luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

FRATELLI DI BANCA – L’INCHIESTA DI MILANO SUL “CONCERTO” CALTAGIRONE-DELFIN-BPM PER ACQUISTARE IL 15% DI MPS, MESSO IN VENDITA DAL GOVERNO A NOVEMBRE, È UNA BOMBA SOTTO PALAZZO CHIGI: L’ESECUTIVO POTREBBE ESSERE CHIAMATO IN CAUSA E CONSIDERATO COME UN “TERZO CONCERTISTA”, PER AVER FACILITATO LA SCALATA A MPS DEL DUO “CALTA”-MILLERI – LUNEDÌ L’ASSEMBLEA DI MEDIOBANCA, CHIAMATA A DECIDERE CHE FARE CON L’OPS SU BANCA GENERALI, SANCIRÀ LA VITTORIA O LA SCONFITTA DI GIORGIA MELONI – “IL FATTO”: “SE GLI ANDRÀ BENE LA DESTRA DI GOVERNO AVRÀ RIDISEGNATO LA MAPPA DEL POTERE ITALIANO, SE ANDRÀ MALE SI RITROVERÀ ALL’OPPOSIZIONE UN PEZZO NON IRRILEVANTE DEL MONDO DEL CREDITO E CON UN’INCHIESTA CHE PER ORA SFIORA GLI AMICI E L’ESECUTIVO E DOMANI CHISSÀ…”

DAGOREPORT - GONG! ALLE ORE 10 DI LUNEDÌ 16 GIUGNO SI APRE L’ASSEMBLEA DI MEDIOBANCA; ALL’ORA DI PRANZO SAPREMO L’ESITO DELLA GUERRA DICHIARATA DAL GOVERNO MELONI PER ESPUGNARE IL POTERE ECONOMICO-FINANZIARIO DI MILANO - LO SCONTRO SI DECIDERÀ SUL FILO DI UNO ZERO VIRGOLA - I SUDORI FREDDI DI CALTARICCONE DI FINIRE CON IL CULO A TERRA NON TROVANDO PIÙ A SOSTENERLO LA SEDIA DI MILLERI SAREBBERO FINITI – L’ATTIVISMO GIORGETTI, DALL’ALTO DELL’11% CHE IL MEF POSSIEDE DI MPS – L’INDAGINE DELLA PROCURA DI MILANO SU UNA PRESUNTA CONVERGENZA DI INTERESSI TRA MILLERI E CALTAGIRONE, SOCI DI MEDIOBANCA, MPS E DI GENERALI - ALTRO GIALLO SUL PACCHETTO DI AZIONI MEDIOBANCA (2%?) CHE AVREBBE IN TASCA UNICREDIT: NEL CASO CHE SIA VERO, ORCEL FARÀ FELICE LA MILANO DI MEDIOBANCA O LA ROMA DI CALTA-MELONI? AH, SAPERLO….

https://www.dagospia.com/politica/incertissimo-l-esito-guerra-dichiarata-dal-governo-meloni-per-espugnare-437815

 

 

LUNEDÌ SI SAPRÀ SE MELONI HA PERSO

Estratto dell’articolo di Marco Palombi per “il Fatto quotidiano”

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni - foto lapresse

Le notizie in arrivo dalla Procura milanese […] interrogano anche e soprattutto i troppi ruoli giocati dal governo in quella partita e persino le diverse strategie all’interno dello stesso esecutivo: Giorgia Meloni e i suoi uomini macchina (Giovanbattista Fazzolari e Gaetano Caputi) da un lato e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dall’altro, fin dall’inizio hanno pensato a esiti assai differenti per l’operazione messa irritualmente in piedi per guidare Montepaschi insieme alla cordata Caltagirone-Delfin-Bpm […].

 

Palazzo Chigi […] pare schiacciato sulle strategie dell’editore del Messaggero, che da anni – insieme a Delfin, la holding dei Del Vecchio – prova a prendersi Generali via Mediobanca: un (legittimo) assalto al cuore del risparmio italiano stavolta portato attraverso una banca di cui il Tesoro è primo azionista.

