame), quando – al momento dell’assunzione del nuovo incarico – ha ceduto le sue quote al socio Gennaro Coppola (che nelle ultime settimane ha saldato le spettanze, inizialmente spalmate su più anni).

 

[…]

 

Fatto sta che sono due gli affidamenti bocciati dall’Anac, perché al di sopra della soglia dei 140mila euro che consente l’affidamento diretto. Il primo caso riguarda la «campagna di comunicazione Cinema estate» per una cifra di 300mila euro, assegnata alla One More Pictures il 21 giugno 2023.

 

MANUELA CACCIAMANI - ALESSANDRO GIULI - FOTO LAPRESSE

[…] Altra bocciatura è arrivata dall’Anac sull’appalto, risalente al 18 dicembre 2023, da 350mila euro per la campagna social #SoloalCinema. La procedura non ha rispettato «i principi di libera concorrenza e parità di trattamento che governano i contratti pubblici». Il motivo? «Non si è svolto nessun tipo di confronto competitivo, la scelta dell’aggiudicatario/appaltatore è stata fatta in modo diretto».

 

Secondo l’Autorità, c’è stata una mancanza di rotazione nell’assegnazione delle commesse – due in pochi mesi – impedendo una reale concorrenza. «È una questione rilevante per tutto il sistema culturale italiano, perché riguarda il modo in cui vengono gestite risorse pubbliche», ha commentato Angelo Zaccone Teodosi, presidente di Isicult (Istituto per l’industria culturale).

 

[…]

 

MANUELA CACCIAMANI gennaro coppola

Ma il giudizio dell’Anac ha smontato anche la narrazione dell’attuale governance di Cacciamani, che aveva rivendicato un’azione di miglioramento dei conti, appena subentrata nell’estate del 2024. È stato l’intervento del governo a dare una boccata di ossigeno.

 

L’Anac lo scrive chiaramente: «Non è rispondente al vero l’affermazione secondo cui la società, nell’anno 2024, ha maturato oltre 24 milioni di euro poi ridotti a 11 milioni di euro di perdita, grazie alle scelte gestionali (imprenditoriali) operate dal nuovo Consiglio di amministrazione e non già in conseguenza di coperture/elargizioni del Socio pubblico». Nel bilancio di esercizio del 2024 si legge che «la società è risultata destinataria di contributi finalizzati al “risanamento della situazione economico-finanziaria”».

 

lucia borgonzoni manuela cacciamani (4)

Cinecittà ha fatto sapere che «si riserva di valutare eventuali impugnazioni giurisdizionali, fermo nelle more il doveroso adempimento alle raccomandazioni dell’Anac».

 

Ma almeno per Cacciamani c’è una buona notizia. L’Authority «ha accertato la correttezza dell’operato dell’ad Manuela Cacciamani in riferimento allo svolgimento della propria contestuale attività come amministratore delegato e direttore generale della società e ha escluso l’esistenza di conflitti di interessi o inconferibilità tra la medesima Cacciamani e la società One More Pictures», ha scritto in una nota la società.

nicola maccanicoantica roma studios di cinecittaSTUDIO 5 CINECITTA

MANUELA CACCIAMANI - FRANCESCO RUTELLIMANUELA CACCIAMANI AD ATREJU - FOTO LAPRESSE giorgia meloni manuela cacciamani

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