A DISPETTO DI ANAGRAFE E RISULTATI, FLAVIO CATTENEO LEVA LE TENDE DA TERNA E SI CHIAMA FUORI DAL VALZER DELLE POLTRONE: ‘NON MI INTERESSA ANDARE ALLE FERROVIE DELLO STATO, TORNO NEL PRIVATO’

Roberto Mania per ‘La Repubblica'

«Non ho alcun interesse ad essere candidato alla guida delle Ferrovie dello Stato»: Flavio Cattaneo, cinquant'anni, amministratore delegato di Terna da nove, pari a tre mandati, si tira fuori dalla corsa alla successione di Mauro Moretti che dal 15 maggio passerà a Finmeccanica dopo otto anni di Fs. Il nome di Cattaneo era stato inserito da più parti nella rosa dei papabili per il dopo Moretti al vertice di un gruppo risanato sul piano finanziario e rilanciato su quello industriale per quanto al prezzo di una drastica riduzione del personale.

Il futuro del manager lombardo, che prima di essere l'ad di Terna è stato per un biennio il direttore generale della Rai, non sarà più nelle aziende pubbliche. Dice che un capitolo si è chiuso. Si intuisce che non ha apprezzato la decisione del governo Renzi di cambiare tutti i numeri uno delle aziende partecipate (Eni, Enel, Finmeccanica, Poste, Terna, ecc.) indipendentemente dai risultati ottenuti, dall'età anagrafica e dal livello di autonomia personale dalla politica. Cattaneo starà in carica fino all'assemblea dei soci del 27 maggio, poi andrà nel settore privato. Si vedrà dove.

Il nuovo ad di Terna, la società che gestisce la distribuzione dell'energia elettrica, dovrebbe essere designato domani dal consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti, presieduto da Franco Bassanini, che con il 28,95% ne è il principale
azionista. Anche se la Cdp, a sua volta controllata dal Tesoro, opterà per una soluzione del tutto condivisa con Via XX settembre. La corsa sembra ormai ristretta a due: Matteo Del Fante e Gianni Armani.

E la logica sembra essere anche in questo caso quello del rinnovamento nella continuità strategica, come è già stato fatto con Eni ed Enel. La stessa indicazione da parte del premier perché la presidenza di Terna sia affidata a una donna (Catia Bastioli, ad di Novamont) rientra nello schema che è stato già adottato per le due holding dell'energia e del petrolio, rispettivamente con Patrizia Grieco ed Emma Marcegaglia.

Oltre a Cattaneo, lascerà Terna anche il presidente Luigi Roth. In ballo per la carica di amministratore delegato dunque ci sono Armani e Del Fante. Armani è l'ad di Terna Rete Italia, è figlio di Pietro Armani esponente del Partito repubblicano nella prima Repubblica poi parlamentare di Alleanza nazionale nella seconda, dal 1973 al 1995 nel board dell'Iri di cui è stato anche vicepresidente.

Quella di Armani sarebbe una scelta marcatamente interna. Del Fante, fiorentino, viene invece dalla Cassa depositi, dove è direttore generale. È già consigliere di amministrazione di Terna. Dalla sua il sostegno non solo di Bassanini, ma soprattutto del mondo renziano con Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, in testa.

Il nome di Del Fante viene fatto anche per altre due possibili poltrone: quella della successione a Vincenzo La Via nel caso il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, decidesse di non confermare l'attuale direttore generale del Tesoro; e quella dell'ad di Cdp quando tra due anni scadrà il mandato di Giovanni Gorno Tempini.

Con Cattaneo indisponibile ad andare alle Ferrovie, si rafforza quindi l'ipotesi di un upgrading di Michele Mario Elia, attuale amministratore delegato di Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria. Soluzione, pare, suggerita anche da Moretti. Ma mancano ancora 20 giorni.

 

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