giovanbattista giovambattista fazzolari giorgia meloni andrea orcel unicredit

IL GOLDEN POWER È DIVENTATO UN’ARMA AL SERVIZIO DELLA FIAMMA MAGICA – IL CASO UNICREDIT-BPM LO DIMOSTRA: I POTERI SPECIALI A SERVIZIO DELLA SICUREZZA NAZIONALE VENGONO ALLARGATI E RISTRETTI PER CONVENIENZE MERAMENTE POLITICHE – MA L’UTILIZZO DISTORTO DEL GOLDEN POWER PUÒ PENALIZZARE IL PAESE, SCORAGGIANDO INIZIATIVE UTILI ALLO SVILUPPO ECONOMICO DELL’ITALIA E DANNEGGIA LA PROIEZIONE INTERNAZIONALE DELL’INDUSTRIA…

Estratto dell'articolo di Marcello Clarich per “MF”

*ordinario di Diritto Amministrativo Sapienza Università di Roma.

 

Marcello Clarich

Il golden power, cioè i poteri speciali del governo a presidio della sicurezza e difesa nazionale, sono ritornati alla ribalta in occasione dell’offerta di scambio azionario di Unicredit su Banco Bpm.

 

Il provvedimento impone una serie di condizioni che, a quanto si sa, spaziano dalla cessazione delle attività di Unicredit in Russia entro nove mesi, alla conservazione per cinque anni della quota attuale degli investimenti di Anima Holding in titoli italiani, al mantenimento per cinque anni del rapporto impieghi-depositi praticato dai due istituti di credito. Si tratta di vincoli che incidono in profondità nel diritto di impresa.

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni - foto lapresse

La reazione di Unicredit non si è fatta attendere e potrebbe sfociare anche in un ricorso al Tar […]. Nelle more la banca ha chiesto alla Consob di sospendere l'offerta su Banco Bpm.  […] la normativa sul golden power è da tempo oggetto di critiche. Introdotto in Italia nel 2012 (decreto legge 21/2012) il golden power è stato potenziato in seguito alla pandemia e alla crisi ucraina.

 

Il suo campo di applicazione è stato esteso a settori come le tecnologie 5G e cloud, l’idroelettrico, l’agro-alimentare, nonché il credito e le assicurazioni. […]

 

Inizialmente, il golden power era stato invece pensato a presidio della sicurezza e difesa in relazione a investimenti diretti o indiretti provenienti da imprese sotto l’influenza di Stati antagonisti.

 

Un caso di esercizio del golden power in relazione a investimenti cinesi è stato nel 2023 l’imposizione di restrizioni nell’assetto societario di Pirelli alle prerogative del socio cinese (China National Tire and Rubber Corporation del gruppo Sinochem).

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

Si tratta peraltro di un socio divenuto scomodo a causa delle restrizioni imposte negli Stati Uniti che vietano la vendita di hardware e software che provengano da società con legami cinesi.

 

Un caso del 2021 ha riguardato una società sotto il controllo cinese (Syngenta) nei cui confronti il governo italiano ha opposto il veto all’acquisizione di Verisem operante nel settore delle sementi. Il veto per motivi di sicurezza alimentare è stato impugnato prima al Tar e poi appellato in Consiglio di Stato che nel respingere il ricorso ha chiarito il carattere ampiamente discrezionale (quasi politico) dei poteri del governo e pertanto difficilmente sindacabili.

 

unicredit 2

Ed è proprio questo uno dei punti dolenti, non solo perché le imprese oggetto di misure restrittive difficilmente possono trovare «un giudice a Berlino», ma soprattutto per l’incertezza circa l’esito delle decisioni del governo.

 

Un position paper di Assonime dello scorso anno (n. 6/2024) propone di prevedere «parametri meno vaghi, ampi e incerti» e l’obbligo di rendere consultabili le operazioni notificate.

 

Lo scorso novembre in un convegno di Mediobanca sul golden power è stata stigmatizzata «l’ispirazione autarchica o dettata dal sovranismo economico» della normativa italiana (Sabino Cassese) che presenta una serie di contraddizioni.

 

Marcello Clarich

Infatti, da un lato il golden power mira a tenere sotto controllo gli investimenti stranieri, dall’altro scoraggia iniziative utili allo sviluppo economico del nostro Paese e danneggia la proiezione internazionale dell’industria nazionale.

 

Inoltre, per quanto l’unico scopo è tutelare la sicurezza nazionale, il golden power si presta ad usi potenzialmente distorti, addirittura per consentire allo Stato di realizzare le proprie politiche industriali (Francesco Vella su Lavoce.info).

 

Sta di fatto però che quasi tutti i 28 Paesi dell’Ocse e tutti gli Stati membri dell’Unione europea hanno adottato questo tipo di disciplina che ha anche una copertura europea.

 

Infatti il Regolamento Ue 2019/452 prevede un coordinamento tra la Commissione Europea e gli Stati membri per il monitoraggio degli investimenti esteri nell’Unione Europea. Non solo; la prospettiva è ora anche quella del controllo sugli investimenti esteri da parte di imprese di Stati membri (cosiddetti outbound investments) sulla scia di quanto già fanno per esempio Cina e Giappone.

 

I TRE FRONTI DI UNICREDIT

Il golden power è dunque destinato a restare.

 

Del resto nell’attuale fase storica le tensioni geopolitiche e la spinta alla deglobalizzazione giustificano queste e altre misure protettive.

unicredit commerzbankunicredit 1

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...