henry kravis salvatore rossi pietro labriola vincent bollore tim kkr

DAGONEWS: OPA NON ANDAR VIA…IL TONFO IN BORSA DI TIM HA DUE CAUSE: GLI 8,7 MILIARDI DI PERDITE DEL 2021, DA UNA PARTE; DALL’ALTRA, IL MERCATO HA PERCEPITO CHE L’OPA LANCIATA DA KKR FOSSE FINITA NEL CASSETTO DELLE BUONE INTENZIONI. FONTI AUTOREVOLI AFFERMANO PERÒ IL CONTRARIO: IL FONDO USA STA ANCORA VALUTANDO TIM PER UNA POSSIBILE OPA - IL NUOVO AD PIETRO LABRIOLA AVREBBE CONFIDENZIALMENTE FATTO UN’OFFERTA A KKR DI ENTRARE NELLA RETE UNICA MA CDP…

pietro labriola

DAGONEWS

Il tonfo in Borsa di Tim ha due cause: gli 8,7 miliardi di perdite del 2021, da una parte; dall’altra, il mercato ha percepito che l’Opa lanciata da KKR fosse finita nel cassetto delle buone intenzioni. Fonti autorevoli affermano però il contrario: il fondo Usa sta ancora valutando Tim per una possibile Opa.

 

Ancora. Il nuovo ad Pietro Labriola avrebbe confidenzialmente fatto un’offerta a KKR di entrare nella Rete unica: la possibilità di mantenere la stessa quota del 37,5% che il fondo ha oggi in Open Fiber quando avverrà la fusione con FiberCop di Tim. 

kkr

 

La risposta americana è stata positiva nella misura in cui, hanno precisato, si mantengano gli stessi patti parasociali sottoscritti all’epoca di Gubitosi. Se Tim è d’accordo, non lo è l’altro socio di Open Fiber, alias CDP, che considera quei patti un “cedimento” di Gubitosi al fondo Usa.

 

TIM PROFONDO ROSSO

Francesco Spini per “La Stampa”

luigi gubitosi

 

Meno 14 per cento. Il titolo di Tim sprofonda negli abissi della Borsa e dai già risicati 34 centesimi della vigilia precipita a quota 29,56. Pesano come macigni gli 8,7 miliardi di perdite del 2021, lo stop al dividendo anche per le risparmio (non a caso le relative azioni sono crollate del 18,6%) e gli obiettivi che - nell'attuale assetto - vedono il margine operativo lordo mediamente stabile di qui al 2024, ma in netta discesa nel 2022. 

 

Il nuovo ad, Pietro Labriola, puntava sull'effetto-piano ma il rinvio dei dettagli non ha aiutato, quando il mercato confronta ancora tutto con i 50,5 centesimi balenati da Kkr e la sua prospettata Opa, che dal 21 novembre attende un cenno dal cda. Separare la rete dai servizi (che includono consumer, grandi clienti e Brasile) «non è più un tabù», annuncia Labriola. Come ciò avverrà, lo dirà a giugno. 

henry kravis.

 

Ha tre mesi per studiare due strade: una è finanziaria, l'altra - la preferita - è industriale. La prima consiste nell'avere «una rete separata con un partner finanziario» in maggioranza, «deconsolidando la componente di rete» degli investimenti. Quale partner? «Non posso escludere nulla a priori», dice Labriola. Nemmeno Kkr, fa capire. L'altra via si espliciterebbe «nell'eventuale creazione di un unico soggetto "wholesale only" a livello nazionale con Open Fiber». Tutto ciò attraverso un «conferimento, una fusione, una scissione», si vedrà. 

dario scannapieco foto di bacco 4

 

«Chiaramente - scandisce il manager - il modello che dà un maggiore ritorno sugli investimenti è quello che evita la sovrapposizione di due reti Ftth», in fibra: la rete unica insomma. La volontà dei grandi azionisti di Tim, Vivendi come Cdp, era di fare in fretta.

 

pietro labriola

Si andava ragionando su un «memorandum of understanding» tra Tim e Cassa (al 60% di Open Fiber), da chiudere al più presto. La lettera di intenti, però, appare finita in freezer: a mettersi di traverso sarebbe stato il ministro per l'Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, a causa di possibili tematiche antitrust relative alle gare sulle aree grigie in rampa di lancio. 

 

Nel mentre a metà marzo gli advisor Goldman Sachs e LionTree porteranno in cda una valutazione di una Tim post riassetto per compararla con l'offerta di Kkr, che oggi darebbe un premio del 70%. Il piano del fondo, dice l'ad, mirerebbe a una «valorizzazione degli asset e dei business dell'azienda abbastanza simile» al suo progetto. Con una differenza: «Loro prevedono questo tipo di valorizzazione, contando anche una remunerazione del capitale che viene apportato» per fare il piano. 

 

LOGO KKR

Quindi «è probabile che, fatto internamente, il valore che può essere generato potrebbe essere più alto rispetto alla manifestazione stessa di Kkr». Alla base del mancato dividendo alle risparmio c'è «un fatto tecnico» relativo alle riserve; l'ad rimanda il pagamento (con eventuale recupero della cedola 2021) a quando i conti lo permetteranno. Quanto ai target del piano, Labriola non li giudica prudenti ma «realistici» con «possibilità di rialzo». 

 

«Quelli che dicono che i target sono prudenti sono gli stessi che in passato hanno promesso troppo e poi deluso nei risultati. Basta guardare gli ultimi 4 piani...», dunque dal «DigiTim» di Genish fino agli ultimi di Luigi Gubitosi, uscito alla fine dell'anno passato. Anno in cui l'ebitda domestico, sceso del 14%, ha peggiorato di 300 milioni anche il terzo profit warning di fine ottobre. 

 

mario draghi vittorio colao

Ed è calato - fanno notare addetti ai lavori - nonostante ci siano componenti non ricorrenti trattate come organiche: ad esempio il beneficio contabile relativo alla revisione della vita media utile dei clienti, il «churn». Labriola nega che ora, dopo gli 1,3 miliardi che Ardian è pronta a pagare la quota indiretta di Inwit, ci saranno aumenti di capitale o altre dismissioni di «fabbriche» come quella del cloud di Noovle.

 

Resta possibilista sul fatto che in futuro si possano valorizzare minoranze di una società come quella dedicata ai grandi clienti - imprese e Pa -, motori insieme col Brasile di una Tim il cui futuro resta in buona parte da scrivere

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…