1- LA MERKEL, STACCANDO L’OCCHIO DAL TERRIBILE SPREAD ITALIANO, AVREBBE DEDICATO MEZZORA DEL SUO TEMPO PER SENTIRE DA GHIZZONI COME SE LA PASSA HVB, LA TERZA BANCA TEDESCA COMPRATA NEL 2005 DA PROFUMO PER 15,4 MILIARDI DI EURO 2- QUALCUNO SUSSURRA CHE DA QUANDO DRAGHI HA LASCIATO VIA NAZIONALE, BANKITALIA SI MUOVE CON UNA CERTA LENTEZZA, E L’ALLUSIONE È AD ANNA MARIA TARANTOLA 3- A DISTANZA DI OLTRE CINQUE ANNI ROUBINI SI VENDICA DI TREMONTI. NON SOLO: DOPO AVER PARLATO DELLO STILE MAFIOSO DI BERLUSCONI SE L’È PRESA ANCHE CON ANGELINO ALFANO CONTRO IL QUALE HA MESSO IN RETE UN VIDEO DOVE SI VEDE L’EX-MINISTRO SICILIANO MENTRE PARTECIPA NEL ’96 ALLE NOZZE DELLA FIGLIA DI UN MAFIOSO 4- I GIORNALISTI DI SEGRATE TERRIBILMENTE PREOCCUPATI PERCHÉ PENSANO CHE L’USCITA DI SCENA DEL PADRE-PADRONE PORTERÀ A FAR USCIRE DALLA PORTA ALTRI DIPENDENTI 5- LA MAZZATA FINALE A GUARGUAGLINI DOVREBBE ARRIVARE TRA DUE DOMENICHE QUANDO IL “REPORT” DELLA GABANELLI SARÀ INTERAMENTE DEDICATO ALLE VICENDE DELL’ENAV

1- LA MERKEL AVREBBE DEDICATO MEZZORA DEL SUO TEMPO A GHIZZONI
Gli uscieri di piazza Cordusio oggi hanno le orecchie tese per capire che cosa succederà nella riunione del Comitato Strategico alla quale oltre al presidente Rampl e a Ghizzoni parteciperanno altri cinque membri.

Tra questi ci sarà anche il massiccio Fabrizio Pallenzona che sembra intenzionato ad appoggiare la proposta di aumento di capitale da 7,5 miliardi. L'ex-camionista di Novi Ligure sembra non aver nulla da eccepire nei confronti di questa operazione che ostinatamente il buon Ghizzoni ha negato fino a poche settimane fa. Pallenzona sorride sornione sotto i baffi perché era completamente d'accordo con le anticipazioni lanciate da quel sito disgraziato di Dagospia che sei mesi fa ha dato per scontato l'aumento di capitale di Unicredit (il terzo negli ultimi tre anni).

Lunedì durante una conference call il piacentino Ghizzoni dalla carnagione rosea fornirà i dettagli su questa operazione e presenterà le linee generali del Piano triennale che lascerà sui marciapiedi della banca alcune migliaia di dipendenti. Da parte sua Pallenzona ha già detto che è pronto a tirar fuori dalle tasche i 248 milioni del suo feudo Cassa di Risparmio di Torino, e ha fatto capire di essere disposto ad aumentare la sua quota fino al 4% del capitale.

Ai piani alti di piazza Cordusio aspettano per oggi la risposta della Banca d'Italia sui famosi "cashes", le obbligazioni convertibili per 3 miliardi di euro che non si è ancora capito fino a che punto debbano essere contabilizzati o esclusi nella capitalizzazione di Unicredit.

Qualcuno sussurra che da quando Draghi ha lasciato via Nazionale, Bankitalia si muove con una certa lentezza, e l'allusione è ad Anna Maria Tarantola, il vicedirettore generale della Vigilanza che anche nella vicenda della Bpm di Ponzellini ha operato in modo lento e confuso.

