vladimir putin igor sechin

GLI OLIGARCHI ATTANAGLIATI DAL DUBBIO: SCIVOLARE NELL’ABISSO DELLE SANZIONI E DEL DISPREZZO INTERNAZIONALE O MORIRE NEL BUNKER PER PUTIN? – I MILIARDARI RUSSI NON SONO PIÙ QUELLI DELL’EPOCA DI ELTSIN: VLADIMIR HA CREATO UN SISTEMA DI POTERE VOLUTAMENTE INCENTRATO SULLA FEDELTÀ E SUL CONTROLLO TOTALE: IGOR SECHIN, ALEXEY MILLER, IGOR CHEMEZOV SONO MANAGER DELLO STATO, E LA LORO RICCHEZZA DIPENDE DALLA PAROLA DELLO ZAR. NON LO CONTRADDICONO MAI, MA ANCHE TRA DI LORO C’È CHI PENSA CHE CON L’UCRAINA HA ESAGERATO…

VLADIMIR PUTIN RIDE

Anna Zafesova per “La Stampa”

 

Un incontro con gli oligarchi, supersegreto, nel cuore degli Urali, per impedire loro di fuggire con i loro jet privati. Un Vladimir Putin infuriato per una guerra che da un Blitzkrieg si è trasformata in un'estenuante battaglia passo per passo.

 

Un comando che non sa come confessargli che mancano missili, munizioni, aerei, che la scintillante macchina da guerra che hanno sfoggiato davanti ai suoi occhi alle innumerevoli sfilate in piazza Rossa era un villaggio Potiomkin. Le voci che girano in queste ore sono impossibili da verificare, e spesso assomigliano a disinformazione: appare strano che Putin, ormai da due anni rinchiuso nelle sue dacie al riparo da qualunque pericolo sanitario e politico, abbia deciso di spingersi negli Urali.

mezzi russi in fiamme a kiev

 

Ma sicuramente i cortigiani del Cremlino in queste ore non stanno vivendo momenti tranquilli, come si è intuito anche dall'incontro - questa volta ufficiale, sotto le telecamere - tra il presidente e i più grossi imprenditori, che hanno implorato Putin di non bombardare insieme alle città ucraine i loro interessi, e hanno ricevuto la laconica risposta che «la guerra era necessaria».

VLADIMIR PUTIN IGOR SECHIN

 

Nella sua carriera, Putin ha sempre sacrificato i mercati a quelli che considerava gli interessi strategici del suo potere. La prima volta che ha mandato a picco la borsa è stato nel 2003, quando ha arrestato l'uomo più ricco della Russia, il petroliere Mikhail Khodorkovsky. La borsa ha messo anni a recuperare, per poi ricevere il colpo dell'annessione della Crimea, e nel 2014 il rublo è diventato una delle monete più fragili al mondo. Le bombe sull'Ucraina hanno spedito l'indice della piazza di Mosca giù del 33%.

 

roman abramovich 7

I 22 uomini più ricchi della Russia hanno perso in un solo giorno 39 miliardi di dollari, e il patrimonio di alcuni oligarchi si è ridotto di un terzo, ancora prima che arrivassero le sanzioni europee. È ovvio infatti che non sono dirette tanto a Putin quanto al suo entourage, al cerchio magico, alla famiglia non solo politica che governa la Russia.

 

A quelli che negli ultimi vent' anni hanno creato un'élite inamovibile, basata sulla fedeltà al capo e sugli affari fatti insieme, e consolidati da matrimoni dinastici tra i loro figli. A quelli che, dichiarandosi appassionati patrioti, hanno portato i soldi in Svizzera e alle Cayman, le mogli a Londra, le amanti sulla Costa Azzurra, i figli nelle scuole private inglesi e gli yacht in Sardegna.

vladimir putin

 

A quelli che hanno tutto da perdere da una Russia impoverita e isolata, e quando Dmitry Medvedev, ex premier, ex presidente e leader del partito di governo Russia Unita, ha minacciato ieri di sequestrare, se necessario, i «beni di persone registrate in Europa», era difficile non leggervi una minaccia alla fronda interna. La Russia, comunista come zarista, ha una ricca tradizione di colpi di palazzo, e la distanza che Putin mette tra sé e i suoi interlocutori potrebbe non essere dettata soltanto dalla fobia del Covid.

 

Gli oligarchi putiniani sono però molto diversi dai più celebri magnati eltsiniani, che privatizzavano pezzi di Stato, in maniere oscure, per arricchirsi e comprare pezzi di governo. Denaro che compra il potere, la corruzione nel senso più classico.

mikhail khodorkovsky 2

 

La rinazionalizzazione iniziata con l'arresto e l'espropriazione di Khodorkovsky ha raddoppiato in dieci anni la quota del Pil statale fino al 70%: ora è il potere a fruttare denaro. Le cariche vengono distribuite dal Cremlino: le grandi società e banche sono in mano ai vecchi amici del leader, mentre governatori e ministri sono di fatto amministratori delegati delle regioni o dei settori a loro affidati.

 

Un sistema nato per garantire fedeltà, e controllo totale: Igor Sechin, Alexey Miller, Igor Chemezov, sono tecnicamente soltanto manager dello Stato, oppure si arricchiscono - come i fratelli Rotenberg, amici di palestra del giovane Putin - con i maxiappalti dello Stato, dalle Olimpiadi ai gasdotti.

 

Alexei Miller

Dipendono dal benvolere dello zar, e perciò non l'hanno mai contraddetto, contribuendo a creare quell'idea distorta di una Russia invincibile che ora sta andando in frantumi nei campi ucraini. I loro pargoli educati in Europa e America stanno protestando contro la guerra, mentre i padri affrontano un dilemma atroce: scivolare nell'abisso delle sanzioni e del disprezzo internazionale, rimpiangendo nelle lunghe serate invernali in dacia i fasti di Saint-Tropez e Chelsea?

 

Oppure ribellarsi, rischiando di venire traditi dagli stessi compagni di congiura? Il background di questi oligarchi di Stato, più cortigiani che politici, rende più difficile ricorrere a soluzioni collaudate al Cremlino, come il rovesciamento di Krusciov nel 1964. Ma la maggior parte di loro non sono nemmeno pronti a morire nel bunker.

igor sechinVLADIMIR PUTINVLADIMIR PUTIN Alexey Miller vladimir putin vladimir putin

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....