trader di borsa

COME LA FINANZA DIROTTA LA POLITICA - GUIDO MARIA BRERA NEL SUO BLOG FA PARLARE UN TRADER: ''CI DIVIDIAMO IN DUE CATEGORIE. I MATEMATICI, CHE SPESSO FANNO CROLLARE I MERCATI. E QUELLI CHE INTERVENGONO SULLE MACERIE, E INVESTONO SU OPERAZIONI GARANTITE DALLA POLITICA. COME ORA CON I CREDITI DETERIORATI'' - I PICCOLI RISPARMIATORI VENGONO FOTTUTI, VEDI ETRURIA, I GRANDI PATRIMONI SI ARRICCHISCONO

 

Dal blog di Guido Maria Brera

http://www.idiavoli.com/bang-bank/

 

 

GUIDO MARIA BRERAGUIDO MARIA BRERA

Ci incontriamo in un caffè del centro di Londra a tarda notte, perché «Scusa, I’m very busy», la sua agenda in questi giorni è fitta. Parliamo di gestori illuminati sulla via della politica e di crediti deteriorati che sembrano miniere d’oro. Non occorre incalzarlo, Bruno Livraghi. Il trader italiano che ha fatto fortuna nella City parla volentieri con i giornalisti, non si sottrae e anzi, ammicca.

 

Vorrei che mi aiutasse ad esplorare gli intrecci che legano il mondo del risparmio e quello dei decisori, politici e non…

 

Partiamo da un assunto fondamentale: il mondo dei gestori si divide sostanzialmente in due grandi gruppi. Da una parte ci sono i gestori descritti dalla “Grande Scommessa”, il film sulla crisi del 2008. Sono spesso dei matematici, sono molto tecnici e studiano le incongruenze dei mercati da un punto di vista quantitativo; costruiscono dei modelli proprietari ed intervengono dopo lunghe analisi e riflessioni, a volte si muovono con tempistiche sbagliate e tendenzialmente precedono i grandi movimenti. Il loro successo è legato al timing dei loro interventi.

 

TRADER A WALL STREET TRADER A WALL STREET

La seconda categoria è molto più complessa: si tratta infatti di gestori che influenzano la vita politica ed economica dei Paesi in cui operano. Tra questi ci sono i cosiddetti “attivisti”, ossia coloro che tramite partecipazioni aziendali tendono ad influenzare le scelte dei consigli di amministrazione delle società in cui investono.

 

Dove vuole arrivare ?

 

Voglio arrivare a parlarle di quelli che influenzano, o tentano di influenzare, la vita politica. Questo è un mondo a parte perché il gestore, di fatto, è un uomo di relazioni, si muove nei palazzi di potere con disinvoltura, si veste bene, è forbito, fa beneficienza, è onnipresente agli eventi politico mondani, da del tu a ministri e banchieri. Non somiglia a Gordon Gekko, per intenderci. E’ sempre impeccabile, non ha scheletri nell’armadio, molto spesso dispensa consigli non richiesti ed è anche telegenico.

Trader di borsaTrader di borsa

 

Buoni da una parte, cattivi dall’altra?

 

Guardi, non si faccia ingannare dall’etica. Non esiste in finanza, e non appartiene a nessuna delle due categorie. Chi fa soldi è pagato per far soldi. L’importante è muoversi tutti nel rispetto delle regole, il problema può nascere quando il rapporto tra regolato e regolatore diventa ambiguo.

 

Mi sta prendendo in giro?

Zero, e ora le spiego perché. La prima categoria di gestori molto spesso è rappresentata dagli artefici dei grandi crolli dei mercati. Sono quelli che capiscono i limiti del sistema, sono specializzati nel far esplodere le bolle e di solito raggiungono dei risultati spettacolari in brevi cornici temporali. Infine tornano silenti, a studiare.

 

THOMAS PIKETTY ALLA BOCCONITHOMAS PIKETTY ALLA BOCCONI

I secondi, invece, intervengono sulle macerie, sono quelli che elargiscono soluzioni, spingono o affossano candidati politici; sono quelli che hanno un dialogo vivo con i governanti. Queste persone agiscono nelle fasi di ricostruzione ed investono su operazioni spesso garantite dalla politica. La loro sfera di influenza è ampia e va dalle riforme all’introduzione di strumenti innovativi generosamente suggeriti – da loro stessi o tramite banker – ai dicasteri finanziari di stati sovrani.

 

In estrema sintesi si può dire che i secondi  corrono meno rischi dei primi? Potrebbe approfondire questo aspetto?

 

Ha letto l’Anti-Edipo di Deleuze e Guattari?

 

Sì, ma cosa c’entra?

 

gordon gekkogordon gekko

Deterritorializzazione e riterritorializzazione, sono termini a lei familiari? Le spiego come siano perfetti per la finanza dei giorni nostri e come un libro del 1972 sia ancora così attuale. Semplificando, per deterritorializzazione intendo la distruzione della norma, che nei mercati vuol dire abbattere le consuetudini concettuali, vuol dire far esplodere le bolle, pensi ad esempio alla deflagrazione dei mutui subprime e al disastro che ciò ha prodotto a livello globale.

 

gordon gekko gordon gekko

Per riterritorializzazione intendo invece la costruzione di una nuova norma, fondata su mercati efficienti. Ad esempio? L’intervento delle Banche Centrali con conseguente Quantitative Easing. Si tratta di due fasi distinte nelle quali gli attori cambiano: nella prima fase a prevalere è la furia distruttrice del mercato libero; nella seconda la forza restauratrice della politica ovvero del regolatore, inteso come figura paterna che ripristina l’ecosistema perfetto.