Resta il fatto che l'aumento di capitale è diventato per Ghizzoni una medicina da far digerire ai mercati che lo aiuteranno con una rete di protezione costituita da un pool di 15 istituti di cui naturalmente fa parte anche Mediobanca.

È probabile che durante il Comitato Strategico Pallenzona voglia saperne di più di una notizia ripresa oggi soltanto dal quotidiano "MF" dove si parla di un incontro avvenuto pochi giorni fa a Berlino con la massaia tedesca Angela Merkel.

Secondo gli uscieri la voce, abbastanza clamorosa, ha preso a circolare ieri mattina tra i collaboratori più stretti di Ghizzoni, primo fra tutti quell'alto dirigente che si fa chiamare "ministro" e che per le sue iniziative disinvolte è entrato nel mirino di Pallenzona e del suo amico Paolo Savona.

In pratica la Merkel, staccando l'occhio dai terribili dossier dell'Eurozona e dallo spread italiano, avrebbe dedicato mezzora del suo tempo per sentire dalla voce di Ghizzoni come se la passa Hvb, la terza banca tedesca comprata nel giugno 2005 da Alessandro Profumo per 15,4 miliardi di euro.

Fino a questo momento nessuno ha sentito il bisogno di smentire la notizia, nemmeno l'ambasciatore italiano a Berlino Michele Valensise che avrebbe fatto da tramite tra la cancelliera e Ghizzoni. Quest'ultimo si sta guardando intorno per dare assicurazioni ai soci e per trasformare in "opportunità" la decisione delle autorità europee di infilare Unicredit tra le banche "sistemiche" che devono dotarsi di gambe più robuste.

2 - BROMURO PER ROUBINI-HOUDINI
Con buona pace del direttore del "Corriere della Sera", Flebuccio De Bortoli, che nel salotto di "Ballarò" è stato bacchettato dall'economia Paolo Leon per eccesso di ottimismo, la similitudine tra la tragedia greca e il dramma italiano ormai è un dato di fatto.
Se la memoria non inciampa questa situazione era già stata anticipata cinque anni fa da quell'economista di origini turche e studi bocconiani che tiene sulle gambe splendide fanciulle e stringe nelle mani previsioni sicure.

Stiamo parlando di Nouriel Roubini, il 53enne profeta della New York University che durante il tradizionale Meeting di Davos nel gennaio 2006 anticipò il peggioramento dei conti italiani senza escludere il rischio di una situazione argentina.

In quell'occasione i giornalisti e il parterre internazionale rimasero sbalorditi dallo scazzo tremendo tra l'economista turco-americano e Giulietto Tremonti. Il nostro ministro dell'Economia storpiò il cognome di Roubini in Houdini e gli disse senza mezzi termini: "lei da dove viene?, dalla Turchia?, bene, se ne torni al suo paese". L'imbarazzo fu enorme e dopo l'incidente il "profeta" dichiarò: "sono ancora scioccato: non solo Tremonti ha insultato me, ma anche la Turchia, un paese che sta negoziando l'ingresso in Europa".

A distanza di oltre cinque anni Roubini-Houdini ieri si è vendicato e lo ha fatto indirizzando una batteria di strali nei confronti del Cavaliere morente. Ha usato parole pesanti e del tutto inconsuete sulla bocca di un economista che ha avuto il merito in questi anni di usare sapientemente la sfera di cristallo.

Non solo: dopo aver parlato dello stile mafioso di Berlusconi se l'è presa anche con quella creatura leggera di Angelino Jolie Alfano contro il quale ha messo in rete un video dove si vede l'ex-ministro siciliano mentre partecipa nel '96 alle nozze della figlia di un mafioso di Palma di Montechiaro, vicino ad Agrigento.

Per aggiungere sale sulle ferite, il Roubini incazzato e scomposto oltre ogni limite, ha rilasciato un'intervista a "Repubblica" dove il giornalista con fare da angioletto gli chiede: l'Europa è in recessione? La risposta è scontata: "non ve ne siete accorti, siete nel pieno di una violenta recessione e i numeri la conclameranno presto".

