milena gabanelli le sanzioni multe ue unione europea

UNA MONTAGNA DI SOLDI REGALATI A BRUXELLES – L’ITALIA HA GIÀ PAGATO ALL'UE UN MILIARDO DI EURO IN SANZIONI PER NON ESSERSI ADEGUATA ALLE REGOLE COMUNITARIE – IN TOTALE LE PROCEDURE D’INFRAZIONE CONTRO ROMA SONO 80. I COMUNI SENZA DEPURATORI CI COSTANO 165 MILA EURO AL GIORNO DA 5 ANNI. MENTRE PER IL MANCATO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI IN CAMPANIA ABBIAMO SGANCIATO 311 MILIONI – IL NODO DEI BALNEARI. MI-JENA GABANELLI: “IL GOVERNO MELONI, PUR DI CONTINUARE A INCASSARE POCHISSIMO DA QUESTE CONCESSIONI, È DISPOSTO A FAR PAGARE A TUTTI NOI PURE LE SANZIONI...” – VIDEO

MILENA GABANELLI E LE SANZIONI EUROPEE ALL ITALIA

 

 

 

Estratto dell'articolo di Francesco Tortora, Luigi Offeddu, Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

milena gabanelli le sanzioni ue contro l italia 7

Un miliardo e tre milioni di euro. È quanto l’Italia ha pagato finora in sanzioni all’Unione europea per non essersi adeguata alle regole comunitarie, nonostante i moniti di Bruxelles, ripetuti per anni.

 

[…] 27 Stati aderiscono alla Ue decidendo insieme le leggi, condividendone obblighi e benefici. Ogni Stato quindi è tenuto ad accogliere le direttive Ue fra le proprie leggi nazionali, entro due anni al massimo, e a rispettarle. Chi non lo fa finisce nel radar della Commissione, che può aprire una procedura di infrazione. […] il nostro Paese è tra quelli che contano più procedure d’infrazione in Europa.

 

Iter e tempi di una procedura

PROCEDURE DI INFRAZIONE UE - DATAROOM

Fra i primi avvisi di Bruxelles e una condanna possono passare anche 20 anni. La pratica inizia con una lettera di messa in mora dove la Commissione concede due mesi per rispondere. Segue una lettera di «parere motivato», con cui si precisano altre richieste e si concede altro tempo; insomma Bruxelles collabora, perché ha tutto l’interesse ad evitare lo scontro.

 

Se lo Stato però continua a non seguire le indicazioni della Commissione, c’è un primo deferimento alla Corte di Giustizia Ue. A quel punto, se ancora non ti adegui, la Corte emette una seconda sentenza con la quale può decretare sanzioni economiche forfettarie e/o giornaliere finché il Paese non si mette in regola. Nel caso in cui lo Stato decida di non pagare, l’Unione si rifà riducendo gli importi dei fondi comunitari destinati al Paese in questione.

 

I casi in Italia e in Europa

milena gabanelli le sanzioni ue contro l italia 5

L’ultimo aggiornamento è del 28 settembre 2023: le procedure aperte contro i Paesi membri sono 1.724. In testa la Spagna con 95, seguita da Belgio (94), Bulgaria (92), Grecia (90) e Polonia (83). I Paesi che ne hanno di meno sono Estonia (39), Lituania (40), Finlandia (45). L’Italia conta 80 infrazioni, e vanno dal mancato adeguamento dei livelli di sicurezza delle gallerie […] all’eccessivo ricorso ai contratti a termine nel settore pubblico (la procedura del 2018 condanna l’utilizzo abusivo per diverse categorie, tra le quali insegnanti e personale amministrativo), fino allo scorretto recepimento della direttiva antiriciclaggio.

 

Il primato italiano

PROCEDURE DI INFRAZIONE UE - DATAROOM

Se consideriamo invece le procedure finite davanti alla Corte di Giustizia l’Italia è al primo posto con 23 procedure in contenzioso, davanti a Grecia (19), Polonia (17) e Ungheria (15). Tra le infrazioni italiane arrivate davanti alla Corte c’è di tutto: l’esenzione dalle accise sui carburanti degli yacht a noleggio […]; il ritardo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione verso i fornitori (la direttiva prevede un limite di 30 giorni per il saldo delle fatture, ma i nostri tempi medi si attestano ancora sui 70 nel 2022); il superamento dei valori limite di PM10 nell’aria delle città italiane, e il recupero dei prelievi arretrati sulle quote latte.

 

Per cosa stiamo pagando

milena gabanelli le sanzioni ue contro l italia 4

Tra i Paesi che hanno ricevuto più condanne a pagare sanzioni dalla Corte Ue solo la Grecia con 12 infrazioni fa peggio dell’Italia. Noi siamo secondi insieme alla Spagna con 6 condanne, seguono Irlanda (4), Francia, Belgio e Portogallo (3).

