francesco milleri gaetano caltagirone luigi lovaglio

IL FUTURO DI LOVAGLIO È APPESO ALLA FAMIGLIA DEL VECCHIO (AUGURI) – SOLO UN VOTO DI DELFIN, PRIMO AZIONISTA DI MPS CON IL 17,5%, POTREBBE SALVARE L’AD USCENTE, CHE DOPO L’ESCLUSIONE SOGNA DI CREARE UNA LISTA PROPRIA APPOGGIATA DAI FONDI (CHE PERÒ NICCHIANO) – C’È GROSSA INCERTEZZA: AL MOMENTO IL NOME PIÙ FORTE È FABRIZIO PALERMO, SOSTENUTO DA FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE, E PER QUESTO FAVORITO – IL PARERE LEGALE DELL’AVVOCATO ANTONIO BLANDINI DIETRO ALLA SPACCATURA DI ASSOGESTIONI (DUE CONSIGLIERI SI SONO ALLINEATI ALLA MAGGIORANZA CONTRO LOVAGLIO, UNA, ALESSANDRA BARZAGHI, SI È OPPOSTA)

luigi lovaglio

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per “Domani”

 

Dopo aver messo alla porta il suo amministratore delegato, il Monte dei Paschi si prepara ad altre cinque settimane da vivere pericolosamente.

 

Chiusa l’era di Lugi Lovaglio, a lungo celebrato come il salvatore della banca, e infine giubilato da un consiglio di amministrazione che gli era diventato ostile, il futuro di Mps verrà deciso dall’assemblea dei soci che il prossimo 15 aprile dovrà tra l’altro eleggere un nuovo capoazienda.

 

francesco gaetano caltagirone

Nel frattempo, via libera dei cda ai prossimi passi della fusione.

 

La chiusura dell'operazione è prevista entro fine anno. Il piano prevede la creazione di una nuova Mediobanca spa non quotata, controllata al 100 per cento da Mps, cui saranno assegnate le attività di corporate & investment banking e private banking, oltre alla partecipazione in Generali. Le reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier e Banca Widiba saranno integrate.

 

Ma resta aperta la questione del personale. In lizza, come noto, ci sono Fabrizio Palermo, sostenuto dal socio forte Francesco Gaetano Caltagirone e per questo favorito nella corsa alla poltrona, insieme a Corrado Passera e Carlo Vivaldi.

 

FABRIZIO PALERMO

Grande è l’incertezza sugli schieramenti in campo. Da giorni circolano voci sulla possibilità che Lovaglio possa essere ricandidato in una lista presentata da soci di peso come l’industriale Giorgio Girondi, forte del 2 per cento circa del capitale a cui si aggiungerebbero altri sostenitori dell’ad uscente. Il manager spera di fare il pieno di consensi anche tra gli investitori istituzionali.

 

[…] Qui però l’orientamento di questa particolare categoria di soci, che vale oltre il 30 per cento del capitale della banca, è tutt’altro che prevedibile. La settimana scorsa, i tre consiglieri eletti nella lista di Assogestioni si sono divisi al momento del voto sull’esclusione di Lovaglio dal cda.

 

ALESSANDRA GIUSEPPINA BARZAGHI - CDA MPS

Alessandra Barzaghi si è opposta, mentre Paola De Martini, a lungo manager della Luxottica dei Del Vecchio, e Raffaele Oriani, preside della business school dell’università romana Luiss, si sono allineati alla maggioranza. Cioè quella espressa dagli amministratori con targa del governo, di Caltagirone e del gruppo BancoBpm-Anima, che hanno tagliato il nome di Lovaglio dalla lista del cda.

 

[…] Secondo quanto è emerso nei giorni scorsi, la decisione del cda sarebbe maturata in seguito a un parere legale formulato da Antonio Blandini, avvocato e professore universitario di grande esperienza anche in campo bancario.

 

Lo stesso Blandini, notano alcuni osservatori, che un anno fa, insieme ad una trentina di accademici, ha firmato una lettera alla Consob per prendere posizione contro l’orientamento dell’Autorità di vigilanza in materia di lista del cda.

 

FRANCESCO MILLERI

Questo orientamento, poi effettivamente modificato, avrebbe ridotto gli effetti della nuova legge capitali su uno strumento di governo societario, le liste del cda, appunto, che aveva fino ad allora sbarrato la strada a Francesco Gaetano Caltagirone nei suoi tentativi di scardinare l’assetto di controllo di Mediobanca e di Generali.

 

Tra i firmatari della lettera compaiono anche i nomi dell’ex ministro Giovanni Tria e dell’ex presidente Consob, Giuseppe Vegas. Entrambi poche settimane fa sono stati scelti da Caltagirone per il cda della sua holding di famiglia Fgc.

 

luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli

Tornando alle complicate dinamiche interne al cda del Monte, va segnalato che la spaccatura tra Barzaghi, De Martini e Oriani, è stata accolta con una certa sorpresa, e qualche sconcerto, nel mondo dei gestori dei fondi.

 

Se, come al momento appare probabile, alla prossima assemblea di aprile gli investitori istituzionali dovessero presentare una lista sotto le insegne di Assogestioni, quest’ultima finirebbe per sottrarre voti a quella dei soci di minoranza che sostiene l’amministratore delegato uscente.

 

[…]

 

BARBARA TADOLINI

Un’ulteriore incognita riguarda le scelte di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio azionista principale di Mps con una quota del 17,5 per cento. Sette giorni fa, Barbara Tadolini, amministratrice di Mps in quota Delfin, ha scelto di non partecipare al voto del cda su Lovaglio.

 

Ecco perché negli ambienti finanziari adesso c’è chi non dà per scontato che il pacchetto di azioni dei Del Vecchio andrà a sostenere la lista del cda. Se questa ipotesi diventasse realtà si aprirebbero scenari nuovi per gli equilibri tra i soci. Al momento però niente autorizza a pensare che i voti di Delfin possano confluire su una eventuale lista che comprenda Lovaglio.

 

I prossimi giorni saranno decisivi, perché le liste vanno presentate entro il 21 marzo e sulle decisioni dei protagonisti pesa anche l’inchiesta penale sul presunto concerto tra i soci Caltagirone e Delfin nella scalata a Mediobanca. Come dire che tutte le scelte dei due maggiori azionisti verranno valutate anche dai magistrati.

PAOLA DE MARTINI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSELUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI

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