papa leone xiv soldi

LEONE XIV HA UN TESORETTO CHE NON PUO’ TOCCARE – DA ANNI LO IOR, LA BANCA VATICANA, ACCANTONA UNA MAXI-RISERVA DI UTILI, ARRIVATA A 348 MILIONI DI EURO, UTILIZZABILI DAL PAPA PER FARE QUELLO CHE CREDE, A INIZIARE DALLE OPERE DI CARITÀ. MA LA COMMISSIONE CARDINALIZIA CHE VIGILA SULL’ISTITUTO NON METTE IL “MALLOPPO” A DISPOSIZIONE DEL PONTEFICE – LA COMMISSIONE È COMPOSTA DA CINQUE CARDINALI E GUIDATA DA CHRISTOPH SCHONBORN – AL MOMENTO QUEI SOLDI SONO INVESTITI IN TITOLI DI AZIENDE “ETICHE”. VIETATE QUELLE CHE HANNO A CHE FARE CON ABORTO, ALCOL, ARMI E TABACCO…

Estratto dell’articolo di Franco Bechis per www.open.online

 

papa leone xiv

Forse ancora nessuno glielo ha detto, ma Papa Leone XIV ha a disposizione un tesoretto da 348,2 milioni che è immediatamente utilizzabile per fare quello che crede, a iniziare dalle opere di carità della Chiesa in qualsiasi parte del mondo. La somma è consistente, ed è contenuta fra le pieghe del bilancio dello Ior, la banca vaticana.

 

Basta solo che la commissione cardinalizia che vigila sull’istituto, dia l’indicazione di mettere quel tesoretto a disposizione del pontefice o di chi da lui sarà indicato. Cosa che fino ad oggi non è mai stata fatta, con ragioni al momento incomprensibili, tanto più se si pensa al pressing di papa Francesco sulla carità. [...]

 

MEMBRI DELLA COMMISSIONE CARDINALIZIA SULLO IOR - Christoph Schonborn Emil Paul Tscherrig Luis Antonio Gokim Tagle Giuseppe Petrocchi Konrad Krajewski

Quel tesoretto è congelato nel bilancio dell’Istituto per le opere di religione da anni in attesa che la commissione cardinalizia ne decida l’utilizzo (fino ad oggi mai accaduto). Fra il 2015 e il 2020 è restato fermo a 282,134 milioni di euro. Poi nel 2021 si è incrementato a 291,227 milioni di euro, nel 2022 a 306,814 milioni di euro, nel 2023 a 331,2 milioni di euro fino appunto ai 348,2 milioni di euro del 2024.

 

La sua consistenza è rivelata dalla nota integrativa del bilancio dello Ior, che subito dopo avere elencato una riserva di 100 milioni di utili non distribuibili, prosegue: «La Riserva di utili distribuibili è una riserva di utili che potrebbe essere distribuita in seguito ad una delibera sulla devoluzione degli utili accantonati in tale riserva da parte della Commissione Cardinalizia.

 

La Riserva di utili distribuibili, pari a 348,2 milioni di euro (2023: 331,2 milioni di euro), è stata incrementata nel corso dell’esercizio 2024, grazie all’allocazione di parte dell’utile 2023 (17,0 milioni di euro)». Ma la delibera continua a non arrivare [...]

 

RAPPORTO ANNUALE DELLO IOR - ISTITUTO DELLE OPERE DI RELIGIONE

La commissione cardinalizia che potrebbe sbloccarlo ma fino ad oggi ha deciso di non farlo è guidata dal cardinale Christoph Schönborn, che ne è il presidente. Ne fanno parte altri quattro cardinali: Emil Paul Tscherrig, Luis Antonio Gokim Tagle, Giuseppe Petrocchi e Konrad Krajewski.

 

Quest’ultimo per altro è l’elemosiniere del pontefice, voluto in quella funzione da Bergoglio, e ovviamente ben conosce le esigenze sempre pressanti della carità. Ma nulla si muove, e il tesoretto resta investito in titoli di Stato e obbligazioni che almeno consentono di avere qualche interesse.

 

ior - banca del vaticano

[...]  Certo i vertici operativi dello Ior sono ben contenti di avere quella ricca riserva patrimoniale: in Vaticano non esiste una banca centrale che faccia da prestatore di ultima istanza, come la Bce in Europa o la Federal Reserve negli Stati Uniti, e quei soldi potrebbero fare comodo se il bilancio dell’istituto avesse gravi difficoltà.

 

Ma non è il caso attuale: il 2024 si è chiuso con utile netto di 32,8 milioni di euro per 5,7 miliardi di risorse affidate in tutto il mondo.

 

Probabilmente i cinque cardinali che avrebbero potuto sbloccare quel tesoretto per papa Francesco o per papa Leone XIV ma non si sono decisi a farlo, hanno una naturale vocazione alla formichina e quindi al risparmio. Anche personalmente, perché fra le pieghe della nota integrativa al bilancio 2024 dello Ior si rispetta un obbligo di trasparenza previsto dalla normativa vaticana.

