PULIZIE DI PASQUA TRA LE BANCHE – LE DUE BIG ITALIANE INTESA E UNICREDIT SI LIBERANO DI 2 MILIARDI DI CREDITI MARCI DANDO VITA A UNA SOCIETA’ COL PRIVATE EQUITY KKR E ALVAREZ MARSAL

Marco Ferrando e Carlo Festa per "Il Sole 24 Ore"

Il veicolo dedicato ai crediti ristrutturati o in via di ristrutturazione di Intesa Sanpaolo, UniCredit, del fondo di private equity americano Kkr e di Alvarez & Marsal è pronto al lancio. Potrebbe contenere, secondo le indiscrezioni, un portafoglio di crediti del valore nominale compreso tra alcune centinaia di milioni e due miliardi, ma la dotazione potrebbe aumentare nel corso del tempo. Kkr e A&M dovrebbero contribuire con un'iniezione iniziale di capitali compresa tra i 300 e i 700 milioni.

Il progetto avrebbe due finalità: liberare le banche di alcune posizioni problematiche e al tempo stesso dare alla aziende in questione - ritenute in grado di risollevarsi - delle risorse manageriali necessarie al turnaround. L'operazione, nell'aria da mesi, ieri ha avuto il suo primo passo ufficiale: è stata annunciata infatti la firma, avvenuta giovedì scorso, di un primo memorandum of understanding che impegna i quattro partner a «sviluppare e realizzare insieme una soluzione finalizzata a ottimizzare le performance e massimizzare il valore di un selezionato portafoglio di crediti in ristrutturazione attraverso la gestione attiva degli asset e l'apporto di nuove risorse finanziare».

Il messaggio rivolto al mercato è chiaro: il nuovo veicolo - si parla di una Spa, di una Sgr o di un Spv - dovrebbe essere pronto nel giro di qualche mese e potrebbe essere d'interesse per gli investitori istituzionali, visto che potrebbe essere finalizzato al lancio di emissioni obbligazionarie ad elevato rendimento per hedge fund e fondi speculativi.

LE DUE OPZIONI
Quest'ultimo, però, è uno dei tanti punti ancora da definire. Acclarata la volontà di collaborare dei partner, restano sul tavolo le due diverse opzioni che si erano già individuate nei mesi scorsi (si veda Il Sole 24 Ore del 13 febbraio scorso): una prima soluzione prevederebbe la costituzione di una società finanziaria (patecipata da Kkr A&M) cui le due banche conferirebbero i crediti vantati nei confronti delle società, in cambio di crediti della newco stessa.

Seconda ipotesi, invece, sarebbe quella di un Spv, uno special purpose vehicle, vale a dire una società di cartolarizzazione crediti che potrebbe finanziarsi emettendo bond sul mercato, una parte dei quali sarebbe destinata ai due partner industriali e un'altra a Intesa e UniCredit. A quanto si apprende, la soluzione preferita sarebbe la prima, ma le verifiche tecniche e fiscali potrebbero rendere più agevole e conveniente la seconda. Si deciderà di qui all'estate, periodo entro il quale sia in UniCredit (dove il progetto è seguito dal chief risk officer, Alessandro Decio) che in Intesa Sanpaolo (qui il referente è Giovanni Gilli, responsabile dei progetti speciali del gruppo) si vuole procedere con il varo del nuovo veicolo, di qualunque tipo esso sia.

LE SOCIETÀ COINVOLTE
Resta ancora da inquadrare anche la lista delle società i cui crediti confluiranno nella newco: si parla di società medie, con l'esclusione dei gruppi immobiliari, anche se inizialmente il progetto sembrava destinato anche a grandi gruppi. Una lista che in queste settimane è circolata includerebbe ad esempio aziende come Burgo, Pininfarina, Zucchi, Ferretti, Sirti, Lucchini, Italtel, Seat, per arrivare a situazioni di una certa dimensione come la Tassara.

Tuttavia l'elenco in questione sarebbe ancora allo studio e nulla sarebbe stato ancora deciso al riguardo. Di sicuro, non dovrebbero entrare nella lista casi come Alitalia o Sorgenia, in quanto già oggetto di una trattativa di ristrutturazione in corso con le banche, nè quelli di gruppi immobiliari come Risanamento e Aedes. Al lavoro su tutti questi aspetti finanziari, normativi, legali e fiscali sarebbero i consulenti scelti da Intesa Sanpaolo, Unicredit e Kkr per l'operazione: gli advisor di Alvarez & Marsal oltre agli avvocati di Paul Hastings per conto di Kkr, D'Urso Gatti Bianchi e lo studio Di Tanno (per gli aspetti fiscali) per conto delle banche.

 

FAMIGLIA GHIZZONI GHIZZONI A BAGNAIA carlo messina e moglie GIOVANNI BAZOLI E JOHN ELKANN RODOLFO DE BENEDETTI ALLA PRESENTAZIONE DEL MESSAGGERO FOTO OLYCOM Romain Zaleski

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)