code alla stazione taxi di termini

VIAGGIO AL TERMINI DEI TAXI ABUSIVI - DOPO LA RISSA ALLA STAZIONE, TRA I COLLEGHI REGOLARI C’È CHI È FURIOSO (‘IL COMUNE E I VIGILI LI LASCIANO FARE’) E CHI LI DIFENDE: ‘NON SE FA LA SPIA, SO’ AMICI’ - È INUTILE VIETARE UBER: A ROMA I TAXI SONO POCHI E PREPOTENTI, INTROVABILI LA SERA E NEI FESTIVI, E COSÌ MIGLIAIA DI ABUSIVI E DI NCC ARRIVANO DA FUORI CITTÀ PER COPRIRE LA DOMANDA

 

 

Raffaella Troili per il Messaggero

 

taxi stazione termini

La coda di turisti scorre poi si ferma. I taxi incolonnati sfilano lentamente, sembrano non avere fretta, meglio autogestirsi il lavoro con molta calma. Anche di lunedì, nel centro della capitale, l’idea di arrivare e salire a bordo di un taxi è un’utopia. Alla filosofia di Roma - tutto con calma e senza per favore - ci si deve abituare e subito. Come ai barboni distesi all’entrata, agli extracomunitari sul punto di litigare, alle bande di scippatrici e a certi brutti ceffi che vien voglia di non scendere più nella metropolitana.

 

Con i vigili dall’altra parte, di spalle, lontani. Una calma solo apparente serpeggia alla Stazione Termini, dove domenica pomeriggio alle 17,30, un gruppo di tassisti abusivi se le è date di santa ragione per accaparrarsi un cliente. Il giorno dopo si tengono lontani, oltre all’Esercito ci sono due agenti della Municipale, «e poi sono furbi, vengono nel weekend e nelle ore di punta», spiega un tassista regolare. Strani personaggi che approfittano della confusione, dei taxi insufficienti per adescare i turisti.

 

file ai taxi termini via marsala

Scelgono la mèta migliore, saltano file, si fanno largo con prepotenza. D’altronde nella terra di nessuno una scazzottata è sempre in agguato, tutto è possibile, riconosce un tassista affacciandosi al finestrino «è dall’alto che lo permettono, l’amministrazione comunale non dice nulla, se gli irregolari non li fermi e li metti alla porta sei complice. Ma i vigili non lo fanno mai». Lui è venuto alle mani con uno di loro, «mi ha menato, mi ha mandato in ospedale, voleva fare lo splendido per una corsa, io l’ho denunciato e portato in tribunale».

 

Intanto, la fila di auto bianche scorre. Ma dove sono gli abusivi? «E’ pieno, ma non se fa la spia, so’ amici», taglia corto un altro regolare. Di solito lasciano anonime auto bianche, furgoni neri dai vetri scuri e berline, lontano dal posteggio o dalla stazione e si avvicinano a piedi ai turisti e ai clienti. Così anche a Trastevere, via Giolitti, Stazione Tiburtina, davanti ai maggiori luoghi di interesse e passaggio.

 

UNA GIUNGLA DI OFFERTE

code alla stazione taxi di termini

Una giungla, tra le assenze dei taxi e il vuoto delle istituzioni, se si considera che oltre al migliaio di abusivi circolano mezzi con licenza di altre regioni. «Saranno 3mila. Vengono dalla Calabria, dai paesi del Sud, e lavorano a Roma: sono abusivi quasi legalizzati - aggiunge un altro tassista - tutti i giorni, specie nel fine settimana via internet offrono taxi per Fiumicino, Ciampino. Per noi sono appoggiati dalla giunta, perché nessuno li controlla». Hanno furgoncini neri e berline, contrattano, si mettono d’accordo con gli alberghi, lamentano i tassisti. Hanno ottenuto la licenza fuori Roma ma lavorano qui.

 

SERVIZIO IN PANNE

Circa 8mila invece le licenze per circolare a Roma e un migliaio di autorizzazioni per il servizio di Ncc con autovettura eppure sempre più spesso la capitale resta sguarnita, in certe ore della giornata è diventato impossibile anche solo ottenere una risposta dal centralino, la sensazione che i turni non siano calibrati sulle esigenze della città si è fatta più forte. Le auto bianche, ossia invisibili, fantasma, sono state oggetto di almeno quattro denunce da parte del Codacons «per inosservanza dei turni».

code alla stazione taxi di termini

 

Spiega il presidente Carlo Rienzi che i tassisti la domenica pomeriggio alla Stazione Termini sono introvabili probabilmente perché effettuano turni minori. E’ un disastro, così offendono l’immagine della città di Roma, poi non si lamentino degli abusivi».

 

Quanto agli abusivi, lasciati così indisturbati, Rienzi ipotizza poco chiari scambi di favore. «Se i vigili si mettessero in borghese e li multassero a suon di due, tremila euro, forse smetterebbero di lavorare». Ma alla Stazione ci sono solo due vigili, danno informazioni, ascoltano disavventure, controllano la piazza, fanno su e giù, anche loro, forse, troppo pochi. 

invito a non prendere taxi illegali a roma

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…