Invece di queste domande innocenti sarebbe il momento giusto per chiedergli se nella palla di cristallo vede anche l'uscita dell'Italia dall'euro. La domanda non è peregrina ed è il tema di un convegno che si terrà venerdì pomeriggio nella sala delle conferenze di Palazzo Cipolla dove il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Emanuele, ha invitato a rispondere Fabio Panetta della Banca d'Italia, l'ex-ministro ed ex-ferroviere Rainer Masera, l'incazzato con Unicredit Paolo Savona e Marcello De Cecco, l'economista abruzzese che quando parla in televisione usa un italiano da sottotitoli.

3 - I GIORNALISTI DI SEGRATE TERRIBILMENTE PREOCCUPATI
Con il crollo del Presidente Patonza tremano le torri di Mediaset che stamane intorno alle 10 perdeva il 10% in Borsa.

Tutti hanno scritto del vertice del Cavaliere libertino con Confalonieri e i figli Piersilvio e Marina preoccupati per il futuro dell'azienda televisiva, ma nessuno ha speso parole sulla Mondadori, l'altro asset fondamentale nell'impero di Segrate.

I giornalisti che lavorano nelle varie testate sono terribilmente preoccupati perché pensano che l'uscita di scena del Padre-Padrone porterà a far uscire dalla porta altri dipendenti. Il grido d'allarme non ha avuto finora alcuna eco sugli altri giornali, ma la paura è fondata perché lo stato di crisi dell'azienda firmato due anni fa da Maurizio Sacconi (il peggior ministro del governo) ha già tagliato un centinaio di teste.

La ristrutturazione prevedeva in origine 82 esuberi, ma sembra che l'azienda voglia rottamare chi ha raggiunto i 58 anni e rifiuta il prepensionamento. A lanciare l'urlo di dolore è rimasta la voce solitaria di Franco Abruzzo, l'ex-presidente dell'Ordine dei giornalisti che si batte contro il silenzio dei sindacati e la rottamazione forzata dei colleghi.

4 - BERNABÈ E IL "CANARO" STELLA HANNO DECISO DI TIRAR FUORI 20MILA EURO
Avviso ai naviganti N.1: "Si avvisano i signori naviganti che anche Franchino Bernabè e il "canaro" Stella di TelecomItalia Media hanno deciso di tirar fuori 20mila euro ciascuno per aderire alla campagna lasciata dal "Corriere della Sera" sulla sottoscrizione patriottica dei Btp.
I dipendenti di Telecom ci stanno pensando e vorrebbero avere un'opinione anche dal responsabile delle risorse umane, Antonio Migliardi, il calabrese che dopo varie esperienze in banca, Ferrovie e Alitalia, nel 2008 è salito al vertice dell'azienda. Purtroppo Migliardi sta facendo le valige per andare a Poste Italiane dove occuperà lo stesso incarico al posto di Claudio Picucci. A spingere la sua nomina sembra che sia stata la Cisl da sempre interessata a tenere le mani sull'azienda di Sarmi".

5 - LA MAZZATA FINALE A GUARGUAGLINI
Avviso ai naviganti N.2: "Si avvisano i signori naviganti che domani a piazza Monte Grappa voleranno i missili. Al settimo piano di Finmeccanica si dovrebbe consumare lo show down finale tra il comandante supremo, Pierfrancesco Guarguaglini, e l'amministratore delegato Giuseppe Orsi.

Questo dovrebbe essere soltanto l'antipasto di una campagna elettorale furibonda che lascerà morti e feriti anche tra i grandi manager delle aziende pubbliche. La mazzata finale a Guarguaglini dovrebbe però arrivare tra due domeniche quando Milena Gabanelli, la Giovanna d'Arco dei poveri manderà in onda la sua trasmissione "Report" interamente dedicata alle vicende di Finmeccanica e dell'Enav".

 

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