nagel donnet milleri caltagirone generali

GENERALI IN BATTAGLIA – L’ASSALTO DI MPS A MEDIOBANCA È UN MEZZO PER ARRIVARE AL BOTTINO GROSSO: GLI 800 MILIARDI DI RISPARMI GESTITI DAL LEONE DI TRIESTE – IN VISTA DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI DELL’8 MAGGIO, I DUE SCHIERAMENTI (NAGEL-DONNET DA UN LATO, CALTAGIRONE E MILLERI, CON L’APPOGGIO DEL GOVERNO, DALL’ALTRO) RITOCCANO LE PARTECIPAZIONI – L’IPOTESI PIÙ PROBABILE È CHE MEDIOBANCA PROPONGA UNA PROPRIA LISTA, E RICANDIDI DONNET. MA IL SUO PASSO FALSO CON L’OPERAZIONE NATIXIS HA FATTO STORCERE IL NASO A PIÙ DI UN AZIONISTA: CHE FARANNO FONDAZIONE CRT E I BENETTON (CHE INSIEME VALGONO POCO PIÙ DEL 6%)?

Estratto dell’articolo di Laura Galvagni per "il Sole 24 Ore”

 

PHILIPPE DONNET ALBERTO NAGEL

L’assemblea dei soci Generali del prossimo 8 maggio sarà una sorta di referendum, non solo sulla governance ma anche sulla strategia della società. E la speculazione che si è innescata ieri sul titolo del Leone, con le azioni che sono salite dell’1,92% a 30,25 euro e volumi per 11,4 milioni di azioni (2,7 milioni la media degli ultimi 30 giorni), sono la dimostrazione che il mercato ha fiutato il prossimo terreno di scontro.

 

Tanto che sono in molti a credere che in vista di quell’appuntamento si assisterà a possibili riposizionamenti dei fronti contrapposti. Il rischio, infatti, è che le azioni debbano essere contate una ad una.

 

GENERALI

Così, se è possibile che il gruppo Caltagirone e Delfin arrotondino le proprie partecipazioni – con il primo che può salire a ridosso del 9,99% e il secondo che, incassate la autorizzazioni, può spingersi qualche punto percentuale sopra il 10% – è altrettanto immaginabile che anche il mondo che ruota attorno a Mediobanca serri le fila. Perché lo scenario, in poche settimane, è radicalmente mutato.

 

L’ipotesi che il cda possa procedere con l’indicazione di propri candidati, in scia al lavoro tessuto dalle diplomazie nei mesi scorsi, non è completamente tramontata, a proposito una decisione formale del consiglio non è ancora stata assunta.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Tuttavia la tempistica appare davvero troppo stretta perché questa opzione si possa concretizzare. La lista va infatti depositata 45 giorni prima dell’assise dunque prima della fine marzo. Nel mentre, però, sarà necessario attendere gli ultimi adempimenti regolamentari di Consob relativamente al Ddl capitali e andrebbe convocata anche un’assemblea straordinaria per le opportune modifiche allo statuto.

 

Mettere in fila tutti questi tasselli in poco meno di due mesi appare arduo.

Ecco perché risulta più concreta l’idea che possa scendere in campo Mediobanca con una propria lista di designati al rinnovo del board (i soci hanno tempo di fatto fino quasi a metà aprile per dare indicazioni in proposito).

 

ASSICURAZIONI GENERALI

Ma questa strada […] potrebbe essere non priva di ostacoli. E per diverse ragioni, dalla composizione della lista all’avallo in assemblea. Due temi che sono strettamente legati.

 

[…] Primo aspetto non marginale è individuare i candidati. Se la conferma del ceo Philippe Donnet sembra scontata, per quanto riguarda la figura del presidente l’attuale numero uno Andrea Sironi in passato si è detto disponibile a un nuovo mandato. Ma cruciale […] sarà anche come verranno scelti gli altri nomi e il contesto nel quale matureranno le candidature.

 

ANDREA SIRONI

Un processo che sarà chiave per catalizzare il consenso del mercato. Un via libera che in ogni caso sarà condizionato anche da altri fattori. Primo tra tutti la presenza o meno di un’alternativa che possa strappare il voto degli investitori ancora non schierati. A tal proposito, al momento risulta che il gruppo Caltagirone non abbia ancora deciso se presentare una propria lista, sia essa corta o lunga.

 

Ma nulla si può escludere. Anche perché tra i vari commenti raccolti nel mondo finanziario c’è chi sottolinea che il voto sul nuovo cda sarà anche un modo per mandare un messaggio rispetto all’operazione di Trieste con Natixis […].

 

Un progetto al quale guardano con qualche perplessità, oltre all’ostilità mostrata dai due soci forti, Caltagirone e Delfin, anche altri azionisti. Non tanto per il tema dell’italianità del risparmio quanto per come è stata strutturata l’intesa che vincola il Leone a mettere sul piatto la propria raccolta netta senza una governance ben disciplinata anche sul fronte dei potenziali conflitti.

 

NATIXIS

La direzione che a tal proposito prenderanno Fondazione Crt e i Benetton (che insieme valgono poco più del 6%) sarà fondamentale per spostare gli equilibri. Anche alla luce del fatto che con ogni probabilità farà una propria lista di minoranza Assogestioni. Iniziativa che, stante il contesto, potrebbe raccogliere i voti di quei fondi, per lo più passivi, che per policy devono fare scelte di mercato.

 

Per questa ragione c’è già chi la vede proiettata oltre il 10%. E in un’assise con presente il 70% del capitale vuol dire che a uno dei due fronti è sufficiente arrivare a ridosso del 29-30% per spuntarla.

FONDAZIONE CRTGLI AZIONISTI DI GENERALI

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