 

[…] Tra le condanne definitive che hanno procurato all’Italia esborsi imponenti, 3 sono legate al settore dell’ambiente, 2 agli aiuti di Stato e una agli aiuti irregolari concessi alle aziende.

LE MULTE PAGATE DALL ITALIA ALL UE - DATAROOM

Quella più pesante riguarda i rifiuti della Campania. La procedura è stata aperta nel 2007, l’abbiamo ignorata, e nel 2015 è partita la sanzione per la quale l’Italia ha già pagato 311 milioni di euro. E ancora oggi, a 8 anni di distanza, la Regione non ha completato una rete integrata di impianti di smaltimento. La conseguenza è che il nostro Paese continua a sborsare 60 mila euro al giorno.

 

Restando in tema: è partita nel 2014 la condanna per 200 siti di discariche abusive disseminate su tutto il territorio nazionale (la procedura era stata aperta nel 2003): ad oggi sono già stati versati 261,8 milioni di euro. C’è da dire che la situazione è migliorata dopo la nomina, nel 2017, del commissario unico alle bonifiche: restano da risanare 18 siti e la multa semestrale è passata dagli iniziali 42,8 milioni di euro a 4 milioni.

 

milena gabanelli le sanzioni ue contro l italia

Nel 2018 è la volta dei Comuni che hanno le fogne senza i depuratori: 123 mancati interventi in 81 agglomerati, prevalentemente dislocati in Sicilia, Calabria e Campania.

L’Italia è stata condannata al pagamento di 165 mila euro al giorno e sono stati già versati 142.867.997 euro.

 

Cosa abbiamo fatto in questi cinque anni? Sono stati resi conformi «solo» 15 agglomerati, è come se 4,5 milioni di abitanti scaricassero ogni giorno le loro fogne nei fiumi, nei canali, o in mare. Ma quanti sistemi di depurazione si mettevano a terra con 165 mila euro al giorno?

 

Le sanzioni per gli aiuti di Stato

LE DIRETTIVE EUROPEE - DATAROOM

Nel 2015 ci siamo beccati la condanna per il mancato recupero di 38 milioni di euro di benefici contributivi impropri concessi tra il 1995 e il 1997 a 1.800 imprese nel territorio di Venezia e Chioggia. La vertenza si è chiusa lo scorso marzo, ma intanto l’Italia ha dovuto pagare sanzioni per 158,9 milioni di euro. Poi ci sono gli 80 milioni di multa per gli sgravi contributivi concessi dall’Italia per favorire l’occupazione negli anni 1997-98.

 

Le regole comunitarie permettevano agevolazioni alle imprese che su tutto il territorio nazionale assumevano disoccupati under 25 e laureati under 29. Ma l’Italia ha differenziato gli sgravi a seconda delle zone del Paese e li ha concessi anche a chi ha assunto over 29.

 

[…]

 

milena gabanelli le sanzioni ue contro l italia 6

Purtroppo non ci fermiamo qui perché l’Italia per almeno altre sei procedure sta rischiando condanne a breve, fra queste la violazione della direttiva europea 2004/18/CE per la proroga senza gara della concessione autostradale Civitavecchia-Livorno alla società SAT.

 

Il rischio balneari

Per scongiurare nuove multe il governo Meloni ha approvato a giugno il «decreto salva infrazioni», che ha come obiettivo la chiusura di 13 procedure e la prevenzione di altre 11. La norma interviene tra l’altro per mettere fine alla procedura sulle emissioni inquinanti dell’ILVA di Taranto, prevedendo progetti di decarbonizzazione necessari a ridurre l’impatto ambientale.

 

I PAESI PIU SANZIONATI DALL UE - DATAROOM

Nulla di fatto, invece, sull’eterna storia degli stabilimenti balneari, dove da sempre chi si aggiudica la concessione di una spiaggia se la passa di padre in figlio. Dal 2009 Bruxelles ci chiede di metterle a gara per rispettare il principio della libera concorrenza, sancito dalla direttiva Bolkestein del 2006. Dopo 11 anni di tira e molla, il 3 dicembre 2020 è partita la procedura d’infrazione.

 

Il Ddl Concorrenza approvato dal governo Draghi prevedeva di risolvere la questione entro quest’anno, ma il governo Meloni ha detto no: se ne parlerà a partire da gennaio 2025. Certo che se lo Stato, pur di continuare ad incassare pochissimo da queste concessioni, è disposto a far pagare a tutti noi pure le sanzioni, è davvero indigesto.

milena gabanelli le sanzioni ue contro l italia 2milena gabanelli le sanzioni ue contro l italia 1milena gabanelli le sanzioni ue contro l italia 3

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…