christine lagarde giorgia meloni friedrich merz

FRANCOFORTE, ITALIA E GERMANIA DEBOLISSIME – ANALISTI, ECONOMISTI E OSSERVATORI DANNO PER QUASI CERTO UN RIALZO DEI TASSI DI INTERESSE A GIUGNO, DA PARTE DELLA BCE - DOLORI FORTI PER GERMANIA E ITALIA, I PAESI PIÙ IN DIFFICOLTÀ PER LA CRISI DI HORMUZ – “DOMANI”: “UN AUMENTO DEI TASSI DELL’EUROZONA COLPIREBBE IL PIL TEDESCO E ITALIANO IN UN MOMENTO DI FRENATA. UNA SITUAZIONE ECONOMICA E DI CONSEGUENZA POLITICA CHE NON LASCERÀ DORMIRE SONNI TRANQUILLI AL CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, ESPONENTE DELLA CDU GIÀ ALLE PRESE CON LA SPINOSA RICHIESTA DI ACQUISIZIONE DI UNICREDIT DELLA SECONDA BANCA TEDESCA, COMMERZBANK, MESSA SUL MERCATO DALLO STESSO GOVERNO TEDESCO CHE ORA INVECE TIRA IL FRENO...”

Estratto dell’articolo di Vittorio Da Rold per www.editorialedomani.it

 

CHRISTINE LAGARDE A CHE TEMPO CHE FA.

Con la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz, e quando finalmente la tregua tra ayatollah e Usa sarà ufficializzata, l'attenzione dei mercati [...] tornerà a concentrarsi sulle prospettive di inflazione e le possibili mosse delle banche centrali. Le previsioni che vanno per la maggiore vedono una Federal Reserve del neogovernatore Kevin Warsh ferma sui tassi almeno per qualche mese, forse addirittura fino al voto di midterm nonostante le forti pressioni della Casa Bianca.

 

Kevin Warsh

Altri, invece, suggeriscono che la Fed a guida Warsh si orienti a utilizzare con abile mossa di prestigio statistica soprattutto l’inflazione core, cioè quella che esclude i prezzi dell’energia e degli alimentari, un “trucchetto” che potrebbe dare più margini di manovra per ridurre i tassi e soddisfare le richieste della Casa Bianca anche in presenza di un costo della vita complessivo elevato. Il ragionamento americano è che i prezzi al consumo volano non per pressioni salariali ma per fattori esogeni sull’energia contro cui la politica monetaria può fare poco.

 

Quanto alla Bce di Christine Lagarde, potrebbe invece dare un segnale di segno opposto, con un rialzo addirittura al prossimo appuntamento di giugno.

 

friedrich merz giorgia meloni foto lapresse

Secondo Isabel Schnabel, membro del consiglio direttivo, la Banca centrale europea dovrebbe aumentare i tassi di interesse a giugno: e questo anche se i negoziati in corso con l'Iran dovessero portare a un accordo, poiché il conflitto si è protratto molto più a lungo del previsto e gli alti prezzi dell'energia si stanno ripercuotendo pesantemente sull’economia globale.

 

Schnabel, potenziale successore di Lagarde, ha detto alla Reuters che la Bce potrebbe aver superato il punto di non ritorno perché le infrastrutture energetiche sono state danneggiate, «quindi credo che sarebbe necessaria una reazione di politica monetaria». [...]

 

Francois Villeroy de Galhau

Siamo di fronte a una voce isolata? Non proprio. La Bce non esiterà ad agire per ridurre l'inflazione, ha dichiarato il governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, in un'intervista al quotidiano Le Figaro. [...]

 

Si prevede, secondo il Financial Times, che i 27 membri del Consiglio direttivo della Bce aumenteranno i tassi di interesse di un quarto di punto, portandoli al 2,25%, nella prossima riunione dell'11 giugno.

 

Dolori forti per Germania e Italia, la prima in crescita al rallentatore e la seconda con la peggior crescita (0,5%) e il maggior debito in Eurozona, dopo aver superato addirittura la Grecia nella speciale classifica dei paesi più indebitati. Per l’Eurotower si tratterebbe del primo rialzo dei tassi da settembre 2023. Gli osservatori della Bce stimano una probabilità dell'84% per tale mossa e stimano un secondo aumento di un quarto di punto entro la fine dell'anno.

guerra in iran - inflazione e aumento del prezzo del petrolio negli stati uniti

 

Possibile una mossa così ostile dei banchieri centrali europei contro i governi di Berlino e Roma? Ovviamente un aumento dei tassi dell’eurozona colpirebbe il Pil tedesco e italiano in un momento di frenata.

 

Gli economisti prevedono che il numero dei senza lavoro in Germania continuerà a restare al di sopra della soglia politicamente sensibile di 3 milioni in termini destagionalizzati per il secondo mese consecutivo.

 

Una situazione economica e di conseguenza politica che non lascerà dormire sonni tranquilli al cancelliere tedesco, Friedrich Merz, esponente della Cdu già alle prese con la spinosa richiesta di acquisizione di UniCredit della seconda banca tedesca, Commerzbank, messa sul mercato dallo stesso governo tedesco che ora invece tira il freno.

guerra e inflazione

ANDREA ORCEL - BETTINA ORLOPP

 

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