I LIGRESTOS - LA PAROLA D’ORDINE IN FONSAI È CONFLITTO D’INTERESSI: LA GESTIONE INFORMATICA DELLA SOCIETÀ AFFIDATA GUARDACASO AL MARITO DELLA PRESIDENTE JONELLA LIGRESTI (FIGLIA DI DON SALVATORE) - CI VOLEVA LA CRISI DELLA COMPAGNIA (IN PERDITA DI OLTRE 1 MLD €) PER ACCENDERE I RIFLETTORI SUI CONTI: TRA LE OPERAZIONI FINANZIARIE SOSPETTE, SPUNTANO 40 MLN € PER CONSULENZE IMMOBILIARI PAGATI DA FONSAI ALLO STESSO LIGRESTI…

Vittorio Malagutti per il "Fatto quotidiano"

Alla Fondiaria anche l'informatica era un affare di famiglia. Della famiglia Ligresti, s'intende. La società Wave, con sede a Bedizzole, provincia di Brescia, per anni ha gestito buona parte delle piattaforme informatiche del gruppo assicurativo, fornendo soluzioni software e altri servizi. É un business importante e molto delicato. E per trovare un partner di fiducia la Fondiaria non ha fatto molta strada.

Già, perchè secondo quanto il Fatto Quotidiano ha potuto ricostruire, uno dei soci principali di Wave si chiama Omar Bonomelli, conosciuto tra gli addetti ai lavori come un campione di equitazione. Bonomelli però non è un cavaliere qualunque, visto che ha sposato Jonella Ligresti, pure lei eccellente amazzone. Jonella, 45 anni, figlia primogenita di Salvatore, siede sulla poltrona di presidente della compagnia.

Morale: Fondiaria, una società quotata in Borsa con migliaia di piccoli azionisti, ha pagato milioni a un'azienda partecipata dal marito della presidente. Bonomelli, infatti, possiede circa il 20 per cento del capitale di Wave holding, la capofila del piccolo gruppo bresciano.

PIove sul bagnato. Solo dieci giorni fa un corposo rapporto compilato dal collegio sindacale di Fondiaria aveva allineato una lunga serie di affari in conflitto d'interessi conclusi dai Ligresti negli anni scorsi. Una giostra milionaria tra palazzi, terreni, hotel. E adesso si aggiunge alla lista anche l'informatica. Tutti affari a norma di legge? Per capire come sono andate le cose, sabato scorso il pm di Milano Luigi Orsi ha convocato in procura due dei tre sindaci della compagnia, Benito Marino, presidente del collegio, e Marco Spadacini. Ieri invece sono stati sentiti i revisori dei conti.

La sorpresa vera, in questa vicenda che ha dell'incredibile, è che fino a poco fa nessuno si era accorto di nulla. Tanto-meno i professionisti che per legge sarebbero chiamati a vigilare sulla gestione. Per mettere in moto le verifiche c'è voluta la crisi pesantissima della compagnia, che ha chiuso il 2011 in perdita di oltre un miliardo.

E poi nell'ottobre scorso è arrivata la denuncia del fondo internazionale Amber, azionista di Fondiaria. La settimana scorsa, in risposta alle domande di Amber, i sindaci hanno alzato il velo sulle operazioni in conflitto d'interessi, a cominciare dai 40 milioni di compensi per consulenze immobiliari versati a Salvatore Ligresti.

Al momento la posizione più imbarazzante pare quella dei sindaci. Spadacini, per dire, è arrivato in Fondiaria addirittura dieci anni fa ed è un professionista dal curriculum chilometrico. Da un paio di decenni almeno frequenta i poteri forti della finanza milanese ed è considerato vicino al centro-destra.

Oltre all'incarico nel gruppo Ligresti, l'attivissimo Spadacini, classe 1938, siede nel consiglio di sorveglianza di Banca Intesa ed è sindaco addirittura di un centinaio di società. Nella lista troviamo Atlantia, cioè le autostrade dei Benetton, la berlusconiana Mondadori e anche Expo 2015, l'azienda pubblica che ha il mandato di organizzare l'esposizione internazionale che si svolgerà a Milano tra tre anni.

Le regole di buona gestione societaria sottoscritte da tutti i maggiori gruppi quotati (il cosiddetto "Codice di autodisciplina"), mettono in chiaro che "i sindaci accettano la carica quando ritengono di poter dedicare allo svolgimento diligente dei loro compiti il tempo necessario".

Evidentemente, Spadacini ha ritenuto di poter svolgere al meglio il suo mandato nel gruppo Fondiaria nonostante il centinaio di incarichi supplementari, compresi quelli in aziende di grandi dimensioni come Atlantia e Mondadori, che ha accettato e mantenuto nel corso degli anni. Anche il suo collega Marino, siciliano di Trapani, 78 anni fra quattro mesi, è un professionista molto richiesto.

Soprattutto dai Ligresti che gli hanno affidato l'incarico di sindaco in molte società del gruppo. Tra queste c'è anche la Atahotels. Ovvero la società di gestione alberghiera che, secondo quanto lo stesso Marino ha denunciato la settimana scorsa, sarebbe stata al centro di operazioni in potenziale conflitto di interessi concluse con Fondiaria. Di cui Marino è sindaco.

 

 

FAMIGLIA LIGRESTI Salvatore Ligresti ligresti e jonella Giulia Salvatore e Jonella Ligresti

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