toscano

MOLTO FUMO E TANTO ARROSTO: IL SIGARO TOSCANO PREPARA LO SBARCO A PIAZZA AFFARI - LA MANIFATTURA DEL GLORIOSO "STORTIGNACCOLO", CARO A GARIBALDI E A CLINT EASTWOOD, RIPORTATA IN ITALIA DAI MACCAFERRI, È DIVENTATA UN'AZIENDA DA OLTRE 100 MILIONI DI FATTURATO – LE STRATEGIE DI ESPANSIONE DEL MARCHIO IN TURCHIA…

Maurizio Bologni per “Affari & Finanza - La Repubblica”

SIGARO TOSCANO 5

 

Fu un azzardo lasciare il tabacco ad essiccare all' aperto, senza prevedere che su Firenze si sarebbe scatenato un violento acquazzone estivo. Un guaio, il danno sembrò ingente. Ma giorni dopo, il tabacco infradiciato mandava un odore insolito, gradevole. La proprietà della manifattura decise di ricavarne sigari economici da destinare al popolo, di fascia bassa si direbbe oggi.

 

SIGARI GARIBALDI

E invece - era l' agosto 1815 - dal tabacco fermentato venne fuori un prodotto speciale, originale, eccellente, nei due secoli successivi apprezzato in tutto il mondo: Il Toscano. Cultori e fumatori dello "stortignaccolo", come viene chiamato, sono stati Vittorio Emanuele e Garibaldi, Giuseppe Ungaretti, Pietro Mascagni e Totò, all' estero Winston Churchill e le star di Hollywood Clint Eastwood e Burt Lancaster.

 

Tanto che il gruppo Maccaferri - riportata in Italia nel 2006 la proprietà delle Manifatture Sigaro Toscano (Mst) attraverso l' acquisto del ramo d' azienda dalla British American Tobacco Italia - si è domandato se non fosse un paradosso la piccola quota di mercato estero di questo prodotto cento per cento Made in Italy rispetto al gradimento internazionale di cui gode tra i vip.

 

luca cordero di montezemolo (3)

I mercati esteri Sulla conquista dei mercati oltre confine nazionale ha da allora lavorato l' azienda: dai 4,5 milioni di euro ricavati all' estero si è passati a 17,4 milioni nel 2017, con un ennesimo balzo del 10%, su un fatturato totale che per la prima volta ha svettato i cento milioni di euro. E ora l' azienda accelera per aumentare lo sbocco all' estero di questa Ferrari del gusto, considerato bene di lusso accessibile.

 

Rientrano nella strategia le nomine l' 11 luglio scorso ad amministratore delegato di Stefano Mariotti (dal 2014 in azienda come dg e prima a Philip Morris, British American Tobacco e Bat Internazional) e a fine aprile di Luca di Montezemolo alla presidenza. «Questo storico gioiello del Made in Italy valuterà opzioni strategiche per un' ulteriore crescita in Italia e all' estero», ha debuttato l' ex presidente del cavallino rampante.

 

La strategia di espansione fa leva sul fascino che esercitano le produzioni da filiera interamente tricolore. La fornitura di tabacco Kentucky destinato alla produzione del sigaro toscano è garantita da 250 coltivatori sparsi tra Valdichiana e Valtiberina in Toscana, Lazio, Campania e Veneto, ai quali un accordo commerciale triennale in vigore dal raccolto 2017 assicura miglioramenti economici, con una filosofia tariffaria che premia le produzioni di maggiore qualità: nel 2017 il raccolto di Kentucky è salito a 2.200 tonnellate rispetto alle 1.950 dell' anno prima per un valore di 15 milioni di euro invece dei 10 milioni del 2016. Da oltre 110 anni il tabacco, una volta raccolto, viene poi conferito al Centro di Mst a Foiano della Chiana, sempre in Toscana.

SIGARO TOSCANO 3

 

Qui avvengono perizia e selezione. Poi la materia prima viene inviata alle due storiche manifatture di Mst. Una si trova dal 1912 a Cava dei Tirreni, in quella Campania dove le prime coltivazioni di tabacco furono volute da Gioacchino Murat ai tempi del Regno di Napoli.

