luigi valerio santandrea sant'andrea domenico arcuri bernardo mattarella antonino turicchi

ARCURI PREPARA GLI SCATOLONI: MA CHI PRENDERÀ IL SUO POSTO? – È PARTITO IL TOTO-NOMINE PER IL VERTICE DI INVITALIA: IL PREDESTINATO ERA BERNARDO MATTARELLA, MA LA CONFERMA DELLO ZIO SERGIO AL QUIRINALE RISCHIA DI SBARRARGLI LA STRADA – CRESCONO LE QUOTAZIONI DI ANTONINO TURICCHI, CHE HA INIZIATO LA SUA CARRIERA AL MEF CON DRAGHI DIRETTORE GENERALE - LA VARIABILE GIORGETTI: AL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO SPETTA LA CONCERTAZIONE CON IL TESORO. E INFATTI SPUNTA ANCHE IL NOME DI LUIGI VALERIO SANT’ANDREA, COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA SOCIETÀ INFRASTRUTTURE MILANO-CORTINA…

Antonella Baccaro per il “L’Economia – Corriere della Sera”

 

DOMENICO ARCURI

Tra tutte le nomine ancora in programma quest' anno, prima dei grandi rinnovi del prossimo in Eni, Enel, Poste e Leonardo, quella ai vertici di Invitalia presenta, a poco più di un mese dalla scadenza (il 20 luglio), le incognite maggiori.

 

Sembra difficile che l'amministratore delegato Domenico Arcuri, al timone del gruppo da 15 anni, possa battere il record del suo corregionale Giuseppe Bono, che ha appena lasciato dopo 20 anni la guida di Fincantieri. A differenza di Bono, che sarebbe stato in ballo fino all'ultimo, per il manager di via Calabria il barometro della politica segna da tempo burrasca.

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Com' è noto, il problema non è tanto la gestione di Invitalia, quanto quella dell'emergenza pandemica nelle vesti di commissario nominato dal governo giallo-rosso, con i suoi risvolti mediatici e giudiziari. La chiusura delle indagini per l'inchiesta aperta nel 2019 dalla Procura di Roma sul «caso mascherine», con l'archiviazione delle accuse più pesanti, corruzione e peculato, e la richiesta di rinvio a giudizio ancora pendente per abuso di ufficio, non cambia di molto lo scenario.

 

BERNARDO MATTARELLA

Il fatto che l'abuso di ufficio possa essere considerato un reato quasi inevitabile per un commissario all'emergenza dotato di poteri speciali non fa recuperare ad Arcuri il consenso politico che ha sempre saputo mantenere, cavalcando dal 2007 a oggi nove governi.

 

Il bilancio

Del resto anche l'ex premier Giuseppe Conte, negli ultimi due anni suo maggior sponsor, è lungi dal potere (e forse anche volere) usare la propria influenza a favore di una conferma o di uno spostamento di Arcuri. I suoi recenti contrasti con Draghi hanno prodotto il risultato che il M5S nelle varie partite in corso (vedi per ultima la Rai) non ha mai toccato palla.

 

antonino turicchi

Ha quindi senso il toto-nomine che si è risvegliato dopo l'approvazione dell'ultimo bilancio di Invitalia, il 30 maggio scorso, che ha fissato come ultimo giorno utile per la nomina il 20 luglio, salvo proroghe.

 

Tra tutti i candidati emersi finora Bernardo Mattarella, amministratore di Mediocredito centrale, banca per lo sviluppo del gruppo Invitalia, sembrava il predestinato, essendo stato peraltro per quattro anni chief financial officer di Invitalia. Si dice che l'inattesa riconferma dello zio Sergio al Quirinale gli abbia sbarrato la strada: troppo rilevante l'esposizione mediatica del gruppo.

 

CARLO TAMBURI

Eppure c'è ancora qualcuno che al Tesoro non vuole darsi per vinto. Probabilmente è lo stesso che, in subordine, caldeggia altri profili di tipo finanziario. Seguendo questa pista, le quotazioni di Antonino Turicchi, la cui carriera è partita dal Mef quando Draghi era direttore generale, per poi proseguire in grandi cda di partecipate e non, sembrano in crescita.

 

LUIGI VALERIO SANT'ANDREA

Sui nomi di Carlo Tamburi (ex Enel) e Andrea Munari (Bnl) non ci sono conferme, mentre le ambizioni di Fabrizio Palermo (ex Cdp), pure tirato in ballo, paiono rivolte altrove. Ma nella partita che si gioca principalmente a palazzo Chigi, tra le stanze del superconsulente Francesco Giavazzi e quelle dei grand commis Roberto Garofoli e Antonio Funiciello, va considerata la variabile Giancarlo Giorgetti.

BERNARDO MATTARELLA

 

La concertazione

Al ministro dello Sviluppo economico spetta la concertazione con il Mef, una prerogativa che l'esponente leghista più governista pare volersi giocare. Sarà per questo che tra i nomi circolano quelli di Luigi Valerio Sant' Andrea, nominato a febbraio commissario straordinario della società Infrastrutture Milano-Cortina 2026, in passato vicino al Pd e ai renziani, ma con un passato come commissario ai Mondiali di sci di Cortina, dove ha convinto il governatore veneto Luca Zaia.

domenico arcuri

 

Oppure quello di Angelo De Amici, anch' egli in Milano-Cortina come consigliere, varesino come Giorgetti, con cui ha condiviso l'esperienza al Dipe (Dipartimento per la programmazione economica). Tra le controindicazioni possibili, un profilo poco conciliabile con la più grossa delle partite che Invitalia sta giocando (oltre ai fondi del Pnrr): l'Ilva. Ragione per cui tra i nomi circolano profili più industriali, come quelli di Giuseppe Bono e persino dello stesso Franco Bernabè, presidente di Acciaierie d'Italia.

antonino turicchi CARLO TAMBURI LUIGI VALERIO SANT'ANDREADomenico Arcuribernardo mattarella foto di ferdinando mezzelani gmt 78bernardo mattarella foto di ferdinando mezzelani gmt 79

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?