 

IOR

E si svela che i cinque cardinali hanno tutti insieme sui loro conti correnti personali 1,2 milioni di euro, in media dunque 240 mila euro a testa. Siccome non si citano i singoli casi, qualcuno di loro potrebbe avere messo da parte una somma consistente, e altri assai meno.

 

Ma la cifra è alta, se si pensa che i cardinali ricevono uno stipendio mensile medio di 5 mila euro e che quelli sono i loro risparmi. Per fare un raffronto i dirigenti “con responsabilità strategiche” dello Ior, fra cui ci sono sicuramente il direttore generale Gian Franco Mammì e il vicedirettore generale Giovanni Boscia, avevano sui loro conti correnti assai meno: 327 mila euro in tutto.

 

papa leone xiv udienza generale 25 giugno 2025 foto lapresse 2

I soldi depositati allo Ior possono essere investiti solo in titoli etici (fra cui quelli green), e anche se non c’è una regola precisa per definirli, esiste un elenco molto dettagliato di attività in cui è vietato investire. In testa tutte quelle che in qualche modo (dai farmaci all’esercizio di cliniche ed ospedali) possono avere a che fare con l’aborto.

 

Vietate le aziende che producono anticoncezionali, quelle che hanno a che fare con armi e sistemi di difesa, o con gioco d’azzardo, alcol e tabacco, in quelle accusate di avere violato diritti umani o diritti dei lavoratori, la salvaguardia dell’ambiente o uno qualsiasi dei 10 principi del “Global Compact” dell’Onu. L’elenco è molto dettagliato ed è riportato nella nota integrativa di ogni bilancio annuale dello Ior.

 

cardinale konrad krajewski

Il bilancio 2024 spiega ora: «L’Istituto non investe in società che direttamente o indirettamente tramite partecipate: a) possiedono e/o gestiscono ospedali e centri specializzati che forniscono servizi di aborto; b) producono prodotti per l’aborto; c) producono prodotti contraccettivi;

 

d) sono coinvolte nell’uso di cellule staminali embrionali o di tessuti derivati da embrioni o feti umani o sono coinvolte nell’uso di linee cellulari fetali; e) producono armi militari controverse (mine antiuomo, armi chimiche, armi nucleari, bombe a grappolo) o parti di esse ritenute essenziali, considerate tali per il loro impatto indiscriminato sulle popolazioni civili;

 

papa leone xiv

f) sono coinvolte nella produzione e distribuzione di armi leggere; g) producono direttamente armi o forniscono prodotti e servizi di supporto, specificamente destinati all’industria militare e non, utilizzati per scopi letali ed offensivi. L’Istituto non investe in quelle attività che possono avere impatto negativo sull’ambiente e sullo sviluppo sostenibile.

 

L’Istituto non investe in società coinvolte direttamente o indirettamente in gioco d’azzardo, intrattenimento per adulti, attività di prestito a tassi usurai, produzione e vendita di tabacco, produzione e vendita di alcool».

Ultimi Dagoreport

peter thiel narendra modi xi jinping donald trump

IL VERTICE ANNUALE DELL'ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE DI SHANGHAI (SCO), SI AVVIA A DIVENTARE L’EVENTO POLITICO PIÙ CLAMOROSO DELL’ANNO - XI JINPING ATTENDE L’ARRIVO DEI LEADER DI OLTRE 20 PAESI PER ILLUSTRARE LA “VISIONE CINESE” DEL NUOVO ORDINE GLOBALE – ATTESI PUTIN, L’INDIANO MODI (PER LA PRIMA VOLTA IN CINA DOPO SETTE ANNI DI SCAZZI), IL BIELORUSSO LUKASHENKO, IL PAKISTANO SHARIF, L’IRANIANO PEZESHKIAN E IL TURCO ERDOGAN - SE DA UN LATO IL SUMMIT SCO RAPPRESENTA IL TRIONFO DEL DRAGONE, CHE È RIUSCITO A RICOMPATTARE MEZZO MONDO, DALL’INDIA AL BRASILE, MINACCIATO DALLA CLAVA DEL DAZISMO DI TRUMP, DALL’ALTRO ATTESTA IL MASSIMO FALLIMENTO DELL’IDIOTA DELLA CASA BIANCA – L’ANALISI SPIETATA DELL’EMINENZA NERA, PETER THIEL, A “THE DONALD”: "A COSA SONO SERVITI I TUOI AMOROSI SENSI CON PUTIN PER POI RITROVARTELO ALLA CORTE DI PECHINO? A COSA È SERVITO LO SFANCULAMENTO DELL’EUROPA, DAL DOPOGUERRA AD OGGI FEDELE VASSALLO AI PIEDI DEGLI STATI UNITI, CHE ORA È TENTATA, PER NON FINIRE TRAVOLTA DALLA RECESSIONE, DI RIAPRIRE IL CANALE DI AFFARI CON LA CINA, INDIA E I PAESI DEL BRICS?” – "DONALD, SEI AL BIVIO’’, HA CONCLUSO THIEL, "O SI FA UN’ALLEANZA CON LA CINA, MA A DETTAR LE CONDIZIONI SARÀ XI, OPPURE DEVI ALLEARTI CON L’EUROPA. UNA TERZA VIA NON C’È…”

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…