 

A Cava si producono i sigari aromatizzati. Gli "stortignaccoli" naturali escono invece dalla manifattura toscana: dopo l' abbandono dello stabilimento fiorentino in funzione per 130 anni dal 1818 fino al termine della seconda guerra mondiale, la fabbrica principale è a Lucca, dal 1853 fino al giugno 2004 presso un ex convento di suore domenicane, poi in una struttura moderna nell' area industriale. Su una produzione totale del gruppo di 200 milioni di sigari, a Lucca tre milioni di pezzi continuano ad essere confezionati a mano da 36 sigaraie, eroine della storia del brand.

 

SIGARO TOSCANO 1

A metà dell' 800 le sigaraie erano una ventina, ma dall' Unità d' Italia il numero iniziò a crescere fino ad arrivare ad inizio Novecento a 12.000 unità e poi a 16.000 alla vigilia della prima guerra mondiale. Dopo aspre lotte sindacali, le sigaraie conquistarono gli stessi diritti dei lavoratori uomini e furono le prime ad avere gli asili nido nei luoghi di lavoro.

 

Welfare ante litteram

Un modello precursore di quel welfare a cui l' azienda ha dato continuità: a maggio l' ultimo accordo di secondo livello allarga i benefit a previdenza integrativa, assistenza sanitaria e istruzione, possibilità di part time, banca ore solidale, retribuzione di permessi per ma-lattia dei figli, integrazione salariali per dipendenti affetti da gravi patologie. Alle mani delle sigaraie di Lucca si deve la produzione dello "stortignaccolo" di punta, fatto a mano, eccellenza di nicchia.

 

Toscanello ammezzato e Garibaldi coprono quasi un terzo delle vendite di MST, seguiti dall' aromatizzato rosso (al caffè) che viene prodotto a Cava. «Abbiamo sviluppato una quarantina di referenze, affiancando ai grandi sigari tradizionali prodotti evoluti frutto di studio dei gusti dei consumatori. L' obiettivo è innovare ma rispettando la nostra storia. In questa linea si inserisce il sigarello rivolto alla clientela femminile. È elegante, si può tenere tra le mani e degustare agilmente, ma garantisce il gusto del Toscano». Tappe dell' espansione all' estero di Manifatture Sigaro Toscano sono stati, nel 2008, l' acquisto dal Gruppo svizzero Burger Sönhe del marchio dei sigari Pedroni e la creazione della farm di coltivazione Villa Toscano Perù.

SIGARO TOSCANO

 

E poi, a settembre 2015, l' acquisto di Avanti Cigar Company (oggi in Parodi Holdings), fondata ad inizi '900, che ha aperto al gruppo le porte del mercato Usa. «Oltre che Avanti, i prodotti dell' azienda americana si chiamano Parodi, De Nobili, Petri, nomi di famiglie italiane di emigranti che si facevano in casa i sigari, salvo poi aggregare i loro piccoli brand in un' impresa più grande», spiega Mariotti. «In America da due anni spingiamo su Il Toscano e stiamo raccogliendo grandi soddisfazioni: sarà un terreno di espansione per noi che siamo l' unico player al mondo produttore di sigaro italiano troncoconico con tabacco Kentucky curato a fuoco».

 

L'ingresso in Turchia

Quest' anno Manifatture è entrata in Turchia «che diventerà uno dei nostri mercati principali, accanto a quelli che già lo sono, come Germania, Paesi del sud ed est Europa. Distribuiamo in 65 Paesi, in Sud America, in aree del Nord Africa, nei paesi asiatici.

SIGARO TOSCANO 2

 

Non dimentichiamo il duty free, vetrina per eccellenza negli aeroporti, e soprattutto l' Italia, dove siamo market leader e ci vogliamo consolidare. Vorremmo svilupparci più velocemente sia attraverso operazioni di crescita organica che per linee esterne. Molti danno per certo il nostro sbarco in Borsa. È solo una delle opzioni che stiamo studiando. Manifatture ha indebitamento prossimo allo zero, liquidità e possibilità di autofinanziamento».

clint eastwood

Manifatture Sigaro Toscano Manifatture Sigaro Toscano MARIA ELENA BOSCHI ALLA SERATA SIGARO TOSCANOGAETANO MACCAFERRIgaetano maccaferriManifatture Sigaro ToscanoManifatture Sigaro Toscano Manifatture Sigaro Toscano STEFANO MARIOTTIManifatture Sigaro Toscano

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