xi jinping padrone del mondo

LA CINA GIOCA SPORCO. E L’INDUSTRIA EUROPEA SI PRENDE L’INVOLTINO PRIMAVERA IN QUEL POSTO – PECHINO EROGA ALLE PROPRIE INDUSTRIE AIUTI DI STATO DA TRE A OTTO VOLTE SUPERIORI ALLA MEDIA DEI PAESI DELL’OCSE: UNA PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA CHE RENDE IMPOSSIBILE COMPETERE E DISTRUGGE LE FILIERE OCCIDENTALI (IN PARTICOLARE, EUROPEE) - SECONDO L’OCSE, IL 60% DELLE QUOTE DI MERCATO CONQUISTATE DALLE IMPRESE CINESI TRA IL 2005 E IL 2023 È ATTRIBUIBILE PROPRIO AGLI AIUTI DI STATO, CONTRO UNA MEDIA GLOBALE DI CIRCA IL 22 PER CENTO. È COME DOPING: LA CINA NON GIOCA CON LE STESSE REGOLE DEGLI ALTRI, E PER QUESTO VINCE (SENZA CHE NESSUNO FACCIA NIENTE PER OPPORSI)...

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Donfrancesco per “il Sole 24 Ore”

 

Aziende cinesi

Tra il 2005 e il 2024, la Cina ha erogato alle proprie aziende aiuti di Stato da tre a otto volte superiori alla media dei 38 Paesi membri dell’Ocse, un’ondata che spiazza i concorrenti e distorce la competizione sui mercati globali: nell’auto, nell’aerospazio, nei semiconduttori, nella siderurgia, nella chimica, solo per fare qualche esempio, in un elenco costantemente aggiornato dalla volontà di dominio di Pechino.

 

Non è certo una novità assoluta, quella contenuta in uno studio pubblicato ieri dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Ne esce però una fotografia più precisa di un fenomeno, rimasto finora coperto da un velo di opacità, proprio per la mancanza di trasparenza nelle decisioni del Governo cinese, che ha sempre negato pratiche sleali.

 

XI JINPING PADRONE DEL MONDO

L’analisi dell’Ocse cade, inoltre, in una fase delicata nei rapporti tra Pechino e Bruxelles e si inserisce nel dibattito sulle contromisure da prendere rispetto al «China shock 2.0», la massiccia ondata di esportazioni a basso costo e ad alta tecnologia, drogata da sovracapacità produttiva e sussidi. Una minaccia definita «esistenziale», dal commissario per l’Industria, Stéphane Séjourné, che la scorsa settimana ha annunciato una stretta per difendere il settore.

 

[...]

 

xi jinping e ursula von der leyen

Nel 2024, gli aiuti di Stato ai 525 più grandi gruppi manifatturieri del mondo in 15 settori chiave sono saliti a livelli mai visti dalla crisi finanziaria globale, all’1,3% del loro fatturato complessivo (108 miliardi di dollari).  Gran parte degli aiuti vanno ad aziende controllate dallo Stato.

 

Mentre nei Paesi Ocse assumono la forma di sovvenzioni e incentivi fiscali, le imprese cinesi beneficiano soprattutto di prestiti a tassi agevolati, erogati in gran parte « da banche statali e banche di riferimento», che seguono le indicazioni delle autorità centrali. Una misura di sostegno meno facilmente rintracciabile rispetto ad altre forme di aiuto.

Le attrezzature per le energie rinnovabili, i semiconduttori e l’industria pesante (come l’acciaio e l’alluminio) ricevono il sostegno maggiore a livello globale.

 

NEGOZIO DI GIOCATTOLI A PECHINO

In Cina, però, i sussidi medi per l’industria dei semiconduttori hanno raggiunto quasi il 10% del fatturato delle imprese nel 2021 e nel 2022, contro una media globale di poco superiore al 2 per cento. Nel periodo 2005-2024, l’aiuto medio per la fabbricazione di turbine eoliche si è attestato all’1% del fatturato delle aziende globali, meno della metà di quelli erogati negli ultimi 15 anni in Cina, dove in «molteplici» anni si è anzi superato il 5 per cento.

 

Tra il 2010 e il 2024, le aziende aerospaziali cinesi hanno beneficiato di sussidi da due a cinque volte superiori a quelli ricevuti dai concorrenti dei Paesi Ocse, sempre in rapporto al fatturato. Nell’industria automobilistica, il rapporto è di uno a quattro.

 

OPERAIE IN UNA FABBRICA DI SUQIAN, IN CINA

L’Unione europea sostiene che diversi di questi aiuti configurano pratiche commerciali sleali e ha aperto indagini sui prodotti. Dispute su sussidi illeciti e contro-denunce su ritorsioni anti-dumping hanno popolato per decenni la giurisprudenza del tribunale della Wto, da anni però paralizzato dal boicottaggio degli Stati Uniti.

 

Secondo l’Ocse, il 60% delle quote di mercato conquistate dalle imprese cinesi tra il 2005 e il 2023 è attribuibile proprio agli aiuti di Stato, contro una media globale di circa il 22 per cento.

 

L’Ocse afferma anche che queste misure non hanno aumentato la produttività e la redditività: «Proprio come il doping nello sport, esiste il rischio che i sussidi facciano ingiustamente vincere i giocatori meno produttivi, a scapito di quelli più innovativi ed efficienti», sostiene l’Ocse. [...]

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…