 

GIANCARLO GIORGETTI A FANPAGE

In sostanza il duo Calta-Meloni sta provando a dare l’assalto al cielo finanziario: per riuscire ha chiamato a raccolta persino le casse di previdenza, sensibili agli squilli di Palazzo Chigi, ma dovrebbe convincere anche quel che resta del “salotto buono”, da Unicredit a Mediolanum, dai Benetton ai fondi esteri, e il deflagrare dell’inchiesta milanese certo non aiuta...

 

Se gli andrà bene la destra di governo avrà ridisegnato la mappa del potere italiano e potrà fregiarsi del titolo di Fratelli di Banca, se andrà male si ritroverà all’opposizione un pezzo non irrilevante del mondo del credito e con un’inchiesta che per ora sfiora gli amici e l’esecutivo e domani chissà.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

Giorgetti e il Tesoro sono in teoria i più esposti alle indagini sull’asta di  Abre per vendere il 15% di Mps, essendone i committenti e, si spera i vigilanti. Paradossalmente, però, il ministro leghista gioca un’altra partita rispetto ai “romani” Calta-Meloni: l’ingresso di Bpm e Anima (che è di Bpm), coi due soci privati, in Montepaschi doveva essere il primo passo di una fusione tra Milano e Siena che creasse una solida banca insediata nel Centro-Nord e orientata ai prestiti alle imprese, specie le Pmi.

 

banca akros

Insomma un terzo polo bancario che fosse alternativo alle due potenze Intesa e Unicredit. Per questo Giorgetti sta provando […] a bloccare col golden power la reazione di Unicredit, che all’improvviso ha messo nel mirino Bpm. La cosa curiosa […] è che la premier e il suo ministro non possono vincere entrambi.

 

GLI ESPOSTI DI NAGEL E ORCEL: “IL GOVERNO AIUTA CALTA&C.”

Estratto dell’articolo di Gianni Barbacetto per “il Fatto quotidiano”

 

ANDREA ORCEL

Ci sono eccome, le indagini sul possibile “concerto” tra il gruppo Caltagirone, Delfin (la finanziaria della famiglia Del Vecchio) e Banca Akros (gruppo Bpm), per arrivare al controllo di Generali, la più grande compagnia assicurativa italiana, e di Mediobanca, che di Generali è il primo azionista.

 

Tutti smentivano: Mediobanca (“Non è stato presentato alcun esposto alla Procura di Milano avente a oggetto il concerto relativo a operazioni di mercato in essere”), Unicredit (“Nessun esposto in relazione a Delfin e Caltagirone”), la Procura (“Nessun atto d’indagine in corso”). Ma ora è emerso che la Guardia di finanza ha già eseguito le prime perquisizioni presso Akros e il velo sulle indagini è caduto.

 

giancarlo giorgetti - atreju - foto lapresse

Ci sono eccome, gli esposti di Mediobanca e di Unicredit sul “concerto”, come esistono altri esposti gemelli, inviati alla Consob (l’Autorità di Borsa) e alla Bce. Il primo esposto, quello di Mediobanca, è travestito da denuncia per diffamazione in relazione a un articolo di Osvaldo De Paolini sul Giornale. Ma presentato, guarda caso, non ai pm che si occupano di diffamazione, bensì al procuratore aggiunto che si occupa di reati finanziari, Roberto Pellicano.

 

Quello di Unicredit è stato invece presentato alla Consob, ma è poi arrivato anche in Procura: è centrato sul tentativo di Unicredit di comprare azioni Montepaschi, respinto da Banca Akros. Il risultato di entrambi è stato quello di far aprire indagini sul “concerto” senza coinvolgere direttamente i vertici di Mediobanca (Alberto Nagel) e di Unicredit (Andrea Orcel).

