twitter

COSTI QUEL CHE COSTOLO, TE NE DEVI ANNA' - GLI INVESTITORI DI WALL STREET VOGLIONO CACCIARE IL CEO DI TWITTER, CHE NON RIESCE A SPREMERE UTILI DALL'UCCELLINO - PER MOLTI, LA SUA COLPA È NON ESSERE UN GURU COME JOBS, ZUCKERBERG O MUSK

Da “il Foglio”

 

dick costolo 3dick costolo 3

“Avrai ancora il tuo lavoro alla fine dell’anno?”. Dick Costolo, il ceo di Twitter, ha esitato prima di rispondere. Era seduto la settimana scorsa davanti a Kara Swisher, la migliore reporter della Silicon Valley, durante una conferenza del sito di tecnologia Re/code. “Guarda”, ha detto Costolo, agitando le mani, “sono… concentrato sul mio lavoro e sulle cose che devo fare. Non mi interessa se sarò ancora qui alla fine dell’anno”. Costolo si sente fare questa domanda da oltre sei mesi, da quando alla fine del 2014 gli investitori di Wall Street hanno iniziato una campagna durissima per cacciarlo dalla guida di Twitter.

dick costolo dick costolo

 

Nessuno però gliel’aveva fatta a muso duro come Swisher, una che ha fatto più scoop di tutti i suoi colleghi messi insieme e che è temuta in tutta la Silicon Valley. Costolo ha ripetuto più volte di essere concentrato sul suo lavoro, di non pensare a quello che succede intorno a lui, e poi ha detto: non sono più tanto preoccupato di compiacere Wall Street. Probabilmente voleva dire che lui pensa alle strategie di lungo termine e non alle richieste impazienti degli investitori.

 

dick costolo  dick costolo

Ma per tutti la frase è suonata come: presto non dovrò più preoccuparmi di compiacere Wall Street. Gli investitori di Twitter si sono incontrati ieri nella notte italiana, e i giornali specializzati già immaginano chi potrebbe essere il suo sostituto. Dick Costolo è l’esatto contrario dello stereotipo del ceo della Silicon Valley. Non è il ventenne che ha abbandonato il college per fare i miliardi con una app rivoluzionaria, non va in giro con le ciabatte del primo Mark Zuckerberg, non ha mai lasciato tradire progetti di conquista del mondo.

 

Twitter CEO Dick Costolo Chairman and co founder Jack Dorsey and co founders Evan Williams and Biz Stone left to right applaud as they watch the the New York Stock Exchange opening bell ring on Nov Twitter CEO Dick Costolo Chairman and co founder Jack Dorsey and co founders Evan Williams and Biz Stone left to right applaud as they watch the the New York Stock Exchange opening bell ring on Nov

Costolo ha cinquant’anni, e potrebbe essere il papà di tutti i suoi parigrado nella Valley. Indossa completi eleganti e non ha abbandonato il college, anzi si è laureato con profitto, ma dopo la laurea ha cercato per qualche anno di diventare un comico teatrale. Poi ha recuperato la strada del business, e ha iniziato una carriera rispettabile e brillante da manager.

 

dick costolo jack dorsey evan williams biz stone dick costolo jack dorsey evan williams biz stone

E’ poco conosciuto rispetto ai suoi pariruolo, i media quando trattano di Twitter preferiscono parlare dei suoi tre fondatori – che sono quattro, ma uno ha subìto una damnatio memoriae, e già questo basta per far capire quanto la loro storia sia succosa. Racconta Nick Bilton, in un libro uscito nel 2013, che lo stesso Costolo divenne ceo di Twitter dopo una congiura di palazzo.

 

La sua nomina fu salutata come un fatto positivo, finalmente un manager vero sostituisce quei ragazzini litigiosi dei fondatori, si disse, Costolo aveva già fatto bene come direttore operativo di Twitter, e tutti speravano che avrebbe risolto i problemi di guadagno della compagnia. Ma dopo quattro anni, i guadagni non sono aumentati e per Twitter si è fermata anche la crescita di nuovi utenti. L’ultima trimestrale, uscita lo scorso aprile, è stata disastrosa, i risultati sono perfino stati pubblicati illegalmente ore prima dell’annuncio ufficiale, le entrate sono stagnanti a 436 milioni di dollari e gli utenti fissi a 302 milioni.

 

LA CENA DEI POTENTI DI INTERNET OBAMA Schmidt D Levinson T Chambers Doerr Ellison Hastings L Hennessy Bartz Costolo Zuckerberg Obama Jobs Westly Doerr LA CENA DEI POTENTI DI INTERNET OBAMA Schmidt D Levinson T Chambers Doerr Ellison Hastings L Hennessy Bartz Costolo Zuckerberg Obama Jobs Westly Doerr

Costolo deve andarsene, dicono gli analisti, che hanno già iniziato a fare i conti su quanto risalirebbe il titolo in Borsa se il ceo rassegnasse le dimissioni, e c’è un consenso comune, ormai, sul fatto che al prossimo passo falso Costolo sarà sbattuto fuori. Durante l’intervista con Re/code (nota a margine: Re/code è stato fondato da Swisher assieme a Walt Mossberg, entrambi usciti dal Wall Street Journal l’anno scorso per creare un progetto indipendente, ma la scorsa settimana è stato comprato dal conglomerato editoriale Vox Media), Costolo ha detto che ha la completa fiducia del suo consiglio di amministrazione e che anzi c’è un problema di “overcommunication”: siamo fin troppo in sintonia, ha detto, i consiglieri credono nella mia strategia.

 

Ma per investitori e analisti la strategia di Costolo è ancora troppo fumosa, lui stesso ha detto che a volte teme di prestare troppa attenzione alle esigenze del momento e di lasciare sfuggire il quadro generale. L’ultimo successo di Twitter, la app di livestreaming Periscope, ha relativamente poco a che vedere con il core business della compagnia, ma mostra che nel quartier generale di Twitter c’è un problema di ricavi, non certo di genialità.

twitter dick costolo twitter dick costolo

 

Chi difende Costolo dice che il suo peccato più grave è di essere privo dell’allure del fondatore e dell’aura mitica del guru tecnologico, incolpare lui dei problemi di Twitter significa non distinguere i problemi congiunturali da ciò che è strutturale: i primi sono ben gestiti, ma forse per la compagnia è tempo di un ripensamento più grande. Fin dai primi anni tra i fondatori si è scatenata una lotta tra chi (Ev Williams) vedeva in Twitter uno strumento di comunicazione (la ragione per cui Twitter è amato dai giornalisti) e chi (Jack Dorsey) lo considerava un social network (la ragione per cui Twitter è amato dalle fan di Justin Bieber).

kanye, elon musk and hosain rahmankanye, elon musk and hosain rahman

 

Nessuno ha ancora sciolto il nodo di cosa sarà Twitter nei prossimi dieci anni, e Wall Street inizia a pensare che Costolo non sarà in grado di farlo. Ma “nessuno ha pensato a Twitter tanto quanto Dick”, ha scritto il fondatore Jack Dorsey in una serie di tweet in difesa del ceo, bisognerà vedere se avrà tempo per mettere in pratica.

 

 

Ultimi Dagoreport

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)