 

Tradotto in termini più concreti?

 

Più concreto di così! La fase che allo stato attuale maggiormente ci interessa è quella restauratrice. Perché comprenda appieno cosa intendo dirle, rubo un’espressione di Deleuze, “capitalismo di stato”. In sostanza il mercato non esiste più, la politica rischia di essere eterodiretta dalla finanza e l’unico imperativo è ricostruire le condizioni di massima efficienza nel funzionamento del mercato.

dicaprio in wolf of wall streetdicaprio in wolf of wall street

 

Questa è la fase delle riforme indotte in nome dell’emergenza, la fase in cui il legislatore diventa iperattivo. E’ la fase più delicata per una nazione che debba decidere se cedere alle pressioni del mercato o all’ambizione dei suoi statisti. Alla moneta oppure alla morale.

 

Ad esempio?

 

Sono pronto a scommettere che a breve, in Italia, verrà varata una riforma sul diritto fallimentare e verrano accelerate tutte le procedure; verranno limitati i diritti dei debitori e questa riforma potrà essere servita su un piatto d’argento ai compratori di Npl’s che dovranno recuperare i crediti deteriorati.

 

draghi eurodraghi euro

Allora parliamo di crediti deteriorati. Cosa pensa dell’accordo tra il governo italiano e la commissione europea sulla Bad Bank raggiunto la scorsa settimana a Bruxelles?

 

Chi è pronto a comprare Npl’s ha tirato un sospiro di sollievo: il pericolo era una gestione centralizzata della vendita dei crediti deteriorati, in altre parole i gestori temevano che il processo di vendita si compisse sotto l’egida della trasparenza. Ma i fondi vogliono comprare gli Npl’s direttamente dalle banche con trattative private perché la verità è che non amano la concorrenza, e quindi il mercato. La sorprende?

 

Mi sta dicendo che i cantori del mercato libero e della concorrenza perfetta alla fine preferiscono nebulose trattative riservate?

 

Certo che sì, perché così comprano tanto al chilo da venditori incompetenti, e dentro la busta trovano spesso delle perle.

 

mario draghi  2mario draghi 2

Come possono riuscirci?

 

Vede, Draghi pochi giorni fa ha parlato di granularità dei crediti in sofferenza, questo vuol dire che i crediti dovrebbero essere venduti, per così dire, anche al dettaglio. Ma se vengono venduti all’ingrosso il compratore ha un vantaggio maggiore perché determina il prezzo nella parte bassa dello spettro.

 

Ma allora perché il risparmio gestito domestico non si avventa su questa opportunità di investimento?

 

Perché sarebbe troppo complicato, le tranche junior delle cartolarizzazioni non sono strumenti che rientrino nella sfera dei titoli comprabili dai fondi armonizzati UE. Ma la vera miniera d’oro sta nell’equity, ovvero nella parte a più alto rischio. Quella preclusa alla maggioranza.

 

Quindi gli Npl’s sono un investimento per pochi?

 

CREDITI DETERIORATICREDITI DETERIORATI

Le rispondo con un’altra citazione, stavolta da «Il capitale del XXI secolo» di Thomas Piketty: il capitolo 12, che è passato sotto traccia, parla delle gerarchie del risparmio e in sostanza analizza l’andamento dei patrimoni a seconda della loro entità. Il risultato è sorprendente: perché i grandi patrimoni dal 2007 al 2013 sono cresciuti con ritorni a doppie cifre mentre i piccoli patrimoni sono addirittura scesi? Lei sa spiegarsi il motivo?

 

Forse perché i gestori migliori gestiscono i grandi patrimoni mentre quelli mediocri si occupano dei piccoli investitori?

 

Troppo semplicistico, esiste un più alto livello di comprensione. La risposta sta negli strumenti a disposizione dei diversi gestori. Prendiamo in considerazione due casi estremi. Nel primo caso abbiamo il cliente di una piccola banca regionale italiana che investe i suoi risparmi a seconda di quanto gli viene consigliato dall’operatore allo sportello: titoli bancari subordinati emessi dallo stesso istituto di credito, azioni e fondi comuni. Il risultato è tristemente noto a tutti.

CREDITI DETERIORATI    CREDITI DETERIORATI

 

Nel secondo caso, il titolare di un grosso patrimonio con Family Office all’estero, seleziona diversi gestori tra cui hedge fund non armonizzati che poi comprano gli Npl’s della banca semi fallita che ha venduto i bond subordinati al primo cliente e ottiene ritorni a due cifre.

 

Intendo dire che i grandi patrimoni, al contrario delle persone comuni, hanno accesso a strumenti di investimento più esclusivi e meno rischiosi. Quando la banca dei piccoli risparmiatori collassa, interviene un fund manager che va a rovistare nelle macerie ed estrae pepite d’oro.

La falla sta nella circolarità di questo processo che massacra i piccoli e fa fare soldi a palate ai più grandi.

RECUPERO CREDITIRECUPERO CREDITI

 

Mi scusi, ma lei è parte in causa? Perché mi racconta tutto questo?

Lo faccio perché non esisto, sono solo il personaggio di un libro.

 

Un’ultima domanda, quanto costa partecipare al WEF di Davos?

150 mila euro, jet privato escluso (ride, ndr)

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?