 

PHILIPPE DONNET ALBERTO NAGEL

Interessante soprattutto l’esposto targato Mediobanca. È un documento dettagliato che allinea fatti e operazioni finanziarie dal 2019 a oggi, ipotizzando che Caltagirone, Delfin, Banca popolare di Milano (Bpm), con le sue controllate Banca Akros e Anima, abbiano agito di “concerto”, con acquisti di azioni molteplici, simultanei e concordati, e altre attività finanziarie, con il risultato di manipolare il mercato, senza informare le autorità di vigilanza.

 

Tra i fatti allineati, ci sono alcune operazioni del ministero delle Finanze che suggeriscono un intervento attivo nella vicenda da parte del governo di Giorgia Meloni. La ricostruzione parte dai ripetuti tentativi di Caltagirone-Delfin, dal 2023 al 2025, di conquistare la maggioranza nei Cda di Generali e Mediobanca.

 

ALBERTO NAGEL

Senza risultati di rilievo: i due istituti restano sotto la guida di Philippe Donnet (Generali) e Alberto Nagel (Mediobanca). Delfin tenta nel 2022 di salire oltre il 20% in Mediobanca, ma è fermata dalla Bce perché le norme europee impediscono a un soggetto non finanziario di controllare una banca. Ecco allora che Caltagirone e Delfin cambiano strategia e si attrezzano per conquistare un istituto di credito.

 

Puntano su Montepaschi (Mps), attraverso un’alleanza non dichiarata con Bpm, e sotto lo sguardo benevolo del governo Meloni. Per non violare le regole europee […], il Tesoro doveva vendere una quota consistente di Mps, per riprivatizzare una banca che nel 2017 aveva salvato dal crac. Scatta allora un’operazione finanziaria chiamata Abb (Accelerated Bookbuild), […]  per vendere rapidamente grossi quantitativi di azioni.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Di norma, operazioni di questo tipo sono realizzate da grossi istituti finanziari che […] rilevano a sconto […] i pacchetti di azioni e poi li collocano sul mercato. È quello che succede nella prima fase (gennaio 2024) e nella seconda (marzo 2024) della Abb. Nella terza però (novembre 2024) lo scenario cambia – segnala l’esposto di Mediobanca: il governo incarica un solo operatore bookrunner, la piccola Banca Akros, che si accolla da sola un rischio da oltre 1 miliardo per il 15% di Mps.

 

Compra oltretutto non a sconto, ma riconoscendo al venditore un piccolo premio (5%), accettato rapidissimamente (in soli nove minuti) con offerte fotocopia da quattro soggetti: Caltagirone, Delfin, Bpm e Anima.

 

giuseppe castagna 1

Una vendita in famiglia, visto che sia Akros sia Anima sono controllate da Bpm. A questo punto, Montepaschi diventa lo strumento di Caltagirone-Delfin per assaltare Mediobanca, con il lancio (24 gennaio 2025) di un’offerta pubblica di scambio (Ops). Anche Unicredit tenta di comprare da Akros un 10% di azioni Montepaschi, ma non ottiene risposta: per reazione, lancia una ops su Bpm, contrastata dal governo.

 

Per capire davvero questa vicenda è necessario considerare gli interventi del governo, che un professionista vicino a Mediobanca definisce “il terzo concertista” accanto a Caltagirone e Delfin. Interviene nel 2024 con la “legge capitali”, che permette a Caltagirone e Delfin di aumentare i loro rappresentanti dentro i Cda di Mediobanca e Generali.

 

ALBERTO NAGEL

Poi – cruciale secondo l’esposto – è l’operazione Abb che permette a Caltagirone-Delfin-Bpm di acquisire il controllo di Montepaschi e quindi partire all’assalto di Mediobanca. Alla partita partecipano, schierandosi con Caltagirone-Delfin, anche le casse di previdenza (Enasarco, Enpam, Cassa forense) ai cui vertici sono insediati uomini vicini al governo Meloni. […]

GLI INTRECCI TRA DELFIN E CALTAGIRONELovaglio, Nagel, Caltagirone, Milleri

Ultimi Dagoreport

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)