olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

T.A.C per Dagospia

 

articolo di venanzio postiglione sulle olimpiadi di milano cortina

Chissà se nei loro voli olimpici le ali degli editorialisti del “Corriere della Sera” si siano spezzate per la saliva accumulata nel magnificare i vantaggi (con falsi ricavi indotti) di una manifestazione da oltre sette miliardi di euro - già sforato il budget iniziale del 2019 -, che da giorni ha fatto di Milano una città fantasma resa più cupa dal cielo plumbeo e la pioggia battente.

 

Il Pindaro da tastiera, Venanzio Postiglione, si libra in alto per sostenere l’evento citando (a sproposito) Dino Buzzati, che amava sia Milano sia Cortina.

 

Se lo scrittore del “Deserto dei Tartari” fosse ancora in vita oggi avrebbe impugnato la torcia olimpica per darla in testa a chi ha devastato il “paesaggio della “sua” perla delle Dolomiti. Uno scenario naturale intangibile, difeso fino agli ultimi giorni insieme a Indro Montanelli.

 

prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 5

“Passi che non frequentate i libri, ma almeno leggete il giornali su cui scrivete”, era l’ammonimento alla redazione di alcuni direttori.

 

Già, magari il vice di Luciano Fontana, Postiglione, avrebbe appreso dalla rubrica di Gian Antonio Stella della “strage di alberi per la pista da bob” che deturpa un panorama unico” (costo 136 milioni).

 

Nonché della mancata realizzazione della cabinovia Apollonia Socrepes per consentire agli spettatori per vedere le gare. E forse a Postiglione è sfuggito che delle 98 opere previste per Cortina solo 40 saranno pronte per i giochi, le altre 58 arriveranno (forse) in ritardo, mentre alcune non sono state neppure progettate.

 

Villaggio olimpico giochi milano cortina

S’infrange su ghiaccio dei giochi pure il responsabile delle cronache milanesi, Marco Castelnuovo, che una volta evaso dalle pagine locali finisce in prima pagina per rivendicare l’orgoglio nel Dna di Milano e sul “classico motore” (sic) che avranno le olimpiadi sul futuro della città.

 

Ma nello scivolare con la bava sulla lama dei suoi pattini, omette di menzionare i giochi invernali di Torino nell’era Agnelli, entrati nel Guinness dei primati di Sprecopoli. Se Cortina piange, Milano non ride.

 

prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 6

Chissà, allora, cosa pensano i milanesi di questa (in)gloriosa settimana olimpica  da giorni ostaggio delle “zone rosse”, con il divieto di transito anche ai ciclisti, le fermate del metro saltate per consentire il via vai a sirene accese delle scorte dei potenti della Terra come ai tempi del dittatore del  Nicaragua, Somoza.

 

Off limits pure il Cimitero Monumentale per la cena di gala nella fatiscente Fabbrica del Vapore, ristrutturata in fretta e furia per l’evento. E per uscire o rientrare a casa, in alcune vie, dove sono stati rimossi pure i cestini dei rifiuti, il divieto vige pure per chi ci abita.

 

BIGLIETTI MILANO CORTINA

Ritardati sine die persino i funerali, in quanto non previsti nel menu serale apparecchiato per 500 ospiti eccellenti, accolti dal sindaco Sala e dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana.

 

Assente il premier francese, Emmanuel Macron, che non vuole sedersi a fianco di JD Vance nemmeno nel giorno dell’inaugurazione allo stadio “Meazza”. Al suo posto, fa notizia il principe vegetariano del Bhutan, Wangchuck, che sicuramente avrà apprezzato “la guancia di vitello accompagnata da spunta di zafferano”.

 

cortina pista da bob sabotaggio olimpiadi milano cortina

Nei giorni del Grande Ingorgo metropolitano il caos automobilistico arriva puntuale pure alle porte della città, chiuse ai pendolari e a quanti vengono da fuori per le loro attività commerciali. 

 

Bloccati, o ritardati, tuti rifornimenti per negozi, supermercati, farmacie (etc). Si segnalano chiusure serali di ristoranti e bar: “Non abbiamo prenotazioni”.

 

Approfittando anche del week end, uffici e studi privati hanno lasciato libertà ai propri dipendenti. Alla libreria “Hoepli”, nell’omonima via, è affisso il cartello “Venerdì 6 Febbraio chiuso”.

 

Nelle olimpiadi invernali del “mordi e fuggi”, gli alberghi lamentano solo disdette. Altro che tutto esaurito. Meglio non va per gli affitti brevi. Anche il Capo di Stato, Sergio Mattarella, ha optato per l’”Hotel de la Ville” di Monza, preferito al consueto “Grand Hotel et de Milan”, a due passi da piazza della Scala. “Le olimpiadi per Milano valgono meno di un concerto di Taylor Swift”, secondo una indagine di Altroconsumo.

 

jd vance e kirsty coventry alla cena dei capi di stato alle olimpiadi invernali milano cortina

Almeno sarà migliorata la qualità dell’aria? si saranno chiesti, scettici, i cittadini già vessati dai pedaggi nell’area C e dai limiti delle Ztl, nel veder sfilare il corteo di 45 vetture che accompagnava il vice presidente Usa, JD Vance con lady e i figli, ad assistere al Palaghiaccio alla partita di hockey degli Yankees.

 

Appena trenta, invece, i mezzi blindati con cui si sposta il segretario di Stato, il più sobrio Marco Rubio.

 

“Portate pazienza”, dichiara il sindaco del Quartiere delle Vanità, Beppone Sala. Ma per dirla in dialetto meneghino: “Sacch voeuj sta minga in pec”. Come a dire? sulla settimana di passione dei suoi residenti: “Il sacco vuoto non sta in piedi”. 

 

Eppure, in questi giorni i milanesi hanno potuto assistere a un fenomeno straordinario. Forse per effetto delle piogge, come i funghi all’improvviso sono spuntati nelle strade centinaia di vigili urbani i cui pochi esemplari, come i Panda, sono visibili solo in Galleria, per la gioia dei turisti.

vance giochi milano cortinagiochi di milano cortina 2026 critiche bildgiochi di milano cortina 2026prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 3giochi di milano cortina 2026 cantiercortina pista da bob sabotaggio olimpiadi milano cortinagiochi di milano cortina 2026mattarella mensa villaggio olimpicomattarella giochi milano cortina mensa villaggio olimpicoprima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 4prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 7prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 8prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 9prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 10

 

 

prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 2sergio mattarella kirtsy coventry e jd vance prima della cena dei capi di stato alle olimpiadi invernali milano cortina foto lapresse sergio mattarella kirtsy coventry e jd vance prima della cena dei capi di stato alle olimpiadi invernali milano cortina foto lapresse prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 1

 

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…