SCHIAVI DEL PALLONE – INCIDENTI, FATICA E ATTACCHI DI CUORE: DAL 2010 SONO GIA’ 1000 I MORTI NEL QATAR PER I MONDIALI DEL 2022 - NEI CANTIERI PER GLI STADI CONDIZIONI DISUMANE: 12 ORE DI LAVORO E STIPENDI DA FAME

Massimo Calandri per "la Repubblica"

La carovana di camion, betoniere e pullman si dondola lentamente a perdita d'occhio lungo una pista parallela all'autostrada che attraversa il deserto, tra Doha e Al Khor. Non ci sono un inizio o una fine. Ci sono polvere e sole di giorno, il freddo notturno. E tutto intorno montagne di pietre, sabbia grigia. Cantieri. Scheletri giganti di cemento e acciaio fino all'orizzonte. Gru di ferro come stormi che salgono a sfiorare il cielo, nel
buio tabelloni luminosi e la data di fine lavori.

«Qatar deserves the best», è scritto: il Qatar merita il meglio. Quello presto sarà uno stadio, là deve nascere un complesso di musei, poi la metropolitana e fra un paio d'anni una città da trecentomila abitanti, Lusail City. Qui la stazione ferroviaria, un parco divertimenti, una giungla di grattacieli di vetri e di specchi. Monumenti all'onnipotenza dell'uomo. Come piramidi moderne, su di uno sfondo lunare.

La carovana dondola per decine e decine di chilometri, senza centro né principio. Si sgrana appena dopo il tramonto, torna a serrarsi all'alba. Da quattro anni e per molti altri ancora. Dicono si fermi il venerdì, che è giorno di preghiera, però non è vero. Perché a tutte le ore qualcuno nel deserto continua a trasportare il suo carico di pietre, di sabbia. Di schiavi.

I mondiali di calcio nel 2022 e di pallamano il prossimo anno. La "visione" del 2030, un piano nazionale che prevede per quella data un Qatar ancora più ricco, felice e sostenibile. Questo paese arabo, che ha il Pil pro-capite più alto del mondo è una straordinaria, ambulante metamorfosi. Pronto a pagare un prezzo in denaro: 100 miliardi di euro di investimenti, tanto per cominciare.

Ed un altro in vite umane. Quelle degli immigranti stranieri, venuti nel deserto ad inseguire un altro sogno. Il loro. Almeno un milione e mezzo, su di un totale di due milioni di abitanti. Indiani, cingalesi, filippini, iraniani, nepalesi, egiziani, pakistani. La maggior parte sottopagata, ricattata, sequestrata. Costretta a lavorare rischiando la vita, obbligata a vivere in tuguri. «In condizioni di schiavitù», denuncia un recente rapporto di Amnesty International.

Un migliaio di loro è morto in cantiere dal 2010, data in cui la Fifa ha assegnato la World Cup di calcio. Incidenti, fatica, attacchi di cuore. Ma prima del calcio d'inizio del torneo mondiale il bilancio salirà a 4.000 vittime. E sono le previsioni più ottimistiche.
Nostra Signora del Rosario è la sola chiesa cattolica, nella zona industriale a sud di Doha. Bisogna venire alla Messa del sabato delle 5.30, perché poi gli operai salgono sui pullman per i cantieri. La storia di Pascual, 38 anni, filippino, è esemplare: «A Manila mi avevano garantito uno stipendio di 1.400 ryal (280 euro), vitto e alloggio. Ho due figli, ho detto: sì, subito.

Mi sono indebitato per sei mesi di lavoro. In Qatar ho consegnato il passaporto allo "sponsor", che mi aveva fatto venire e garantiva per me. Guadagno meno della metà di quanto promesso. Inutile fare denuncia: non ho più i miei documenti. Lavoro 12 ore al giorno, non ho un'assicurazione o una tessera sanitaria. Se rinuncio a due mesi di stipendio, mi restituiranno il passaporto. Ma chi lo paga il ritorno?». Vive in un "labour camp" vicino al villaggio di Barwa. Niente acqua corrente, energia elettrica di rado. Dormono in 12 persone in piccole stanze che potrebbero ospitarne al massimo 4. Tyson, originario di Ceylon, racconta che sul lavoro «se vuoi un elmetto di protezione, te lo scalano dalla stipendio. Se ti fai male, perdi un la giornata di lavoro. Però quando muori, ci pensa il padrone a mandare a casa la salma».

Che fortuna. La legge locale vieta di lavorare tra le 11.30 e le 15 nella stagione più calda. Ma pochi fanno attenzione all'orologio, mentre spesso agli operai è vietato fermarsi per bere. Padre Selvaraj, il parroco di origine indiana di Nostra Signora del Rosario, scuote la testa: «Sono a centinaia di migliaia in queste condizioni. E ogni mese all'aeroporto ne arrivano trentamila nuovi».

Spiega che il "business" è nelle mani delle piccole-medie imprese subappaltanti. «Non quelle europee o qatariote, quasi sempre in regola. Quelle indiane, libanesi, palestinesi, egiziane, piombate qui da qualche anno solo per fare affari: ufficialmente possono avere solo il 49% di un'azienda, in realtà pagano uno stipendio ad un prestanome e poi fanno quello che vogliono. Il risultato è peggio di uno tsunami».

Nel suo rapporto, Amnesty International denuncia che il 90% dei lavoratori immigrati è privato del passaporto, che il 20% riceve un salario diverso da quello promesso quando aveva lasciato il paese di origine, che il 21% riceve il salario «ogni tanto, raramente o mai», che il 7% non ha un giorno di riposo settimanale.

Schiavi. L'ambasciata nepalese ha denunciato la morte di 197 connazionali nel 2012, 185 nel 2013. Quella indiana parla di una media di 240 vittime ogni 12 mesi dal 2011. Le due etnìe insieme non arrivano al 40% dei lavoratori dell'edilizia (su un totale di circa 750.000, e le donne non arrivano a 7.000): ma allora la stima è di un migliaio di morti l'anno, dodicimila quando ai Mondiali sarà segnato il primo gol. Uno tsunami. Il tasso di incidenti - sempre secondo Amnesty - è il doppio rispetto all'Europa, quello di mortalità e disabilità in seguito agli infortuni dieci volte tanto.

In una recente visita, Sepp Blatter - numero uno della Fifa - si è detto «soddisfatto» delle assicurazioni fornitegli dalle alle autorità del Qatar. Che hanno aumentato di un quarto il numero degli ispettori del lavoro, intensificando i controlli e arrivando a sanzionare duemila società nel 2013.

L'obiettivo è quello di introdurre, a partire dal 2016, un'assicurazione per i migranti, il pagamento attraverso istituti di credito e la facilitazione nell'ottenere la residenza, cosa che permetterebbe a ciascun operaio di acquistare ogni anno una carta sanitaria da 20 euro che permette uno sconto dell'80% sulle eventuali cure.

Ma nel frattempo, invece di applicare la legge sullo schiavismo e il traffico di esseri umani - che prevede 7 anni di reclusione e 75.000 euro di multa - il governo locale preferisce punire un reato più lieve («Forzare una persona al lavoro, con o senza stipendio»): 750 euro di ammenda al massimo. Niente schiavi, prego: c'è un Mondiale di calcio alle porte.

 

qatar mondialicalcio lavoratori mondiali qatar sfruttamento x Grandi manovre per i Mondiali di calcio del Qatar il Qatar si aggiudica i mondiali QATAR article EE x Hassan Abdulla Al Thawadi the Chief Executive of the Qatar World Cup Read more http www dailymail co uk sport football article article BD E D DC x qatar

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSUP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...