steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

DAGOREPORT

angelo bonelli nicola fratoianni manifestazione contro il riarmo foto lapresse

Per una volta, siamo d’accordo con i Gianni e Pinotto della sinistra italiana, Bonelli & Fratoianni. Fanno bene, i sinistrati di Avs, a chiedere conto a Salvini dei rapporti con quel para-guru di Steve Bannon.

 

Di più, hanno ragione da vendere quando presentano un’interrogazione a Giorgia Meloni, chiedendo alla premier se non ritiene che i rapporti dell’ex consigliere di Trump, condannato per frode e architetto dell’internazionale dei sovranisti, “esibiscano una indiscutibile ingerenza di centri politici e di potere di un Paese straniero”.

 

Domande sacrosante, che però dovrebbero rivolgere anche al loro alleato numero uno, Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle fa infatti bella mostra di sé negli Epstein Files, al pari del segretario della Lega.

 

giuseppe conte donald trump 15

A un link sull’incontro tra Donald Trump e “Giuseppi”, inviato via mail a Epstein il 10 giugno 2018, Bannon scriveva: “Si comincia”. E il miliardario rispondeva: “Buon lavoro”.

 

A quale lavoro si stesse riferendo Epstein, non è dato sapere. Certo è che in quei mesi, Bannon guardava con molta attenzione all’Italia come possibile laboratorio del sovranismo mondiale a cui stava lavorando già da anni.

 

Era l’epoca irripetibile del primo Governo Conte, quando Peppiniello Appulo, con pochette al taschino, rivendicava il suo essere “avvocato del popolo”, e Salvini in costume da bagno e panza sblusata con Mojito in mano, dal Papeete postava compulsivamente video di immigrati su Facebook.

 

conte trump

Conte si è poi riciclato come volto progressista, e perno del “campo largo” della sinistra, ma nei 461 giorni del Governo gialloverde ha firmato i decreti sicurezza, spalancato porte alla Cina per fare affari e colonizzare il nostro Paese, grazie alla via della Seta, e ha rappresentato, per Bannon e gli altri para-guru della destra populista americana, quantomeno una speranza.

 

Il fatto più inquietante di quel periodo, visto a posteriori e considerando le mail di Bannon, è l’incontro, a Ferragosto del 2019 (mentre Salvini dal Papeete invocava i pieni poteri), tra il procuratore generale e ministro della Giustizia Usa, William Barr con l’allora capo del Dis, Gennaro Vecchione. Cosa chiesero gli americani in quell’incontro, a cui seguì una cena? Bill Barr e il sodale John Durham erano a caccia di informazioni sul Russiagate.

 

STEVE BANNON E JEFFREY EPSTEIN SI SCAMBIANO EMAIL SU GIUSEPPE CONTE

Trump era convinto (forse lo è ancora, di recente ha condiviso un articolo che riciccia questa vecchia storia) che il "Russiagate" fosse stato confezionato in Italia, quando era premier Matteo Renzi, alleato di Hillary Clinton, insieme ad agenti ostili dell'Fbi. Tutto l’impianto complottaro si basava sulle accuse di George Papadopoulos, secondo cui a passargli la polpetta avvelenata era stato il misterioso professore della Link Campus University Joseph Mifsud, poi sparito nel nulla.

 

Dei rapporti della Link University con il M5s, sono pieni gli archivi: l’università online fondata da Vincenzo Scotti è stata una “fucina di talenti” per il Movimento senza classe dirigente. La ministra della Difesa nel primo Governo Conte, Elisabetta Trenta, aveva insegnato nell’ateneo, dove si erano formati molti esponenti grillini, a partire da Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa poi riconfermato nel Conte-bis, che ora ha fondato una società di consulenza strategica su intelligence e sicurezza. (anche Emanuele Del Re, viceministro degli Esteri del Governo Conte-bis e Paola Giannetakis, sempre vicina ai 5Stelle e candidata alle politiche 2018 alla Camera, hanno avuto esperienze co nla Link Campus).

 

WILLIAM BARR JOHN DURHAM

A proposito di incontri misteriosi: quattordici mesi prima della gita italiana del duo Barr-Durham, sbarca nel nostro disgraziato Paese Steve Bannon, con intenzioni bellicose e molto serie. Fu in quell’occasione che avrebbe incontrato Davide Casaleggio e, forse, Beppe Grillo.

 

Lo raccontava nel 2019 “Wired”: “Una fonte vicina a (Steve) Bannon ha confermato che quando era a Roma, a giugno, Bannon ha incontrato Davide Casaleggio”.

 

A quell’incontro, secondo fonti autorevoli, si sarebbe discusso della vendita di un software di profilazione alla Casaleggio.

 

STEVE BANNON SALVINI

Non è dato sapere se quella vendita sia mai stata portata a termine, ma è un dato che Steve Bannon è stato vicepresidente della famigerata Cambridge Analytica, la società che, tramite la profilazione dei dati degli utenti di Facebook, fu accusata di aver influenzato il referendum sulla Brexit nel Regno Unito, nel 2016, e di aver avuto un ruolo in svariate campagne di disinformazione in giro per il mondo.

 

Bannon non si sarebbe fermato al Movimento 5 Stelle, ma avrebbe incontrato anche lo staff della Lega (erano gli anni della “Bestia” social guidata da Luca Morisi), altro azionista del governo giallo-verde, e, ancora oggi, partito molto scettico sulle forniture di aiuti militari all’Ucraina, e sempre sensibili alle esigenze della Russia di Putin. Come gli stessi grillini: quando c’è da prendere posizione contro Kiev, e a favore di Mosca, la vecchia fiamma tra Salvini e Conte torna sempre in voga.

 

matteo salvini bacia il rosario mentre parla giuseppe conte 2

L’ex avvocato del popolo, nel frattempo diventato “progressista”, tiene per la collottola anche Elly Schlein: il suo putinismo è fonte di imbarazzo e grattacapi per la segretaria del Pd, ma lo sono ancora di più le ambizioni di Peppiniello.

 

È convinto, l’ex pochette con le unghie, di tornare, o prima o dopo, a Palazzo Chigi. In caso di primarie, infatti, i sondaggi lo danno vincente in un’eventuale sfida con la segretaria dem. E se invece non si andasse ai gazebo, e il Pd imponesse un suo nome, è pronto a far saltare il campo largo…

 

Ps. Negli anni in cui Bannon sfilava in Italia alla ricerca di alleati, il vero rasputin della comunicazione grillina era Pietro Dettori: era lui il responsabile dell’allora potente blog del Movimento 5 Stelle.

 

LUIGI DI MAIO - DAVIDE CASALEGGIO - PIETRO DETTORI

Lo stesso Dettori, oggi, si è riciclato meloniano: fa campagna per il sì al referendum e controlla “Esperia italia”, canale dell’informazione di destra che ambisce ad arrivare ai giovani. Socia di Dettori in questa avventura è Lara Fanti, compagna di Tommaso Longobardi, influente social media manager di Giorgia Meloni, formatosi a sua volta alla scuola di Casaleggio.

 

 

 

 

 

pietro dettoriincontro renzi mancini gli audio della professoressa sul sito della verita' casaleggio grillo

angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni e antonio conte - manifestazione pro gaza a roma

 

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