LAVORATORI, C’È UN ALTRO CETRIOLONE IN ARRIVO! – DAL 2029 POTREBBERO VOLERCI TRE MESI IN PIÙ PER ANDARE IN PENSIONE. E' QUANTO EMERGE DALL'ULTIMO RAPPORTO DELLA RAGIONERIA DELLO STATO – I REQUISITI ANAGRAFICI SALGONO A 67 ANNI E 6 MESI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA (CON 20 ANNI DI CONTRIBUTI) E A 43 ANNI E 4 MESI PER QUELLA ANTICIPATA, PER ADEGUARLI ALLE ASPETTATIVE DI VITA. DAL 2031 POTREBBERO AGGIUNGERSI ALTRI 2 MESI – UN ALTRO BRUTTO COLPO PER LA LEGA, CHE A INIZIO LEGISLATURA AVEVA PROMESSO DI CANCELLARE LA RIFORMA FORNERO…
Estratto dell’articolo di Giorgio Pogliotti per “Il Sole 24 Ore”
Dal 2029 si potrebbe profilare un innalzamento di ulteriori 3 mesi dei requisiti anagrafici e contributivi per il pensionamento, che salgono così a 67 anni e 6 mesi per la pensione di vecchiaia (con 20 anni di contributi) e a 43 anni e 4 mesi per la pensione anticipata (1 anno in meno per le donne), per adeguarli alle aspettative di vita.
Dal 2031 potrebbero aggiungersi altri 2 mesi (67 anni e 8 mesi per la pensione di vecchiaia, 43 anni e 6 mesi per la pensione anticipata, un anno in meno per le donne).
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
La previsione è contenuta nella nota di aggiornamento del 26^ Rapporto 2025, “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario” elaborato dal ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato pubblicato lo scorso 20 gennaio sul sito del Mef.
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In particolare la tabella relativa ai requisiti di accesso è stata redatta a seguito dell’entrata in vigore della legge di Bilancio 2026, che ha limitato ad un mese l’incremento dei requisiti per la pensione per il 2027 e a 3 mesi complessivi per il 2028. Gli incrementi riguardano l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia (nel 2026 pari 67 anni) e il requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata (nel 2026 per le donne 41 anni 10 mesi, per gli uomini 42 anni e 10 mesi).
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Passando all’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento pubblicato ieri dall’Inps, il totale delle pensioni con decorrenza nel 2024 è stato di 901.152 per un importo medio mensile di 1.218 euro.
Le pensioni con decorrenza nel 2025 sono state 831.285, per un importo medio di 1.229 euro. Il riferimento è alle pensioni di vecchiaia, anticipate, di invalidità e ai superstiti delle gestioni considerate, compresi gli assegni sociali.
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Per quanto riguarda le singole categorie, con decorrenza 2024 sono state 276.603 le pensioni di vecchiaia, 225.046 le pensioni anticipate, 62.400 le pensioni di invalidità e 238.832 le pensioni ai superstiti. Nel 2025 sono state 267.332 quelle di vecchiaia, 202.708 le anticipate, 53.601 di invalidità e 210.863 ai superstiti.
Analizzando le singole gestioni, il Fpld (lavoratori dipendenti) ha totalizzato 361.364 pensioni nel 2024 e 328.441 nel 2025; seguono la gestione dipendenti pubblici con rispettivamente 128.907 e 114.181, artigiani (88.319 e 83.098), commercianti (77.161 e 73.703), parasubordinati (48.841 e 48.019) e coltivatori diretti e mezzadri (34.072 e 29.909). Gli assegni sociali sono stati 98.271 nel 2024 e 96.781 nel 2025.
matteo salvini saluta claudio durigon foto di bacco (2)
Nel confronto tra i due anni emerge una riduzione delle pensioni anticipate: l’Inps stima un calo del 5% come consuntivo 2025. Diminuiscono anche le pensioni liquidate con Opzione donna: sono state 2.147 contro le 3.612 del 2024 (-40,5%). [...]
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse


