credit agricole orcel castagna banco bpm unicredit

IL FUTURO DI BANCO BPM SI DECIDE A PARIGI – IL CREDIT AGRICOLE È IL PRIMO AZIONISTA DELL’ISTITUTO DI CASTAGNA E POTREBBE PRESTO SALIRE FINO AL 19,9% DEL CAPITALE: IL SUCCESSO DELL’OPS DI UNICREDIT SULL’EX POPOLARE DI MILANO DIPENDE DALLA “BANQUE VERTE” – ORCEL TRATTA DIRETTAMENTE CON PARIGI PER IL RINNOVO DELL’ACCORDO SU AMUNDI, CHE GESTISCE IN ESCLUSIVA L’ASSET MANAGEMENT PER UNICREDIT. MENTRE IL GOVERNO INVOCA IL GOLDEN POWER CONTRO LA BANCA ITALIANA, IL PALLINO È IN MANO ALLA BANCA FRANCESE. NON A CASO, ORCEL RIVENDICA L’ITALIANITÀ DI UNICREDIT CON UN POST SU LINKEDIN...

 

 

Estratto dell’articolo di Gianluca Paolucci e Giuliano Balestreri per “La Stampa”

 

Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024

Giuseppe Castagna guarda verso Parigi. Ufficialmente, una trattativa ancora non c'è. I vertici dell'istituto, però, stanno studiando quali contropartite possano convincere Parigi a schierarsi al loro fianco – magari accelerando la creazione del terzo polo con Mps – anziché cedere alle lusinghe di Gae Aulenti.

 

Di certo, l'ago della bilancia si è spostato al di là delle Alpi. Ancora di più dopo lo scorso 6 dicembre quando, con una mossa a sorpresa, i francesi, già primi azionisti di Piazza Meda con il 9,9%, hanno prenotato con una sottoscrizione di contratti derivati un altro 5,2% del capitale.

 

Andrea Orcel

Risultato: detengono una partecipazione potenziale del 15,1% del Banco. Per convertire i derivati in azioni serve il via libera della Bce, cui Parigi chiederà anche di poter salire fino al 19,9% del capitale. Una quota che rischia di essere determinante per il successo dell'uno o l'altro schieramento.

 

I francesi hanno rassicurato di non essere interessati a scalare il Banco, più semplicemente vogliono tutelare la loro partecipazione. D'altra parte, tra le due banche non mancano le partnership. A cominciare da quelle nel settore del credito al consumo con Agos e la bancassicurazione.

 

CREDIT AGRICOLE

Un rapporto sul quale Castagna vuole fare leva per resistere all'offerta di scambio avanzata da Unicredit (ma già di fatto bocciata dal mercato con il titolo del Banco che ieri viaggiava a 8,12 euro contro i 6,65 offerti da Orcel).

 

La questione non sfugge certo a Orcel. Anche perché Unicredit e la "banque verte" stanno trattando il rinnovo del contratto con Amundi per la gestione dei fondi della banca italiana.

Secondo quanto riportato ieri dal Messaggero, Orcel avrebbe confermato la trattativa spiegando che i francesi «dovrebbero decidere entro maggio» se estendere il contratto.

SEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANO

 

In base agli accordi del 2017, quando Gae Aulenti ha ceduto la propria attività di fondi ad Amundi, fu garantito ai francesi che i suoi prodotti sarebbero stati circa il 75% delle attività gestite da Unicredit per i suoi clienti. […]

 

Orcel, inoltre, avrebbe proposto un'estensione dell'accordo di 10 anni con una distribuzione geografica più ampia. Una mossa che […] dovrebbe convincere Parigi ad accettare la proposta di scambio – magari migliorata – su BancoBpm.

 

andrea orcel di unicredit

Con il risultato – paradossale - che mentre il governo invoca la golden power nei confronti di Unicredit prima di dare il via libera all'operazione su Piazza Meda, le parti in gioco cercano la sponda con Parigi per indirizzare la contesa a loro favore.

 

Anche per questo, con un lungo post su Linkedin, Orcel ha rilanciato il tema dell'italianità della banca che guida da quasi quattro anni quando fu deciso che l'ambizione «sarebbe stata quella di costruire la Banca per il futuro dell'Europa: un nuovo campione paneuropeo, un nuovo punto di riferimento per il settore finanziario. Un player di cui l'Italia potesse andare fiera».

 

giampiero maioli credit agricole

Una strada […] «con radici profonde e ben radicate in Italia. […] Oggi siamo proiettati verso il futuro: stiamo investendo nel nostro Paese per favorirne la crescita e permettergli di giocare un ruolo sempre più centrale nel mercato bancario europeo e nel contesto globale».

 

Un passaggio che spiega il motivo strategico alla base dell'offerta pubblica di scambio lanciata nei confronti del Banco: «Il nostro obiettivo – scrive Orcel - è creare un Gruppo ancora più solido, forte e competitivo, a livello nazionale. Il cuore della nostra identità batte in Italia. E non abbiamo alcuna intenzione di dimenticarlo, perché è un aspetto fondamentale delle nostre origini e della nostra cultura».

CREDIT AGRICOLEbanco bpmPHILIPPE BRASSACANDREA ORCEL giuseppe castagna banco bpmbanco bpmgiuseppe castagnaGIUSEPPE CASTAGNA CREDIT AGRICOLE

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...